Festival di Sanremo 2015

Sanremo è sempre più noioso (ma sui social scoppiano le risse tra vip)

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Doveva essere la puntata più leggera e divertente del Festival e invece si è rivelata la più noiosa (finora). Sanremo 2015 continua a peggiorare. Ecco cosa è successo nella terza serata.

Quella che nelle premesse avrebbe dovuto essere la puntata più svelta, allegra e piacevole del Festival di Sanremo 2015 (anche perché l’unica senza la tensione della gara) si è rivelata un interminabile aborto televisivo. Quattro ore secche di grandi canzoni spesso cantate tra il male e il malissimo dai vari Campioni. Pochissimi si sono salvati (e naturalmente non hanno vinto la classifica di serata).

Il meglio è invece arrivato da Twitter, in particolare da Gigi D’Alessio, che vistosi attaccato da Selvaggia Lucarelli su questioni piuttosto personali, ha deciso di rispondere per le rime. E la blogger si è vista zittita anche da Syria, che si è levata in difesa di Emma Marrone, criticata per il primo vestito indossato in serata.

La serata delle cover si rivela anche la serata delle stecche (alcune davvero incredibili), mentre pochissimi tra i Big in gara si rivelano capaci di interpretare (oltre che cantare) bene le grandi canzoni scelte per vincere il “prestigiosissimo” fiore Cover, un garofano creato appositamente per premiare il primo classificato.

Parte Raf, che proprio non riesce a cantare (a sua discolpa c’è da dire che ha la bronchite), ma l’arrangiamento di Rose rosse è una delle cose migliori della serata. Irene Grandi invece è bravissima con Se perdo te. Tutto il contrario un Moreno che canta Una carezza in un pugno alla Giuliano Palma, ma non è proprio adatto. Anna Tatangelo invece si cimenta con Dio come ti amo di Domenico Modugno.

Biggio e Mandelli aprono la seconda manche con un omaggio a Cochi e Renato, ma sono ben lontani dall’originale. Segue una sempre brava Chiara Galiazzo e un Nesli fuori parte in Mare mare di Luca Carboni. Nek si dimostra di nuovo in grande forma con una versione molto convincente di Se telefonando.

Numerosi i momenti di pausa, prima con Luca e Paolo (finalmente un momento comico riuscito, seppur non eccezionale), poi con il presidente della Sampdoria Ferrero, che sale sul palco e si dimostra uno showman innato. Ogni tanto ci si mette anche Arisa con strafalcioni che diventano spontanei momenti di comicità.

I Dear Jack scempiano Io che amo solo te di Sergio Endrigo. Platinette e Grazia Di Michele fanno anche peggio con Alghero di Giuni Russo (da qui partono le stecche). Ciao amore ciao di Luigi Tenco e cantata da Bianca Atzei grida vendetta, mentre persino Alex Britti cade vocalmente (Io mi fermo qui dei Dik Dik la sua cover) in questa manche davvero pessima.

Per fortuna arrivano sul palco gli Spandau Ballet con un medley dei loro grandi successi per ricordare a tutti come si canta (e come si scrivono canzoni). Benedetti anni Ottanta!

Lorenzo Fragola è il primo della successiva tornata con Una città per cantare (nella versione di Ron): il ragazzo si fa furbo e imbraccia la chitarra che tanta fortuna gli ha portato a X Factor (ma infila due accordi in croce). Segue Il volo, con una versione davvero troppo pomposa di Ancora. Annalisa dimostra a tutti che con una bella canzone (la difficilissima Ti sento dei Matia Bazar) la sua voce è tra le più belle di questo Sanremo. Lara Fabian si emoziona cantando Sto male di Ornella Vanoni.

L’ultima manche riserva il meglio: Gianluca Grignani, Nina Zilli, Malika Ayane e Marco Masini rendono onore alle rispettive cover. Alla fine, dopo la solita interminabile sequela di perdite di tempo, ad aggiudicarsi la puntata è Nek (che ha superato nella classifica finale Il volo, Moreno, Masini e i Dear Jack). E ne mancano solo due.

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