Festival di Sanremo 2015

La musica torna protagonista a Sanremo (ma è quasi tutta brutta)

sanremo 2015 prima serata

Il Festival di Sanremo 2015 inizia con le esibizioni dei primi dieci campioni in gara. Poco spazio per deviazioni non musicali. Ecco cosa è successo nella prima serata della kermesse.

La partenza è la più lenta di sempre. Un’anteprima prefestival nella quale sono gli stessi 20 Big in gara a presentare le proprie canzoni nell’arco di un montaggio lungo 20 minuti. Probabilmente chi non era sicuro di voler seguire questo Sanremo 2015 targato Carlo Conti potrebbe aver già cambiato idea. L’idea in realtà non è male in sé, perché consente effettivamente agli artisti in gara di parlare di sé e della propria canzone, mettendo al centro dunque la musica. Il risultato però lascia parecchi dubbi. Ma alla fine, inesorabile come sempre, il Festival ha inizio e ci accompagnerà per cinque giorni (mica solo la sera, perché poi di giorno se ne parla).

L’impegnativo ruolo di rompighiaccio tocca a Chiara Galiazzo, già vincitrice di X Factor, prima di una lunga serie di partecipanti arrivati dai talent show. Il brano non è male, ma non convince. Dopo di lei tocca a una serie di Campioni che potrebbero rivelarsi tra i più interessanti di quest’edizione: Gianluca Grignani, Alex Britti e Malika Ayane. Nessuno di loro delude. Brani piuttosto diversi tra loro, ma ciascuno interessante e con una personalità definita. Da riascoltare.

C’è anche il tempo per la #famiglianumerosa. Si tratta dei coniugi Anania e dei loro 16 ragazzi. Arrivano, ringraziano il Signore per avergli fatto mettere al mondo tanti figli e spiegano che vanno avanti grazie alla Provvidenza. Insomma, è il momento DC (Democrazia Cristiana). In tutto ciò non è ben chiaro neppure il ruolo delle vallette. La migliore, nel suo essere completamente e sinceramente stralunata, è Arisa. Emma non ha la grinta e lo smalto che la contraddistinguono di solito. Rocio “la bella” è forse la più abituata al ruolo ma è anche sprecata perché avrebbe in realtà più spirito delle altre due.

Il primo superospite del Festival è Tiziano Ferro: arriva, mette in chiaro che in Italia si possa ancora fare grande musica, canta il suo ultimo bellissimo singolo Incanto, ringrazia e saluta e se ne va. Il momento migliore della prima serata è probabilmente andato. Tocca ai Dear Jack il gravoso compito di salire sul palco dopo Tiziano, ma il loro brano non sarebbe stato meno brutto in un altro momento della serata e la voce del cantante non è al livello di una situazione tanto importante.

Ci pensa Alessandro Siani a togliere dall’imbarazzo i cinque ragazzi usciti da Amici con una ventina di minuti di comicità alla buona ma non certo di alto livello. Battute varie sull’abbronzatura di Carlo Conti, sull’Italia in crisi, con giusto un accenno alla politica contro il leghista Matteo Salvini, e gran finale con sincero ricordo di Pino Daniele.

Lara Fabian è la sesta concorrente in gara. Nessuno sa chi sia. Quando canta si capisce che arriva direttamente dal Festival degli anni Sessanta o Settanta o Ottanta, ma nelle loro peggiori espressioni, stile Ivana Spagna. Esce e ce la si è già dimenticata. L’andamento della serata è in realtà piuttosto sincopato. Pochi momenti morti, spazio alla musica e solo a qualche lieve deviazione (come la mitica #famiglianumerosa). E molta pubblicità.

E poi arrivano i veri superospiti: Al Bano e Romina Power. Momento a metà tra il trash, la nostalgia canaglia e la televisione 3.0. Romina è tirata a lucido, Al Bano è ancora più gonfio di lei. Mai vicini, interpretano un lungo medley dei loro più grandi successi. La voce però manca (soprattutto a Romina) e lui è gentile a non volerla mettere in difficoltà. Carlo Conti entra dopo tre brani e mette in piedi una finta riappacificazione tra i due. Il tutto si chiude con un Felicità collettivo e l’Ariston in piedi a celebrare la coppia più bella del mondo (ah no, quelli erano Adriano Celentano e Claudia Mori).

Nek sale sul palco e porta finalmente un po’ di ritmo. La canzone è orecchiabile, per nulla scontato e ha un ritornello perfetto per le radio. La voce del bel Filippo è la stessa di sempre e il pezzo si candida come uno dei pochi brani capaci, a prescindere dalla classifica finale, di trovare spazio nel dopo Sanremo. La strana coppia Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (più noto come Platinette) propone un pezzo che vorrebbe affrontare un tema profondo sul riconoscimento della propria sessualità, ma chiude il ritornello con un banalissimo “non sono donna o uomo, solo un essere umano”. Continua il il momento solidarietà: ospite sul palco è Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency paziente zero di ebola in Italia, che parla dell’importanza di aiutare le popolazioni colpite dall’epidemia in Africa.

Annalisa propone la solita canzone da Festival. Ben cantata, ma anche già sentita (non nel senso di plagio). Chiude la serie dei dieci campioni della prima serata Nesli che sveste i panni di rapper e veste quelli da cantante pop. Il suo pezzo non è nulla di indimenticabile, ma potrebbe avere un futuro post Festival (non certo nel mondo rap).

Gran finale con gli Imagine Dragons: e l’Italia (quella ancora sveglia) scoprì il rock internazionale targato anni DuemilaDieci. La band americana lancia l’album in uscita con due brani: il primo Demons ha un ritornello che ricorda molto Like A Prayer (a velocità rallentata), mentre I Bet My Life sembra scritto e composto dai Mumford & Sons. Deludenti.

Poteva essere la prima serata più veloce del Festival da anni a oggi. E invece. Prima due improbabili comici imitano Michael Bublé e un suo ipotetico traduttore. Poi Arisa ed Emma cantano, dedicato a tutti quelli che hanno fatto grande Sanremo, Il carrozzone di Renato Zero (al primo ritornello decidono anche di prendere due note diverse). Voleva essere un momento autoironico e celebrativo (nei confronti degli scomparsi dell’ultimo anno Pino Daniele, Giorgio Faletti e Mango), ma è più che altro un modo per procrastinare.

La stessa cosa accade anche con il collegamento dalla sala stampa da dove Rocco Tanica mostra il ritratto del leader supremo nord coreano Kim Jong-un. Per non farsi mancare nulla c’è anche il momento Fazio con le due vallette Arisa ed Emma, insieme a Conti, che passano cinque minuti a farsi complimenti (o finti complimenti) a vicenda con una certa dubbiosa ironia.

Arriva finalmente il momento della (semi)classifica. I quattro a rischio eliminazione sono Lara Fabian, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi, Alex Britti e Gianluca Grignani. I migliori della serata (a nostro insindacabile giudizio) sono invece Nek e proprio Gianluca Grignani e Alex Britti. Niente di eccelso, ma quantomeno canzoni orecchiabili e dignitose.

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