Festival di Sanremo 2016

Annalisa: «Porto al festival i miei due mondi contrastanti»

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Annalisa Scarrone ha stregato il pubblico e le giurie di Sanremo 2016. Piace per la sua bellezza, convince per la voce e per la qualità e l’eleganza delle sue performance. La canzone con la quale sfida gli altri Campioni in gara si intitola Diluvio universale e rende bene l’idea del flusso incontenibile di emozioni e della voglia dell’artista ligure di mostrare finalmente tutta di se stessa. Ecco cosa ci ha raccontato.

Per la prima volta a Sanremo con un brano tutto tuo. É il coronamento di un sogno. Essere l’autrice del mio pezzo a Sanremo è una cosa che ho desiderato tantissimo. Comunque mi sento sempre cantautrice, anche quando faccio semplicemente l’interprete. Mi è capitato di scrivere in passato le canzoni che ho cantato, anche quando facevo parte di una band. É puro istinto, è frutto della mia sensibilità.

Perché hai scelto America di Gianna Nannini per la serata cover? America è una canzone energica, mi dava la possibilità di entrare in contrasto con Diluvio universale, il pezzo che presento in gara al festival e che è molto emotivo perché descrive l’amore attraverso un flusso di coscienza e di parole. Un amore vissuto interiormente, intimamente. America, invece, affronta l’altra faccia di questo sentimento, quello fisico e passionale.  Insomma, ho chiuso il cerchio sul discorso dell’amore.

Come è nato il testo di Diluvio universale? Volevo dare una definizione dell’amore pur sapendo che è praticamente impossibile definirlo. Ero curiosa di vedere cosa ne veniva fuori. Un flusso di coscienza tra ricordi fondamentali, momenti rimasti impressi, decisioni da prendere, delusioni, rinascite. Descrive anche momenti in cui ho creduto di avvicinarmi all’amore, di averlo provato davvero. Ecco il diluvio universale: un diluvio di parole e di sensazioni. Sono partita da ciò che non è l’amore. Infatti canto: “non è una colpa, non è un mistero…”

Artisti che ti hanno ispirato? Ho ascoltato tanto Rino Gaetano e Loredana Berté in questo ultimo periodo. Bisogna avere comunque la capacità di ascoltare di tutto, generi diversi, artisti differenti. Soprattutto per avere componenti che ti possano influenzare. Poi ci metti del tuo. Nel mio brano si percepiscono tutti questi elementi.

Il tuo nuovo album? Si intitolerà Se avessi un cuore e uscirà il prossimo 15 aprile. Il disco arriva un anno dopo Splende. Sono successe tante cose in questi mesi. Non ho mai smesso di scrivere e ho dato sfogo alla mia urgenza. Sono nate così canzoni nuove, altre erano già nel cassetti da prima: le ho messe insieme, ho incontrato altri autori. Senza neanche accorgermene è nato un disco intero.  I brani ma anche la copertina del disco e del singolo esprimono al meglio il concetto di doppio di cui parlavo. Un contrasto che ho portato anche sul palco di Sanremo.

Televisione e cinema ti tentano? La musica è il mio mondo. E resterà così. Le esperienze vissute sul grande e piccolo schermo gravitano intorno alla musica. Ecco perché le ho fatte. Il film è stata una cosa carina perché interpretavo me stessa, una ragazza che tenta di fare la cantante. Sono solo tornata indietro nel tempo. E poi si tratta di un progetto rivolto ai bambini e alle famiglie. Per quanto riguarda la televisione, invece, è andata diversamente. Tutta colpa di Einstein è un programma che parla di fisica in maniera divulgativa, un docu-viaggio attraverso scienziati ed esperti. La fisica è un’altra mia grande passione. Ci immaginiamo i fisici come personaggi quadrati che stanno chiusi in uffici a fare conti ma non è affatto cosi: sono dei fighi pazzeschi, che devono essere creativi prima di fare ipotesi. La stessa cosa accade al musicista quando deve fare musica. Tale processo è l’intersezione di questi due elementi.

Cosa sogna Annalisa in questo momento? Sogno di essere sempre curiosa, di fare parte di entrambi i mondi, quello della musica e della fisica, quindi mi auguro di essere sensibile e passionale ma, al contempo, di far emergere anche la parte più forte e razionale. E poi voglio scrivere canzoni che parlino sempre di me. Non mi sento un’artista diversa dagli altri, sono semplicemente molto curiosa. La musica in realtà è una sola: la distinzione tra mondi lascia il tempo che trova.

Sei felice? Sono molto soddisfatta del percorso che mi ha portato qui, esattamente dove volevo arrivare. Quindi sì, sono felicissima.

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