Shakira Mediolanum Forum Milano 3 maggio 2011

di: Guido Amari

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Non servirebbe nemmeno Waka Waka (This Time For Africa), posta in chiusura di serata, per far capire al meglio il potere di penetrazione mediatico di un’artista come Shakira. Al pari delle più grandi rockstar mondiali, quando scattano le prime note della canzone che ha segnato gli ultimi mondiali di calcio in Sudafrica, parte un boato che manco un gol in finale di Champions. Sarà una delle poche cose scontate di un’esibizione che ha visto la cantante colombiana ribadire sia la propria centralità nel mondo pop, sia una volontà ben precisa di differenziarsi dalle altre regine o concorrenti al trono: niente spettacolo imperniato su effetti speciali, corpi di ballo, coreografie trash, ricchi premi e cotillons, ma una band molto affiatata, con chitarre rock in bella evidenza e una sezione ritmica schiacciasassi, guidata da Shakira. La minuta cantante, sexy e provocante quanto basta, canta (spesso aiutata da una corista), balla, suona la chitarra e l’armonica, rivelando molte sfaccettature del proprio talento. La musica è quella che tutti i presenti conoscono, passa agevolmente dall’elettronica di She Wolf ai ritmi sudamericani di Loca Loca, dal pop di Whenever, Wherever (in cui si permette persino una citazione di Unbelievable degli EMF) al flamenco di un lungo intermezzo in cui dà prova della propria bravura come ballerina. Non mancano altre variazioni sul tema come una versione acustica di Nothing Else Matters dei Metallica, l’hip hop di Hips Don’t Lie, con il percussionista a fare le veci di Wyclef Jean, o l’annuncio a sorpresa del gol del vantaggio del Barcellona, squadra in cui milita il suo fidanzato Piquè, contro il Real Madrid. Il pubblico, prevedibilmente, la segue con eccitazione crescente, fino al tripudio finale della già citata Waka Waka. Un gol al novantesimo, in pratica…

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