Festival di Sanremo 2016

Abbiamo dato i numeri: il pagellone finale del Festival di Sanremo 2016

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Il Festival di Sanremo 2016 è finito, lo abbiamo seguito tutte le sere fino all’ultimo minuto, hanno vinto gli Stadio, quindi adesso è giunta l’ora di dare un po’ di voti prima di voltare definitivamente pagina, domani.

Voto 10 a Virginia Raffaele, la regina incontrastata di questo Festival. Sia quando interpreta qualcun’altra che quando interpreta se stessa, riesce sempre a piacere. Improvvisa, non sbaglia, va dritta come un treno ad alta velocità sugli Appennini. Ciao vallette mute e incapaci, imparate come si fa.
Voto 9 a Francesca Michielin, la persona che meritava la vittoria. Ci è arrivata a un soffio, è rimasta sempre composta, carina, emozionata e grata per essere lì. Sarà lei a portare alta la bandiera italiana all’Eurovision Song Contest. E menomale.
Voto 8 a Carlo Conti per aver fatto il suo. Lo condurrà anche l’anno prossimo, e in effetti chi altro potrebbe?
Voto 7 ad Annalisa e Arisa: di entrambe penso la stessa cosa, la loro padronanza vocale è impeccabile, sembra sempre di essere di fronte al disco registrato. Però scrivete loro dei pezzi che spaccano, soprattutto ad Annalisa, perché Arisa ha centrato il bersaglio grazie al cielo più di una volta. Datele la possibilità di dimostrare davvero di che pasta è fatta. Di talento sprecato abbiamo già Chiara Galiazzo, ma cosa avete contro le cantanti con i capelli rossi?
Voto 6 a Patty Pravo per il coraggio di salire ancora su quel palco, anche se la forma non è più la stessa di un tempo, con un brano così struggente.
Voto 5 a Francesco Gabbani perché, anche se è bravo, è un po’ troppo impersonale. La voce c’è, il pezzo pure, in fondo, perché fa il suo dovere: si fa cantare da tutti. Lui però, come hanno detto già tutti, un po’ troppo Battisti. Sei bravo Francè, sii te stesso, e vedrai che la prossima volta ti darò la sufficienza.
Voto 4 a Noemi per aver sprecato un’occasione importantissima. Era tra le favorite, poi ha iniziato a cantare del contenuto della borsa di una donna, riportando in auge quella frase che era sulla bocca di tanti pseudo-criti qualche anno fa: tutto è arte. Ecco, forse c’è un limite, forse di cosa c’è dentro una borsa di una donna non è il caso di parlarne di una canzone usando metafore poetiche per paragonarla all’amore. No.
Voto 3 a tutta la comicità (esclusa ovviamente Virginia Raffaele). La marchetta di Panariello e Pieraccioni, Aldo Giovanni e Giacomo che provano a tornare agli albori ma ci fanno dire “ma perché 15 anni fa ridevamo con questa roba?”, Enrico Brignano che forse dovrebbe ogni tanto aprire un giornale per trovare qualcosa di attuale su cui scrivere uno sketch comico, e gli altri, sinceramente, nemmeno me li ricordo.
Voto 2 ad alcuni ospiti internazionali: ok Elton John, ok Ellie Goulding, Nicole Kidman già un po’ fine a se stessa. Ma tutti questi altri dj/rapper/non ho capito che si sono alternati sul palco dell’Ariston mi sono sembrati un po’ dei tappabuchi, e tappabuchi di cosa poi, come se ci fosse bisogno di allungare il brodo a un programma che di media finisce all’una di notte nei giorni feriali. Insomma uno ok, quando cominci a tirarne fuori semi sconosciuti e tutti uguali (J Balvin, WillY Williams, Maitre Gims) forse dovevi mettere mano al portafoglio, un po’ di più, ecco sì lì, prendi quel libretto degli assegni.
Voto 1 agli haters: a chi, ancora, nel 2016, si riempie la bocca con frasi di odio contro il Festival e poi, però, è sempre lì a parlare del Festival. Boicottare un qualcosa vuol dire non parlarne. E poi, ve lo dico col cuore: ogni tanto prendere la vita con leggerezza fa bene. E Sanremo è proprio questo.

All’anno prossimo!

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