Interviste

I Bluvertigo avranno degli ospiti speciali sul palco di Onstage XMas Party, parola di Andy

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Quest’anno al posto di Babbo Natale arriverà… Morgan. E possiamo scommettere che nella sua gerla ci sarà tanta musica e divertimento. Quelli che garantiscono i Bluvertigo, protagonisti dell’Onstage Xmas Party che si tiene al Fabrique di Milano sabato 19 dicembre. Una festa-concerto con il gruppo ormai tornato ufficialmente in pista dopo il tour di reunion delle ultime due estati, utili (e necessarie) per riprendere contatto con il pubblico dopo alcuni anni di assenza ma soprattutto per riallineare sintonia e rapporti personali all’interno della band. L’esperimento è evidentemente riuscito se è vero che dopo un primo singolo, Andiamo a Londra, i Bluvertigo hanno in programma un nuovo album per la prossima primavera e, a 15 anni dall’ultima volta, la partecipazione al Festival di Sanremo. Impossibile non partire da qui per la nostra chiacchierata con Andy. «Sì, torniamo dopo 15 anni ed è una bella opportunità. Potrebbe essere un bel ritorno».

Questa volta definitivo?
Ci sono quelli che magari fanno un concerto di reunion e poi si salutano tipo i Bauhaus. Reunion meravigliose che ho visto sul palco, ma poi chi si è visto si è visto. In questo caso invece potrebbe essere un ritorno dal punto di vista musicale: cosa abbiamo da dire oggi? E allora diventa un altro tipo di progetto, non è una marchetta.

L’anno scorso, in occasione del tour, a domande precise sulla possibilità anche di un ritorno discografico…
Ti sarò sembrato più perplesso…

Diciamo così. La possibilità mi sembrava quantomeno remota.
Questa volta potrebbe essere una realtà, per questo mi senti molto meno perplesso.

Però continui a usare il condizionale. Dobbiamo preoccuparci?
No. Il condizionale nasce spontaneo perché è tutto un work in progress. Io sono abituato a parlare delle cose quando le abbiamo concretamente in mano. È per questo che mi senti un po’ sul vago. Ma non è uno scherzo, in realtà siamo al lavoro.

Hai detto che si tratta di capire se nel 2015 i Bluvertigo hanno ancora qualcosa da dire…
Secondo me ne abbiamo un sacco di cose da dire. Si tratta di trovare un linguaggio per dirle nel modo migliore.

A che punto siete in questa ricerca?
A me piacerebbe mantenere l’impulso di non c’entrare nulla con quello che si sente generalmente in giro. Dovrebbe essere la nostra peculiarità. Cosa che non è venuta fuori granché con il primo singolo che è rimasto un po’ un antipasto. Come quando arrivi in un posto elegante e ti danno il pinzimonio. È solo un preambolo di una cosa che sarà poi completamente diversa.

Tra l’altro Andiamo a Londra era frutto di una curiosa combinazione di autori, con le firme di Morgan, Mika e Guy Chambers.
Sì, anche da quel punto di vista la possiamo considerare un momento che non c’entra nulla con il resto dell’album che non vedrà autori esterni e sarà Bluvertigo al 100 per cento.

Qual è la cosa che non vorresti si dicesse dei “nuovi” Bluvertigo?
Che facciamo il verso a noi stessi. Sarebbe bello mantenere le nostre caratteristiche attualizzandole, per andare oltre alle solite sonorità. Il rischio quando invecchi è che inizi a fare il clone di te stesso tenendo sempre gli stessi ingredienti.

In tutto questo poi ci sono i fan che non sono mai contenti: se cambi protestano perché hai cambiato, se rimani fedele al passato si lamentano perché fai sempre le stesse cose…
È come se in una fase creativa Max Pezzali decidesse di fare un disco bossanova in brasiliano con le chitarre distorte. Magari la gente in concerto avrebbe un entusiasmo pazzesco per cinque tracce, ma poi comincerebbe a battere i pugni urlando «facci l’Uomo Ragno». E lo stesso vale anche per noi: possiamo fare delle cose nuove, ma per soddisfare non possiamo far mancare quella traccia che ci ha contraddistinto.

Pazienteremo in attesa dell’album per vedere cosa ne è uscito. Intanto festeggiamo il Natale insieme. Cosa ci dobbiamo aspettare al Fabrique?
Una bella festa, un ritrovarsi per farsi gli auguri con tante canzoni. Abbiamo in mente di fare delle cover, come ai vecchi tempi, con degli ospiti.

Hai già qualche nome?
Sì ma non posso dirli perché finché non abbiamo la certezza che saranno lì e non voglio sbilanciarmi. Di sicuro posso dirti che ci sarà un grande cantante che è Marco Maccarini, che sarà in scena per una delle tracce che abbiamo scelto a tema natalizio.

Avremo canzoni natalizie in versione Bluvertigo?
No no, ci sono sole due cover che richiamano il Natale. Ma i Bluvertigo di natalizio hanno un po’ poco. A parte Morgan che nel suo album solista aveva fatto un pezzo che mi piaceva tanto che  si chiamava Canzone per Natale. Ecco quella potrebbe essere a tema. Ma nel repertorio dei Bluvertigo non ricordo qualcosa di adeguato. E infatti spazieremo in qualche momento di cover.

Potrebbe essere un’idea, dopo il Christmas Album di Tony Hadley…
Ah, fantastico quel disco… Anche se io sono più affezionato a quello di Billy Idol post chirurgia facciale: mi piace molto.

Quindi nessun titolo delle cover che avete in mente di fare?
Assolutamente no! Preferisco l’effetto sorpresa, nel bene e nel male. Anche perché al momento abbiamo una lista di cose che possiamo fare ma che non sono ancora sicure. Perché i Bluvertigo, notoriamente, provano un’ora prima del concerto o, se va bene, un giorno prima…

Pensando al prossimo Sanremo cosa chiedi come regalo di Natale?
Mi aspetto almeno di arrivare ultimo, come abbiamo fatto orgogliosamente con L’Assenzio nel 2001. Ultimo ma non eliminato. Se mi preparo la valigia con mutande e calzini vorrei rimanere lì almeno fino alla domenica e non andare a casa prima per stare il sabato senza fare niente.

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