Interviste

Alessandra Amoroso entusiasta del tour: «I miei fan mi sorprendono sempre»

Alessandra Amoroso tour 2014 intervista

Alessandra Amoroso ci racconta in un’intervista le sue sensazioni prima del tour primaverile e ci spiega perché è tanto entusiasta del suo pubblico: «i miei fan mi sorprendono sempre» (intervista tratta da Onstage Magazine, numero di aprile).

Ogni anno si potrebbe dire lo stesso: è stato il suo anno, è esplosa definitivamente, non è più solo una promessa. Ma alla fine, ogni anno, continua a crescere e a stupire tutti. E, soprattutto, a conquistare nuovi fan. Alessandra Amoroso, da grande promessa, è diventata una delle più belle e concrete realtà della musica italiana. L’avevamo incontrata a dicembre 2013, prima delle due anteprime del suo tour, quando stava per affrontare due palazzetti sold out importanti come Milano (Forum di Assago) e Roma (Palalottomatica). La rivediamo ora, dopo pochi mesi, pronta per questo tour primaverile che la porta in giro per tutta Italia.

Allora Alessandra, che spettacolo hai preparato?
L’idea dei concerti di dicembre era che fossero un’anteprima, quindi abbiamo deciso di non cambiare quasi nulla. Non volevo diversificare più di tanto per dare a chi non era venuto in quelle due date le stesse sensazioni. Insomma, regalargli qualcosa di ugualmente bello. Soprattutto le cose che hanno funzionato (praticamente tutto a dire il vero, ndr) come la scaletta o il palco, ma eliminando quelli che potevano essere aspetti critici e rischiosi per la riuscita dello spettacolo.

Per esempio?
Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare ai fuochi d’artificio. Bellissimi, ma impossibile riproporli per così tanti concerti. E poi…

E poi…?
Ho abolito il vestito rosso lungo: sono un po’ un maschiaccio e amo muovermi molto e quell’abito elegante era piuttosto d’ostacolo. È già andata bene che non sia inciampata nemmeno una volta in quelle due occasioni, meglio evitare di correre ulteriori rischi…

Un’altra cosa che non cambierà sarà il calore dei tuoi fan.
Sono stupendi. A ogni tappa mi sorprendono perché non  è solo un pubblico, ma una grande famiglia. È sempre una grande emozione cantare e guardarli negli occhi e sentire il loro affetto. Anche soltanto vederli mi fa stare bene. L’ultima volta che sono andata ad Amici come ospite li ho potuti salutare fuori dallo studio e abbracciarli e chiedere ad alcuni come stavano, perché ormai li riconosco.

Ti sarà capitato anche nell’ultimo periodo prima del tour, quando hai girato tutta Italia per incontrarli negli store.
Sono state settimane molto stancanti perché dovevo promuovere il tour e intanto prepararlo. Il lavoro però nobilita la donna anche più del l’uomo e quei momenti di vicinanza hanno fatto bene a me e al mio pubblico. È stato bello soprattutto vedere quelli assidui, che ormai riconosci. E vedere come sono cresciuti negli ultimi anni, da piccolini che erano a piccoli uomini e piccole donne, mi emoziona tantissimo. A Bologna, per esempio, ho incontrato una ragazza e mi è venuto spontaneo chiederle come stava e cosa stava facendo in quel momento della sua vita.

Ora per non scontentare nessuno di loro non mi dirai mai dove ti trovi meglio a cantare… ma, a parte la tua Puglia, dove hai vissuto finora le sensazioni migliori con i tuoi fan?
E invece te lo dico. La verità è che dal punto di vista del pubblico sono fortunata perché le persone che incontro nei concerti sono tutte abbastanza scatenate e in effetti non è che ci sia un pubblico migliore di un altro. C’è stata però una tappa che mi è rimasta più impressa nel cuore. Fu a Cagliari, nel 2011. Era la prima volta che cantavo in un’arena che poteva contenere 5mila persone e per starmi vicino erano venute anche mia mamma e la mia migliore amica da Lecce. Al sound check però non era venuto nessuno e avevo paura che il palazzetto sarebbe stato mezzo vuoto. Quando sono salita sul palco invece era completamente pieno. Fu un’emozione enorme: quel concerto lo ricorderò sempre perché è stato il primo con davvero tantissima gente che era lì solo per me. In ogni caso, da emotiva quale sono, ogni volta è come se fosse la prima, vista la tensione che provo prima di iniziare a cantare. Però non rinuncerei per nulla al mondo a quel tipo di paura.

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