Interviste

Baustelle e il nuovo album: «Vogliamo continuare a osare anche se è rischioso»

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L’amore e la violenza è il titolo del nuovo album dei Baustelle. Il disco è il settimo di inediti per la band e racconta di un mondo in guerra, una guerra che però è intima, privata. Francesco e Rachele lo definiscono “un album di canzoni d’amore in tempi difficili” – che gioca spesso sui contrasti, già a partire dal titolo che è quasi un ossimoro. In quest’album raccontano una realtà pesante con il loro linguaggio, quello della poesia. «Non siamo dei giornalisti, ci teniamo a parlare di ciò che accade a modo nostro, anche quando è qualcosa di pubblico. Viene filtrata dal nostro occhio, quindi è chiaramente una visione soggettiva, altrimenti questo disco sarebbe come un saggio senz’anima» ha spiegato Francesco.

Di anima invece ce n’è tanta in L’amore e la violenza, ricco di melodie sostenute e testi molto spesso amari. «Ci sentiamo disallineati dalla realtà così com’è ora: guardiamo ciò che accade, ma vorremmo non farne parte». Non si tratta però di disillusione. Continua Francesco: «Vogliamo sempre stimolare chi ci ascolta e dargli uno spunto critico. È troppo facile fare canzoni banali, noi vogliamo continuare a osare».

Francesco è recentemente diventato padre mentre Rachele ha registrato dei brani da solista. Due eventi che li hanno cambiati e arricchiti, facendo sì che portassero all’interno di questo ultimo lavoro tutto il loro gusto personale con ancor più carica. «Non facciamo canzonette destinate ad avere un successo immediato, continuiamo ad avere la nostra personalità ben definita, anche se di questi tempi è rischioso. Con questo non voglio affermare che ciò che ci circonda a livello musicale non sia buono, anzi, ascoltiamo spesso cose che ci piacciono e che troviamo davvero interessanti».

Nei brani di L’amore e la violenza, i Baustelle hanno mantenuto, come d’abitudine, un gusto per i suoni che richiamano il passato. «Abbiamo utilizzato determinati strumenti in modo quasi dogmatico. In questo disco, più che in altri, è fondamentale che certe canzoni vengano suonate con una strumentazione specifica. Ci siamo resi conto che i suoni che volevamo ottenere erano proprio quelli di strumenti inventati molti anni fa, come ad esempio il moog o il mellotron. Abbiamo poi deciso di affidare il mix a una persona dall’orecchio squisitamente pop come Pino Pischetola (collaboratore tra gli altri di Franco Battiato, ndr) perché siamo convinti che pop non significhi necessariamente musica semplice, può anche essere complessa e avere molto da dire».

Oltre al lavoro in studio ci saranno i live, che inizieranno il 26 febbraio. «Si tratta di un tour nei teatri, una scelta che avevamo già fatto con l’album precedente Fantasma. Quello era un disco perfetto per essere eseguito nei teatri, mentre L’amore e la violenza lo è un po’ meno, ma è proprio questo che ci piace. È una sfida, un esperimento, l’ennesimo contrasto! Inoltre, suonare nei teatri fa sì che ci sia un ascolto più attento e anche questo è un nostro obiettivo».

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