Interviste

Binary: suonare prima di Manson è un'esperienza incredibile

Binary. Marilyn Manson li ha scelti per aprire i concerti del suo tour.

Binary. Marilyn Manson (clicca qui per leggere la recensione del concerto di Padova) li ha scelti per aprire i concerti del suo tour. David Troster, Francesco Bondi, Craig Lowe e Jake Sorbie sono quattro ragazzi che hanno trovato base per i loro progetti musicali a Londra. All’attivo hanno singoli come Prisoner Modern Man, oltre all’onore di godere della collaborazione di Sean Beavan, il produttore di Marilyn Manson.
Abbiamo parlato con Francesco per  scoprire cosa significhi per loro far parte di un tour così importante come quello del Reverendo, e di come un produttore come Sean li abbia aiutati a trovare il loro suono.

Come si presentano i Binary ai fan italiani?

Abbiamo preparato un set caratterizzato dai suoni particolari sui quali stiamo puntando, per arricchire le nostre canzoni, che rimangon comunque pop, fin dagli esordi, quando ho conosciuto David, un paio di anni fa a Londra. Ero li a studiare, e siamo entrati subito in sintonia. Da li, poi, si sono aggiunti Craig e Jake, amici di infanzia: abbiamo cominciato a scriver e provare e sono nati i Binary.

Il titolo del vostro ultimo singolo, Modern Man, è curioso: a cosa si riferisce esattamente?

Il singolo rappresenta il frutto della nostra collaborazione con il produttore di Manson, Sean Beavan: lui ha mixato il pezzo scritto da Davide e registrato a Londra. Il titolo, Modern Man, è un riflesso di ciò che c’è fuori, un grido verso quello che sta succedendo nel mondo della musica suonato con chitarre aggressive alla Smashing Pumpkins, per dare un colpo a tutto quello che ci circonda.

E con Manson come è andata?

Tutto è nato con il singolo precedente, che era piaciuto molto a Sean, poi ci siamo sentiti su Skype in quanto Manson sarebbe venuto in Europa con il tour e parlando è uscita l’occasione di fare sentire i brani a Marilyn, che ha sentito i pezzi e ci ha scelto per una parte di tour. Fantastico.

E Manson cosa rappresenta per voi?

Ci è sempre piaciuto. Il suono industriale è quello a cui ci rifacciamo, in più essere in tour con lui è un’occasione incedibile: in Olanda abbiamo suonato davanti a 8500 persone, sold out; a Parigi, più di 7000; a Padova 9000. Per noi è un esperienza incredibile, anche se affrontare la folla è un po’ difficile perché la gente vuole sentire Manson. Però le canzoni le provi tanto, l’adrenalina è tanta, perché il palco è grande e hai una marea di gente davanti.

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