Festival di Sanremo 2015

Festival di Sanremo 2015, le pagelle ai cantanti nella quarta serata

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La quarta serata del Festival ha visto quattro Campioni eliminati. I migliori sono rimasti in gara. Ecco le pagelle della semifinale di Sanremo 2015.

Il secondo ascolto è sempre utile per capire dove si è stati troppo severi e dove, invece, troppo buoni. Nella quarta serata del Festival di Sanremo 2015 tutti i Campioni in gara hanno cantato per la terza volta l’inedito presentato alla kermesse. Alcuni sono effettivamente andati meglio, altri invece hanno peggiorato l’impressione. Ecco le nostra pagelle.

ANNALISA, voto: 5
La ragazza è proprio brava: ha voce e interpretazione. La valutazione risente però del peso di una canzone che non la fa volare in alto e la tiene invece ancorata a terra. Dispiace, perché con un autore degno potrebbe davvero essere tra le migliori (non solo a Sanremo).

NESLI, voto: 4
La faccia pulita da bravo ragazzo e l’attitudine gentile non possono far passare sotto silenzio gli impressionanti errori vocali e di intonazione. A maggior ragione se il brano è così povero di sostanza e di forma.

IRENE GRANDI, voto: 7-
Si capisce ancora di più quanto sia brava Irene se si pensa alla sua carriera artistica passata. Questo brano è qualcosa che in pochi si sarebbero aspettati da lei e a ogni ascolto ci convince di più.

NEK, voto: 7,5
Aveva cantato meglio nella prima serata, ma la canzone entra in testa. Attacco simile al ritornello di Se io non avessi te, sonorità alla Coldplay, ma nessuno pretende originalità a Sanremo. Di questi tempi un pezzo così al Festival  grasso che cola.

BIANCA ATZEI, voto: 3
Una volta avrebbero detto… lasciamo stare cosa avrebbero detto una volta. Quello che diciamo noi è che la canzone è davvero terrificante e il suo modo di cantarla è persino peggiore. Prima un attacco alla Giusy Ferreri (e già Giusy imitava Amy Winehouse), poi un graffiato per nulla riuscito, infine pure qualche problema di intonazione.

BIGGIO e MANDELLI, voto: 5
Riascoltare la canzone la rende peggiore che nella prima serata. E anche la loro interpretazione perde di quella spontaneità che era il migliore ingrediente del primo ascolto. La tromba e l’arrangiamento di Roy Paci sono l’unica cosa a salvarsi.

MORENO, voto: 4
Ci dispiace che il rap italiano a Sanremo debba essere rappresentato da un pezzo del genere.

LARA FABIAN, voto: Alieno
Il canto libero dell’Ivana Spagna belga (anche nota come la Celine Dion de noantri) è qualcosa di indigeribile persino per l’onnivoro Festival. Ha però maggiore dignità artistica (e forse anche umana) di molti altri Campioni in gara.

GRAZIA DI MICHELE e MAURO CORUZZI, voto: 4
Non sanno cantare (nessuno dei due), il testo è banale e la musica non trascina. Meriterebbero anche meno, ma l’umiltà che mostrano ci impedisce di dare a loro il voto più basso.

LORENZO FRAGOLA, voto: 6+
Meglio la seconda esibizione rispetto alla prima, ma non è certo il Fragola di X Factor. Lorenzo dimostra che il pezzo c’è, ma sembra ancora troppo titubante per Sanremo. L’errore, in questo caso, è stato chiamarlo senza averlo formato a sufficienza. O forse no, visti i risultati di vendite del suo singolo. Ma, se dobbiamo essere cinici, i soldi nel mondo della musica si fanno con i concerti. E lui deve ancora imparare ad affrontare al meglio un palco vero.

ANNA TATANGELO, voto: 5
Sempre elegantissima. Sempre intonatissima. Il problema è la canzone. Libera è l’antitesi di Libero. Il pezzo di Modugno era leggero, scanzonato e profondo, quello di Anna è pesante, fintamente impegnato e banale.

IL VOLO, voto: 3,5
Citando quel genio di Dave Grohl (Foo Fighters e Nirvana): “Se ascolti una canzone dei Nickelback al contrario senti messaggi satanici. Ma, cosa ben peggiore, se la ascolti nel verso giusto senti i Nickelback”. Potremmo dire lo stesso de Il Volo.

GIANLUCA GRIGNANI, voto: 6+
Bello il brano, intensa l’interpretazione, il problema è la voce. Gianluca ha sempre cantato così, ma in questa quarta serata è stato davvero troppo impreciso. Di fatto il voto non cambia rispetto al primo ascolto, perché quel mezzo punto che guadagna il pezzo lo perde Gianluca con la voce.

MALIKA AYANE, voto: 8
Ci aveva lasciato l’amaro in bocca nella prima serata, perché non era stata all’altezza di se stessa. Si riscatta completamente con questa seconda interpretazione. La canzone è bellissima. E la sua voce, beh non si possono trovare aggettivi adeguati. Già vincitrice morale.

DEAR JACK, voto: 3
Penserete al complotto, ma il fatto che i due voti peggiori vadano a “protetti” dei Modà è davvero solo un caso. O forse no. Nel senso che non è un caso che i due peggiori in gara si ispirino a un certo tipo di musica. Una cosa è se Kekko Silvestre scrive e canta un suo pezzo, altra cosa è scimmiottare quello stile.

MARCO MASINI, voto: 6+
Il problema di Marco rispetto alla maggior parte del pubblico è che le sue canzoni devono essere indagate, approfondite e comprese. Mai banale, sempre ricercato nella melodia, nell’arrangiamento, nel testo. Però ci resta sempre addosso quella sensazione unica di Malinconoia (termine peraltro coniato dallo stesso Masini).

NINA ZILLI, voto: 7+
Il blues sul palco del Festival merita di per sé un voto in più. E non è un voto a prescindere, perché se porti il blues solo di nome ma non nell’anima sono dolori. Invece Nina ne esce alla perfezione trasmettendo emozioni e anche dando possibilità al genere padre (o madre) di quasi tutti gli altri di entrare nel pop italiano.

ALEX BRITTI, voto: 6-
Il pezzo è bello, ma sembra che prometta un’esplosione che non arriva mai. Probabilmente il limite è legato al palco dell’Ariston, perché l’impressione è che dal vivo, in un concerto, questo pezzo guadagnerebbe un punto pieno.

RAF, voto: 5,5
Non siamo impazziti. Provate voi a correre senza una gamba. Il paragone calza, perché Raf sta cantando da giorni con una bronchite. Il problema è la voce, perché l’interpretazione è comunque intensa e la canzone migliora con il secondo ascolto. Se le radio decideranno di passarla è probabile che molti non si rendano conto che si tratti dello stesso brano di Sanremo. E poi grande onore alla dignità di un’artista che non tornava al Festival da più di 20 anni e quando ha deciso di farlo è stato tanto sfortunato da affrontare la gara in condizioni più che precarie.

CHIARA GALIAZZO, voto: 6
Le qualità migliori di Chiara sono la voce e l’intonazione. Se però parti incerta e imprecisa come ha fatto lei, è un peccato. Se ne è accorta e ha avuto la capacità e la freddezza di recuperare. La canzone ha parole semplici, ma nel complesso non è affatto banale. E poi è molto più umile e genuina di parecchi altri suoi colleghi.

Scopri chi è stato eliminato

I FUORI GARA

CARLO CONTI, voto: 6
Il voto è una media tra l’8 per la capacità di tenere in mano ogni situazione e il 4 per aver protratto così a lungo la serata.

VIRGINIA RAFFAELE, voto: 8
A Sanremo una volta andavano Beppe Grillo (non il politico), Roberto Benigni e Maurizio Crozza, quest’anno i comici sono stati proprio la parte più debole del Festival (persino peggiore di alcune canzoni). Virginia Raffaele non è una comica da monologhi, ma è una strepitosa imitatrice. E soprattutto fa ridere. Il che, in un’annata del genere, è tanta roba.

GABRIELE CIRILLI, voto: 6
Non gli avremmo mai dato la sufficienza, se non fosse che prima di lui sul palco sono passati Alessandro Siani e Pintus.

I SUPEROSPITI, senza voto
Superospiti chi?

LE VALLETTE, voto: Onda sinusoidale
Con Emma e Rocio tutto andrebbe liscio e entrambe fanno quanto loro rischiesto: (quasi) nulla. Con Arisa invece non sai mai cosa potrebbe accadere. E non è necessariamente un bene.

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