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J-Ax e Fedez vincono facile: la Prima del tour 2017 è un successo

L’11 marzo è cominciato da Torino il Tour 2017 di J-Ax & Fedez. Gli artisti, forti di un album vendutissimo come Comunisti col Rolex, hanno messo in piedi un concerto piuttosto lungo (due ore e mezzo di set), imbastito una scaletta da urlo (qui tutte le canzoni suonate) e presentato alle oltre diecimila persone che hanno riempito il PalaAlpitour una produzione di altissimo livello: tra ledwall, sbuffi di vapore, laser e impianto luci, il palco dei due artisti era davvero strepitoso.

Nell’incontro stampa svoltosi poco prima del concerto, Ax e Fedez hanno ribadito che questo sarà “Un tour in cui si suonerà moltissimo. Cercheremo di parlare meno e proporre quanti più pezzi possibili. Abbiamo una grande band con noi (possiamo confermarlo senza dubbi, ndr) e siamo sicuri che la resa live dei nostri brani vecchi e nuovi sarà ottima”. Nulla da dire su questo punto: l’impatto è fortissimo, il volume è da concerto rock vero, soluzione che alla lunga penalizza l’elettronica e l’effettistica utilizzata in alcuni momenti. Ma è una scelta consapevole anche questa: “Essere rock è un modo di proporsi e di vivere. Ci danno dei commerciali? Errore, siamo commerciabili e facciamo canzoni pop moderne prendendo dal rock, dal rap e dall’elettronica”. J-Ax è a dire il vero molto rock, nel senso più canonico del termine (con tanto di urla e corna al cielo), in una deviata e divertente medley pop-punk in cui lui e Fedez cantano pezzi propri sopra canzoni di Green Day e Blink-182. In generale l’approccio dell’ex Articolo 31 è molto più aggressivo e selvaggio di quello del collega di scuderia, maggiormente a suo agio in momenti meno concitati.

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L’alchimia tra i due si conferma efficacissima, ed è proprio la loro capacità di essere tempestivi e abili di muoversi sullo stage a mantenere alto il livello di coinvolgimento della serata. L’equilibrio in una setlist monstre, viene garantito dai ripescaggi dei classiconi degli Articolo 31 che, piaccia o meno, reggono molto bene la prova del tempo (facendo pensare a cosa potrebbe succede se al termine della sbornia dei Rolex, Ax decidesse di fare un tour celebrativo suonando solo canzoni di quell’epoca). Su Domani smetto e Gente che spera i genitori dei molti bambini presenti, oltre agli spettatori in zona trenta, si scatenano e si commuovono come ai vecchi tempi. Durante le hit di Fedez (Sirene è tra gli highlight assoluti del concerto grazie anche a una bravissima Vivian Grillo, mentre Cigno nero e Magnifico sono da karaoke collettivo) invece, la gioventù presente in dosi importanti al PalaAlpitour fa sfoggio delle proprie ugole acute, confermando che la fascia d’età che colpiscono i due frontman è davvero ampia. La parte del leone però la fanno, ovviamente, le canzoni del recente Comunisti col Rolex. In scaletta ci sono ben 13 brani sui 16 che compongono il disco, e alcuni guadagnano decisamente in sede live. Il pubblico oltretutto esplode in autentici boati su Piccole cose, Assenzio, Senza pagare e sulla titletrack, mentre è maggiormente sulle sue in Allergia e Meglio tardi che noi.

L’unica vera critica che si può muovere a uno spettacolo che attualmente non ha rivali nel nostro paese nel genere pop di massa, è la scenetta che i due instaurano con un finto contestatore che sale sul palco poco prima del tris di brani conclusivo: “Questa volta tutto ciò che ci viene detto sui social network dagli hater ce lo dirà in faccia uno del pubblico. Un modo per far vedere quanto sia fastidioso dover sempre essere accusati delle stesse cose, un modo anche per rispondere in modo definitivo a tutte le critiche con cui dobbiamo quotidianamente confrontarci”, avevano detto J-Ax e Fedez nei camerini prima di salire sul palco. A dirla tutta l’operazione funziona poco e sembra l’ennesimo (e sterile) pretesto per sentirsi ripetere ancora una volta ciò che gli artisti hanno più volte già detto nelle canzoni e nelle interviste: si sono fatti da soli, se accettano di fare pubblicità ben pagata è perché sanno cosa vuol dire la miseria, sono ancora qui dopo anni passati da reietti e alla fine hanno vinto loro mentre gli sfigati rosicano. E va bene, oramai lo abbiamo capito. Godetevi il successo e rendetevi conto che chi vi fa fare sold-out (oltre 130mila biglietti venduti a oggi per quello che è già uno dei tour più importanti del 2017) fa volentieri a meno di sentire sempre le stesse cose. Andiamo oltre, mostrando + stile anche in quella che, ancora una volta, è stata una vittoria schiacciante per un duo che non ha ancora finito di stupire e dominare il mercato.

J-Ax Fedez Torino 2017, le foto del concerto dell’11 marzo

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Jacopo Casati

Foto di Alessandro Bosio

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