Festival di Sanremo 2016

Sanremo, cosa ci è piaciuto e cosa non ci è piaciuto della prima sera

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di Simona Voglino Levy
Foto di Andrew Potter

Tutti cantano Sanremo. Ok. Ma, diciamolo, c’è chi lo fa meglio di altri. E poi il Festival, checché se ne millanti, non è solo questione di canzoni o canzonette. Ma anche di gossip, polemiche, modi e mode.

Ecco perché anche quest’anno abbiamo deciso di commentare tutto. Ma proprio tutto. Per bocca (o meglio, per penna) di chi la kermesse la segue. Da lì. E raccontare con pochi filtri, e riverenza ancora meno, i dieci momenti clou di ciascuna serata: 5 molto belli e gli altri 5, non foss’altro che per par condicio, molto brutti.

5 COSE BELLE

1. IL PROLOGO
Un tuffo nel passato. Di testa. Di quelli belli, però. Ed ecco il collage dei 65 brani che hanno vinto dal 1950 a oggi: nostalgia canaglia, vien da dire (anche se arrivò terza, nell’87). Gli animi si scaldano, l’emozione è servita. Davvero un gran tuffo!

2. L’ARCOBALENO
Il nastro con i colori dell’arcobaleno attaccato al microfono di alcuni artisti senza paura: Noemi, Arisa, Stadio, Ruggeri, Irene Fornaciari. Certe volte non c’è bisogno parole. Bastano i colori.

3. IL PALCO
Cose mai viste a Sanremo: una scenografia di modernissimi led come fossimo a un concerto o a un TV show internazionale. Tentativo da elogiare, anche se in effetti col resto dello spettacolo non c’entra davvero nulla.

4. SABRINA FERILLI
L’ingresso della “Ferilli” intrepretata da Virginia Raffaele. Molto impaiettata. Sabrinona ha subito scherzato: “Sembra che me so ingoiata un lampadario, eh?”. Pronto il commento della Ferilli, quella vera, a davidemaggio.it: “La Raffaele è la numero 1, intelligente ed acuta. Tacci sua!“.

5. ELTON JOHN
Elton John, come solo Elton John. Il baronetto ha infilato con impareggiabile presenza scenica: Your Song, Sorry Seems To Be The Hardest Word, Blu Wonderful. Dopo la voce, i suoi occhiali da sole paiettati tondi hanno fatto il resto. Standing ovation.

5 COSE BRUTTE

1. MADALINA GHENEA
La retorica pauperista della piccola fiammiferaia (fighissima) arrivata dalla Romania con una sacca di cartone che realizza il sogno di bambina: arrivare sul palco di Sanremo. Viva il populismo.

2. L’OUTFIT DI DEBORAH
Un po’ poltrone e sofà, un po’ ma che te lo dico a fa… Bello il brano, riuscito il duetto. Peccato per l’outfit. Ché oltre all’orecchio anche l’occhio desidera la sua parte. O no?!

3. KASIA & ANNA
L’apparzione di Kasia Smutniak e Anna Foglietta, di per sé meravigliosa (la prima le suona alle Ghenea senza se e se ma), si è trasformata presto in una gag dall’alto contenuto trash. Gli autori dov’erano?

4. GABRIEL GARKO
L’espressione immobile di Garko: gli zigomi, ingessati, non ringraziano. Con lo smoking una porca scena, va bene. Ma lo preferiamo senza veli (che magari più che sulla plasticità degli zigomi l’occhio casca su quella degli addominali).

5. LA MOSSA DI CARLO
Carlo Conti che, impotente, cerca di contenere il danno sfilando, con nonchalance mal celata, il microfono dall’inquadratura bella stretta sul nastro arcobaleno di Enrico Ruggeri. Ahia.

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