Interviste

Liam non ha dubbi: «I Beady Eye sono il migliore gruppo rock in circolazione»

Beady Eye intervista

Dopo un esordio affrettato e poco felice, finalmente i Beady Eye centrano l’obbiettivo con un nuovo album che parla il linguaggio semplice e diretto del rock’n’roll. Abbiamo incontrato Liam e soci per parlare proprio di BE. Ecco l’intervista.

Beady Eye intervista BE

È una giornata impegnativa per i quattro Beady Eye presenti a Milano, interamente dedicata alla presentazione del nuovo album. Un lavoro di cui andare fieri (leggi la nostra recensione), finalmente, e di cui discutiamo in una sala di Radio Deejay assieme a Gem Archer, Andy Bell, Chris Sharrock e, ovviamente, Liam Gallagher. Proprio lui, sempre al centro dell’attenzione – e spesso per motivi extramusicali – pare il più rilassato e sorridente, pronto a rispondere alle domande o a passare il testimone ai tre compagni. «Ti piace il disco? Noi siamo davvero soddisfatti, siamo la migliore rock’n’roll band che tu possa incontrare in giro». Modesto come da copione Liam, ma sul disco ha perfettamente ragione, BE potrebbe davvero essere quello che tutti gli orfani degli Oasis stavano aspettando da anni: british rock ai massimi livelli, con un tocco particolare dato dalla produzione di Dave Sitek dei TV On The Radio, come ricorda anche Gem «Non se l’aspettava nessuno un nome del genere come produttore dei Beady Eye, ma il suggerimento è arrivato dal nostro manager e dobbiamo dire che ha avuto ragione. Dave ha davvero offerto un punto di vista interessante e differente sui nostri pezzi e questo ha giovato al risultato finale».

Liam rafforza il concetto: «Noi facciamo i musicisti e preferiamo avere qualcuno dall’altra parte della sala di controllo a darci un parere obiettivo sulle canzoni. Poi spesso si tratta di discutere e mediare, anche di litigare se capita, ma per noi è meglio lavorare così». Uno dei punti di forza, merito anche di Sitek, sono gli arrangiamenti per fiati e orchestra, che regalano dei colori inediti ai Beady Eye. «Stiamo anche pensando a come riproporli dal vivo, ci piacerebbe una bella sezione fiati e abbiamo anche riarrangiato alcuni pezzi vecchi per l’occasione. Siamo una soul punk band, almeno dal vivo, devi venirci a vedere così puoi farti un’idea da solo!». Approfitteremo certamente dell’invito, magari non ora a Pistoia (dov’è in programa l’unico concerto annunciato fin’ora), ma di sicuro alla prima occasione in cui gli inglesi saranno dalle parti di Milano.

E a proposito di vecchie canzoni, i Beady Eye hanno anche recentemente deciso di inserire nella setlist un paio di canzoni proprio degli Oasis, quasi a voler ribadire un legame con un passato irripetibile. A rispondere è Liam: «Sono solo due pezzi, Morning Glory e Rock’n’Roll Star, giusto per vedere l’effetto che fa. Il pubblico ha ovviamente apprezzato moltissimo e allora continueremo a farle, in fondo sono parte della nostra vita, perché non dovremmo suonarle se ci va di farlo?». L’argomento Oasis, nonostante gli anni passati, è sempre uno di quelli a maggior tasso di rischio, un po’ come quello Noel, il fratello a cui è dedicata Don’t Brother Me, sorta di dichiarazione d’amore/odio, uno dei pezzi più intensi del disco. Liam non sembra particolarmente interessato a ribadire gli stessi concetti – e come dargli torto, visto che è una di quelle domande a cui avrà risposta centinaia di volte – e allora la discussione slitta sulla copertina: una bella foto che ritrae una ragazza a seno nudo, oggetto di censura nel Regno Unito, quasi una notizia di altri tempi. «Cosa vuoi che ti dica, giornali e televisioni sono pieni di donne nude di ogni età, razza e colore e a noi rompono i coglioni per una fotografia artistica e ci chiedono di coprire il capezzolo. Viviamo in un paese di repressi, non possiamo farci nulla, ma è un incidente di percorso che non merita più di qualche parola».

Commenti

Commenti

Condivisioni