Onstage
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Tregue temporanee e scariche di adrenalina: la prima volta dei Biffy Clyro a Roma

Prosegue con successo il tour dei Biffy Clyro in Italia. La band il 6 febbraio 2017 si esibisce all’Atlantico di Roma. La nuova tappa dell’Ellipsis World Tour, comincia con un onore civile per i Nostri: la puntualità. Il grido “Mon the Biff! Mon the Biff!” raddoppia l’intro su base di coro e piano, accoglie il trio sul palco già due minuti dopo le ventuno, segno che ogni tanto rispettare gli orari ha il suo perché.

Si parte con la scarica di Wolves Of Winter, primo singolo dal nuovo lavoro Ellipsis che tanto plauso sta avendo dalla critica: un muro di chitarre e una batteria che fa rimbalzare il cuore nello sterno. Un inizio col botto, col pubblico che urla il ritornello e salta. Come da tradizione i tre sono a torso a nudo, incuranti dell’umidità della Capitale: anche il meteo ha fatto del suo meglio per farli sentire a casa, con una pioggerellina che non ha nulla da invidiare a quella della Scozia. Giocano sul palco, con Simon Neil che si diverte a nascondersi dietro i lunghissimi capelli durante Living Is A Problem Because Everything Dies.

“Grazie mille Roma, come va?” chiede il frontman. E che risposta volevi avere se non un urlo compatto di approvazione? Il pubblico è folto e rilassato, di quella calma apparente che è anima e ossatura di ogni sacrosanto concerto rock. Una specie di ricarica preventiva che segue la musica, accompagnata da un bel gioco di luci, che riconferma l’Atlantico come buona location per il rock. Se non altro ci si muove, si può ballare e saltare ma c’è lo spazio per godersi il concerto in modi più calmi, farsi una birra ascoltando la compattezza dei suoni. Non sempre eccellenti, ma sinceri. Anche perché questo sono i Biffy Clyro: genuini. Sovrastrutture poche e carne tanta, ma muscolosa e soda (e non solo per i fisici scolpiti in bella mostra sul palco). Basso, chitarra e batteria, con due extra a dare più consistenza ad una sostanza già di per sé sufficiente.

Simon ricorda che questo è il loro primo show a Roma e si lancia in due battute smozzicate, tra le risate fragorose dei compagni di palco. Un addolcito trequarti inaugura un momento di quiete con la sua intensità di ballad sofferta. Si tratta appunto di un attimo, perché si torna sparati sulle chitarre di Bubbles. La band scozzese è in forma strepitosa, c’è poco da discutere su questo. I tre scherzano e ridono, accennano battute tra di loro, si asciugano il sudore copioso prima di riattaccare con Friends And Enemies, sulla quale il pubblico si lancia in una lenta ondata di mani volte al cielo, mentre il batterista Ben Johnston dà sfogo a tutta la sua verve ritmica. Black Chandelier è un equilibrio sottile tra la strofa più rilassata e il ritornello granitico, col pubblico che si lancia nella ripetizione dei numerosi “drip drip drip drip”: vista la situazione, i Biffy lasciano ai presenti un ritornello a cappella.

Ma i tre ruvidi membri della band amano rientrare rapidamente nei loro ranghi più hard rock, quasi metal, e lo fanno con The Captain che scatena le energie grazie ad un refrain potentissimo e ad un riff di basso e chitarra in grado di scardinare i portoni. Il pubblico li premia con un encore di ritornello a gole spiegate, e Simon se la ride: “eh, è davvero una bella canzone!”. Boato di risate. Re-Arrange, il singolo attualmente in radio, è accolta da un timido boato: d’altronde è una deviazione dalle atmosfere canoniche dei Biffy Clyro, una ballad più delicata, e chi è abituato alle chitarre storce un po’ il naso. È più da fan dell’ultima ora, ma nell’economia della scaletta va bene, crea un cuscinetto ben riuscito.

Simon si scusa per aver mancato il finale, ma l’atmosfera è talmente “sciallata” che per lui ci sono solo applausi prima dell’attacco di Herex, sempre tratta dall’ultimo album in studio, e di Medicine, dove il cantante imbraccia una inattesa chitarra acustica. Si scivola con scariche di adrenalina alternate a maggiore delicatezza, con le orecchie ormai ottuse dall’acustica non eccellente e l’anima purificata dalla stanchezza. Non puoi chiudere gli occhi per un momento che ti prendono a sberle a due a due, come avviene su Mountains.

Un concerto dei Biffy Clyro è una sfida: ogni momento di placidità è sempre risollevato da una scarica possente di chitarre acide, la band viaggia su tregue temporanee. Che mai, come durante un loro live, è un piacere interrompere.

Scaletta Biffy Clyro Roma 2017 concerto 6 febbraio

Wolves Of Winter
Living Is A Problem Because Everything Dies
Sounds Like Balloons
Biblical
Victory Over The Sun
On A Bang
Opposite
Bubbles
57
Friends And Enemies
Black Chandelier
The Captain
Re-Arrange
Herex
Medicine
Glitter And Trauma
Mountains
In The Name Of The Wee Man
Flammable
That Golden Rule
Many Of Horror

Bis:
Machines
Animal Style
Stingin’ Belle

Foto Biffy Clyro Roma 2017 concerto 6 febbraio

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Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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