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Blastema: «Questo Sanremo traccia una linea di spartizione rispetto alla tradizione»

Dopo una lunga gavetta i Blastema sono finalmente approdati a Sanremo, che si è dimostrato “maturo” anche per un gruppo indie come loro. Perchè questo è un Festival che «sta tracciando una linea di spartizione, rispetto alla vecchia tradizione» ci hanno detto.

Blastema Sanremo 2013 intervistaLa musica sta cambiando. Anche a Sanremo. Dove i Blastema, gruppo indie-rock prodotto dalla Nuvole di Dori Ghezzi e Luvi De Andrè, è arrivato alla finale (nella categoria Giovani). La band, che nasce nel 1997 sui banchi di scuola e ha pubblicato ieri il suo secondo album Lo stato in cui sono stato, si esibirà questa sera, per la seconda volta, sul palco dell’Ariston. Questo giro, però, sarà decisivo. Ecco cosa ci hanno raccontato a pochissime ore dell’esibizione.

Stasera, comunque vada sarà un successo?
A questo punto, sì. Comunque sia cercheremo di fare più che bene.

Con o senza vittoria, siete la novità di questo Sanremo, con il vostro rock fuori dai canoni festivalieri.
Sì. Siamo stupiti anche noi. Non ce lo aspettavamo. Evidentemente il Festival ha saputo apprezzare anche il nostro genere. Questo è, secondo noi, un Sanremo che sta tracciando una linea di spartizione, rispetto alla vecchia tradizione. È molto coraggioso.

L’Italia è o non è un Paese per band?
In realtà le grosse realtà della musica italiana del passato erano le band: dagli Équipe, ai Camaleonti e poi i Litfiba e i Negrita, per esempio. Ciò vuol dire che le band ci sono e quando suonano bene ottengono degli ottimi risultati. Il problema è che nessuno vuole investire su una band.

Perché?
Perché costa molto di più dal punto di vista produttivo.

Siete stati coraggiosi a decidere di partecipare: oltre a essere un gruppo, siete anche indie-rock. Com’è nata l’idea di Sanremo: mera opportunità?
Ce l’ha proposto la discografica, avevamo il pezzo, che non era nemmeno finito, abbiamo provato ed è andata bene. Non abbiamo mai snobbato Sanremo, ci avevamo già provato tante volte.

Oltre ai Blastema, quale altro giovane meriterebbe il primo posto?
A noi piaceva  Nardinocchi. Ma tutti hanno proposte convincenti.

Siete prodotti da Dori Ghezzi, moglie di uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi, e dalla figlia Luvi. Ma voi Fabrizio lo ascoltate? In che rapporti siete col mondo cantautorale?
Lo ascoltavamo prima. E a maggior ragione adesso che ci regalano i dischi. In Italia abbiamo avuto tanti cantautori interessanti, fra questi il grandissimo Dalla.

Cosa ne pensate del televoto dei big, seppur parziale, di ieri, evidentemente molto legato ai personaggi dei talent?
Era esattamente il contrario della nostra classifica.

E dei talent?
Non li conosciamo, per cui non li giudichiamo. Sono percorsi che abbiamo deciso di non fare. Pensiamo che per noi siano più appropriati i live e il contatto con la gente.

Avete fatto una lunga gavetta. Vi scoccia stare tra i Giovani?
Ci fa ridere, ci sono Big più giovani di noi.

Dopo Pensieri illuminati (loro primo album, ndr), Lo stato in cui sono stato e il Festival cosa dobbiamo aspettarci dai Blastema?
Tanti concerti, ricordiamo le due date più importanti: il 19 marzo a Milano alla Salumeria della Musica e il 20 a Roma al Circolo degli Artisti.

Sanremo pre-elettorale. Voi avete suonato al Woodstock 5 stelle di Beppe Grillo. Quindi lo voterete?
Se Grillo ci vota stasera, noi votiamo lui.

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