Interviste

Aerosmith 2010

VOCAZIONE PERMANENTE

Dopo le molte chiacchiere di quest’inverno – ricordate la querelle tra Steven Tyler e gli altri membri della band? – gli Aerosmith sono tornati a fare quello che per cui sono diventati famosi in tutto il mondo: suonare. Grazie all’Heineken Jammin’ Festival, il Cocked Locked And Ready To Rock Tour arriva anche in Italia dopo aver girato l’Europa e, ancora prima, il Sud America. Ed è proprio dal Cile che Joey Kramer, batterista della band di Boston, si è concesso ad Onstage per parlare di una delle più longeve storie di rock and roll.

di Susanna La Polla

Steven Tyler durante un concerto

E’ la rock band americana che ha venduto più dischi in assoluto (oltre 150 milioni in tutto il mondo, per la precisione) ed è anche una delle più chiacchierate. Ha fatto sognare almeno tre generazioni di fan, eppure non c’è traccia di nuovi brani da quasi un decennio. In ogni caso, dopo quarant’anni di successi ed eccessi, gli Aerosmith sono ancora in pista e non sembrano voler mollare il colpo. “In tutto questo tempo abbiamo imparato a conoscerci meglio, ci accettiamo l’un l’altro con maggior facilità, e lavoriamo insieme più semplicemente” ci racconta Joey Kramer, storico batterista della band (è stato proprio lui, ai tempi del liceo, a battezzare il nome della band appuntandolo su un bloc-notes). Va bene l’effetto, ma qual’è la causa di tutto questo, la formula segreta che tiene insieme il gruppo da quattro decadi? “Sai, questo è davvero un miracolo per noi, io ringrazio Dio per tutto quello che abbiamo e penso che la cosa che ci tiene davvero uniti sia il fatto che amiamo suonare. Tutti noi adoriamo salire sul palco e donare gioia alla gente; penso proprio che sia questa la ragione principale per la quale siamo ancora insieme”.

Eppure la carriera degli Aerosmith non è sempre stata tutta rose e fiori, a cominciare dai problemi con la tossicodipendenza, fortunatamente superati da anni, per arrivare ai recenti screzi fra i membri della band e Steven Tyler. Per la cronaca, all’inizio del 2010 il chitarrista Joe Perry ha annunciato che il gruppo era alla ricerca di un nuovo cantante (qualcuno ha addirittura scritto che Lenny Kravitz si era offerto per il ruolo!), ricerca conclusasi in seguito ad un lettera dell’avvocato di Tyler con cui il cantante dichiarava di essere pronto ad intraprendere un’azione legale contro i suoi band mate se non avessero messo fine al tentativo di rimpiazzarlo. La nostra curiosità sull’argomento è legittima, ma Joey non ha molta voglia di parlarne: “Tutta quella faccenda è stata semplicemente un grande fraintendimento. Era un affare di famiglia e, sai, avevamo bisogno di occuparcene dall’interno”. Così è stato e fortunatamente lo scorso febbraio è arrivato l’annuncio che ha tranquillizzato tutti i fan dei cinque ragazzacci di Boston: gli Aerosmith si sarebbero imbarcati nuovamente in un tour mondiale, Tyler compreso.

Dal canto suo, anche Joey in passato ha attraversato periodi difficili all’interno della band, momenti drammatici che ha deciso di raccontare in un’autobiografia, Hit Hard: A Story of Hitting Rock Bottom at the Top, che il batterista ha pubblicato lo scorso anno. Per scriverla ha approfittato dei ritagli di tempo libero: “Ci ho lavorato sia mentre ero in tour che durante le pause dalla vita on the road. Ho impiegato 4 anni per terminarlo, impegnandomi duramente. Sono molto orgoglioso di questo libro. Il momento più critico di cui si parla nell’autobiografia riguarda la scomparsa del padre: “Quando se n’è andato, non ho davvero avuto il tempo di elaborare come avrei dovuto il mio lutto perché dopo il funerale sono ripartito subito per la tournée con gli Aerosmith”. Ovviamente la cosa in seguito è tornata a galla presentando un conto salato: “Mi è venuto un esaurimento nervoso. E’ successo mentre stavamo registrando Nine Lives, nel ’96, in quel momento non riuscivo nemmeno a suonare, ero in uno stato assurdo, così mi sono dovuto fermare e prendermi cura di questa faccenda. Sono andato in un luogo dove potevo capire ciò che mi stava accadendo”.

Clicca qui per leggere il resto dell’intervista a Joey Kramer sul numero di giugno di Onstage Magazine

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