Interviste

Andrea Pontiroli: «Per organizzare un concerto servono 110 documenti»

Andrea Pontiroli un concerto da manuale libroSiete mai stati in un locale o a un festival a vedere uno spettacolo live e vi siete chiesti: «ma come faranno a organizzare tutto così bene (o male)?». Bene, oggi potrete scoprirlo con un eccellente libro di Andrea Pontiroli, Un concerto da manuale (NdA Press), in cui si svelano tutti i segreti per mettere in piedi uno show indimenticabile.

In Italia, paese in cui la lamentela per qualunque argomento è sport nazionale, si sentiva davvero la mancanza di un prodotto del genere, un libro che sta a metà tra il manuale tecnico per addetto ai lavori – di quelli che se non siete più che appassionati all’argomento non leggereste mai – e il racconto di una passione bruciante, quella che ha portato Poncho Pontiroli a diventare un esperto del campo: dalle prime esperienze come “garzone di bottega” in studi di registrazione o sul campo, fino alle imprese manageriali compiute con il circolo Magnolia, prima, e con Santeria, più recentemente. «Lo scopo del libro, come dici anche tu, era quello di semplificare le decine di passaggi che intercorrono tra la volontà di fare un concerto e la realizzazione pratica dell’evento. Sono spesso i ragazzi giovani, quelli a cui mi piace rivolgermi sperando che si formino sul campo e portino energie nuove, i meno informati, ma dispongono spesso di un entusiasmo che gli permette di superare ostacoli molto grandi. In Italia, per esempio, esistono dodici sportelli differenti per le richieste delle licenze di pubblico spettacolo, a cui bisogna consegnare circa 110 documenti per mettere in piedi un concerto. Capisci che non è facile orientarsi in un casino del genere, da quel punto di vista, ma non solo purtroppo, siamo ancora un paese culturalmente molto arretrato».

Già, il Belpaese è ancora un posto dove professioni come tecnico delle luci, tecnico del suono, fonico (o anche giornalista musicale, tanto per dire) sono viste, quando va bene, con sospetto e considerate tutt’al più come dei simpatici hobby per chi ha molto tempo libero da buttare. «Purtroppo è così e sarebbe ora che invece si puntasse su un’estrema professionalità in tutti i settori della musica, dal management alla discografia ai concerti live, per poter far crescere anche solo l’indotto economico. Capisco che convincere la gente con la cultura sia difficile o quasi impossibile, ma almeno bisognerebbe far passare il messaggio che con questo lavoro si creano soldi, professionalità e occasioni importanti».

Oltre a esaustivi capitoli su luci, sicurezza, suono, organizzazione, burocrazia, management e tutto quanto fa spettacolo, nel libro ci sono anche agili trattati che alleggeriscono la lettura e divertono assai, come quello di Filippo Cecconi sullo spinoso argomento accrediti. «Sugli argomenti tecnici siamo serissimi, ma ci piace anche sorridere e prenderci in giro, quando serve. E quale miglior occasione della richieste di accrediti? Ne abbiamo viste di ogni tipo, nel corso degli anni…». E anche organizzate per tutti i gusti, verrebbe da dire. Le migliori? Poncho ne ha in mente due: «Il Magnolia Parade, un festival di respiro internazionale, e il concerto Milano libera tutti davanti alla stazione, con 30.000 persone a bloccare il traffico, un esercito di tecnici e musicisti a partecipare gratis (ma sul serio) e Giuliano Pisapia e Stefano Boeri a fare un dj set sul palco. Indimenticabile!». Anche per noi…

 

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