Interviste

Amy Macdonald 2010

AMY NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Avete mai avuto l’impressione di vivere in una favola? In questo momento la vita di Amy Macdonald, giovane cantautrice scozzese “esplosa” lo scorso inverno grazie al tormentone radiofonico This Is The Life, sembra proprio questo: una favola. Amy gongola nella dimensione fiabesca in cui è piombata la sua vita, lo si capisce guardandola ed ascoltandola quando parla di quello che le è accaduto in questo ultimo periodo.

di Giorgio Rossini

A Courious Thing è il tuo secondo lavoro. Che cosa vuoi esprimere con questo disco? E quali sono per te in questo momento “le cose curiose?” Con il titolo dell’album mi riferisco a tutte quelle cose che mi sono accadute in questo periodo. La mia vita è cambiata in questi ultimi tre anni e non posso fare a meno di esprimere la mia felicità per questo. Il mio lavoro è cambiato; oggi sono in Italia, domani in Germania e il giorno dopo in Francia… Trovo piacevolmente bizzarro il fatto di girare il mondo con la mia musica.

Ti sembrerà di vivere una favola… Gi?, è proprio così. Sto vivendo quello che molte persone sognano e ciò non può che rendermi veramente felice, tutto procede per il meglio. Non posso che essere grata del fatto che alla gente piaccia la mia musica e mi auguro che tutto continui in questo modo.

Ciliegina sulla torta, sei anche riuscita a spodestare i Radiohead dalla cima delle classifiche di vendita britanniche. Che effetto ti ha fatto? È stato come un fatto bellissimo e inaspettato. Mi considero davvero fortunata ad avere dei fan così affezionati. In principio ero già molto contenta che il disco fosse rimasto nella top 20 per molte settimane. Quando dopo Natale, guardando la classifica, ho visto che al primo posto non c’erano più loro ma io, ero quasi incredula perché li ho sempre ammirati molto e li considero una band davvero unica. È stato meraviglioso rendersi conto del fatto che, in quella settimana, ci siano state più persone che acquistavano il mio disco piuttosto che quello dei Radiohead… Davvero incredibile!

A Courious Thing ha un sound leggermente diverso rispetto al tuo disco d’esordio. Sì, c’è qualche differenza. Penso sia frutto di una sorta di evoluzione naturale della mia musica. Le canzoni di This Is The Life le avevo composte tutte da sola con la mia chitarra acustica, quindi avevano una matrice più folk. I nuovi brani invece sono nati durante gli ultimi tour e quindi le ho provate subito con la band; per questo hanno un’anima un po’ più rock. Inoltre suonare davanti a tante persone mi ha stimolato a cercare un tipo di sound leggermente differente e in un certo senso più evoluto.

Com’è stato lavorare con Paul Weller? È stato davvero incredibile, mi sono trovata molto bene. È un cantautore e un artista veramente straordinario, un pezzo di storia della musica britannica, un’icona. Suonare nel suo studio di registrazione, in mezzo a tante foto, premi, riconoscimenti, è stato veramente fantastico.

Pensi sia possibile ripetere il successo di This Is The Life? Non lo so. Nessuno può dirlo in questo momento. Ma ciò che ottengo dal mio lavoro mi rende felice e sono orgogliosa delle mie nuove canzoni e della mia musica. Posso solo sperare che continui a piacere anche ai miei fan.

Come vivi il successo? In nessun modo particolare. È ovvio che la mia vita sia cambiata: se qualcuno, tre anni fa’, mi avesse detto che oggi mi sarei trovata qui a parlare della mia musica, non so se gli avrei creduto. Ma in questi ultimi due anni ho imparato ad abituarmi a tutti i cambiamenti causati dal mio lavoro. Ora fa tutto parte della mia quotidianità. Non ho voglia di farmi distrarre troppo da queste cose e quindi faccio semplicemente finta che non sia successo niente. Cerco di stare sempre con i piedi per terra e sto bene così.

Merito anche del fatto che sei rimasta molto legata alla tua terra, al posto da cui provieni? Assolutamente sì. Molti pensano che, per uno scozzese che voglia fare carriera nel mondo della musica, sia fondamentale trasferirsi a Londra. Io la penso in modo diverso. Se vivi un periodo di crescita artistica, non ha molta importanza in quale posto ti trovi. Nel mio caso è stato importante mantenere sempre il legame con le mie radici. Tutt’ora, quando ho del tempo libero, mi piace tornare al mio paese (una piccola cittadina poco fuori Glasgow, nda) e vedere i miei vecchi amici, andare al cinema e riprendere tutte le mie vecchie abitudini.

È in previsione un tour mondiale? L’idea esiste, ma non c’è ancora niente di ufficiale. In questo momento non è facile riuscire a pianificare un tour così importante, anche perché le richieste sono molte. Con This Is The Life è stato più facile organizzare la tournée, perché le date andavano aggiungendosi in maniera più graduale. In ogni caso penso proprio che si farà e non vedo l’ora di iniziare.

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