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Bianco presenta Storia del futuro: «Da ogni crisi nasce qualcosa di buono»

Bianco Storia del futuroAlberto Bianco è un cantautore di Torino giunto al suo secondo album. Fin qui potrebbe sembrare banale, scontato e poco interessante: chissà perchè, è diffusa la convinzione che fare due dischi, oggi, sia semplice. Il fatto è che anche solo inciderne uno resta un’impresa non facile e, soprattutto, è difficile convincere un’etichetta ad investire sulla crescita di un giovante artista, come invece ha fatto Bianco con la torinese INRI. Ma non è per questo che Storia del futuro è un lavoro interessante, mai banale e decisamente originale fin dal titolo. Qui a Onstage conosciamo bene Alberto dal suo esordio, Nostalgina (uscito nel 2011), ma non ci siamo fatti intenerire da questo: ci è davvero piaciuto molto, per tanti motivi. Uno in particolare: è un disco totalmente onesto.

Storia del futuro? Sì. «Fare un album oggi significa essere ottimisti, ed essere ottimisti è qualcosa che riguarda il futuro». Bianco mi parla del suo nuovo album prima di presentarlo alla FNAC di Milano – sciagurato, ha invitato il sottoscritto come moderatore – con un misto tra timidezza e sincera convinzione. Sono due aspetti del suo carattere che ho notato ogni volta che l’ho incontrato, che fosse in un locale di Torino o in circostanze “ufficiali”. Con lo stesso mix emotivo mi dice che crede di poter toccare molte persone perchè ha scritto le canzoni «mentre viveva la crisi economica, quella del disco (quindi del suo lavoro, ndr) e una sua personale nello stesso momento». Sembra difficile immaginare che da questo presupposto possa nascere un album ottimista – del resto anche il titolo del primo singolo La solitudine perchè c’è parrebbe indicare il contrario – ma in effetti lo è. «Mi sono concentrato sulle cose buone che ogni crisi partorisce».

Con l’inizio del 2013 Bianco partirà con il tour. Una prova importante per la sua carriera, nonostante abbia già suonato su palchi importanti come quello degli MTV Days (nel 2011 come “New Generation” e nel 2012 come artista ospite). «Vorrei che questi concerti mi permettessero di incontrare molte persone. Ho deciso di fare questo lavoro perchè m’interessa raggiungere più gente possibile con le canzoni e i concerti sono il momento migliore per farlo. Personalmente, spero sia l’occasione per suonare i miei pezzi senza dover troppo pensare alle parole e agli accordi, lasciando cioè che le emozioni fluiscano liberamente, evitando di trovare l’ostacolo della mia concentrazione».
Buona fortuna, Alberto.

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