Festival di Sanremo 2016

Elio e le Storie Tese: «È difficile vincere l’odio, ma anche aggiudicarselo non è facile»

elio-e-le-storie-tese-intervista-figatta-de-blanc

È uscito il nuovo album degli Elio e Le Storie Tese: si tratta del decimo progetto in studio, un disco con un titolo che è tutto da ridere (e ci mancherebbe). Figgatta de Blanc contiene 13 brani inediti, tra cui Vincere l’odio, con cui Elio e soci sono in gara alla 66esima edizione del Festival di Sanremo.

Come state vivendo questo festival? Ieri sera all’1 eravamo già a letto dopo una spaghettata. Questo rende l’idea di come siamo ridotti.

Fate sempre tutto insieme? Siamo un collettivo H24 e ci consultiamo su qualunque argomento. Anche su quando andare a dormire. Ci riuniamo per qualsiasi decisione. È così da 30 anni. E funziona.

Cosa ci dite delle canzoni del nuovo album? Durante la lavorazione di Figgatta de Blanc ci siamo divertiti come non ci divertivamo da anni. Abbiamo coinvolto Otar Bolivevic, il nostro primo produttore, che ha un nuovo alias, Kromosex. E poi questo disco è il primo che facciamo uscire durante il festival e non come da cazzoni dopo, perdendo l’effetto dell’onda sanremese. C’è un brano che parla di vacanze alternative, un funky termale: racconta di un giovane che accompagna la nonna alle terme per conoscere le sue amiche. Poi c’è She wants, genere in inglese imitato tipo Luther Vandross dei poveri. Affronta un argomento scabroso: la ricerca di un piacere alternativo che talvolta la donna richiede. Parla come mangi, invece, tratta l’abuso e strabuso dei termini in inglese. Ad esempio, nessuno fa più riunioni ma meeting. Riunione è da sfigati.

Figgatta de blanc esce in due versioni, di cui una con un regalo speciale. Di cosa si tratta? Oltre alla versione classica del disco c’è anche lo speciale box Lelo e le Storie Tese. Se volete qualcosa di più piccante oltre al cd, troverete in omaggio Lelo, un potente vibromassaggiatore per lei e anche per lui, se apprezza. Il dono perfetto per San Valentino.

Vincere l’odio in gara a Sanremo sembra un medley di tanti ritornelli. Come è nato? Il momento più atteso delle canzoni è il ritornello. Ecco finalmente un brano fatto solo di ritornelli! Vincere l’odio significa sconfiggerlo, ma anche aggiudicarselo. Siamo degli sperimentatori. A volte va bene, altre no. La tecnica che usiamo è la “tecnica Acapulco”, per scandire bene le parole (ride, ndr). Ve la consiglio! Dicono che se ascolti questa canzone al contrario, si sente un messaggio nascosto. Ma è così nascosto che non lo abbiamo ancora trovato. Piuttosto, se lo ascolti tutto rallentato, senti Wish You Were Here dei Pink Floyd!

Come riuscite ad essere sempre così geniali e innovatori? Cerchiamo e proponiamo quello che non hanno fatto gli altri. Visto che gli altri fanno tutti la stessa cosa, o cose simili, risulta davvero facile.

Commenti

Commenti

Condivisioni