Interviste

Claudio Trotta giura che gli «AC/DC a Imola sarà un concerto memorabile»

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di Jacopo Casati
Foto di Gabriele Temporiti

Manca una settimana all’attesissimo concerto degli AC/DC a Imola. Ne abbiamo parlato con Claudio Trotta, patron di Barley Arts e promoter degli australiani da 14 anni. Tratto da Onstage Magazine n. 78 di luglio-agosto 2015

Il più grande concerto all’aperto del 2015 si svolge il 9 luglio all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Novantamila persone sono pronte a riversarsi nel circuito automobilistico per l’unica data italiana degli AC/DC, appuntamento che è andato sold-out nel giro di cinque giorni. «Vogliamo far vivere a tutti una giornata memorabile», dice Claudio Trotta, patron di Barley Arts e dal 2001 promoter italiano della storica rock band australiana. «Le aspettative sono elevatissime, ci saranno persone che verranno apposta dall’estero e proprio per questo cureremo maniacalmente ogni dettaglio».

Dettagli che fanno sicuramente la differenza quando ci si trova a trattare con leggende del rock come Angus Young e compagni. «Ho iniziato a pensare di riportare gli AC/DC in Italia la scorsa estate», ricorda Trotta. «C’è stata un’improvvisa accelerazione nella trattativa quando abbiamo proposto di fare lo show all’Autodromo». Molti sono rimasti spiazzati dalla scelta della location. «Questa volta i depistaggi hanno funzionato. Siamo stati bravi a far trapelare qualche indiscrezione che li dava al Meazza piuttosto che al Circo Massimo o all’Olimpico. A dire il vero lavoravo all’idea Imola da tempo, specialmente dopo aver visto uno speciale di Sky dedicato alla Lamborghini. Una puntata era stata girata da Brian Johnson (cantante della band e conduttore di Car That Rocks appunto, ndr) proprio a Imola. Da quel momento in poi ho avuto la certezza di aver fatto la scelta giusta».

Con buona pace di chi, a Milano, credeva di poter rivedere gli AC/DC dopo sei anni. Una conferma ulteriore delle difficoltà che la metropoli lombarda sta avendo ultimamente nell’accaparrarsi grandi eventi. Trotta non fa sconti alla sua città natale. «Uno dei motivi per i quali non porto grossi eventi a Milano è l’impossibilità di farli in luoghi adatti a concerti tanto grandi», spiega. «Non ne voglio più sapere di parcheggi adattati e di comitati di quartiere che protestano per il volume. Stiamo lavorando bene e a stretto contatto con il Comune di Imola, con i Vigili, la Questura, i commercianti e gli abitanti, per coinvolgere tutte le componenti che un evento del genere va a toccare. La collaborazione con le istituzioni è fondamentale quando arrivano in città 90mila persone e si crea un indotto importante per tutta la comunità».

Analizzando più in profondità la scelta dell’Autodromo, viene spontaneo domandarsi come sia stata impostata l’organizzazione di un luogo che non ospita grandi concerti da anni. «Abbiamo pensato ad almeno due aree frangiflutto con delle divisioni in platea, oltre a un pit davanti al palco molto grande da 10mila persone», assicura Trotta. «Sono anche previste un’area per i bambini e molte zone dedicate alla ristorazione. Stiamo lavorando per fare in modo che la visuale e l’audio siano ottimali in ogni settore: chi è sulla Collina della Rivazza deve godersi lo show tanto quanto chi è nel parterre. Per spiegare tutto abbiamo anche lanciato una app, che aggiorna tutti i partecipanti su temi come l’accoglienza, la ristorazione e la logistica».

È tutto pronto insomma e, per chi non ha il biglietto per Imola, Trotta lascia aperta una speranza. «Avevamo chiesto agli AC/DC una data doppia a Imola, ma la band ha rifiutato. Mi auguro che nel 2016 prendano in considerazione l’ipotesi di tornare in Italia».

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