Interviste

Cesare Cremonini presenta Logico: «Ci sono più domande che risposte»

Cesare Cremonini Logico

Due anni dopo La teoria dei Colori, Cesare Cremonini pubblica il suo nuovo album, Logico. Lo ha presentato alla stampa a meno di 24 ore dalla pubblicazione.

«Sono diventato più logico», spiega Cesare Cremonini alla presentazione del suo nuovo disco, in uscita domani su etichetta Universal, che non a caso si intitola proprio Logico.

Oggi che ha superato i 30, lasciandosi alle spalle i tempi, per altro gloriosi, in cui gli bastava una Vespa special per togliersi i problemi, appare un uomo consapevole e comprensibilmente orgoglioso della carriera che lo ha portato fino a qui. E si racconta con piacere alla folta platea di giornalisti che questa mattina lo hanno raggiunto a Milano, per saperne di più sul suo nuovo lavoro:  «Questo album è lo specchio dei miei 34 anni», spiega il cantante bolognese. «Mi sono messo a nudo ma senza provare a trovare definizioni: negli scorsi lavori le cercavo mentre in questo disco, nonostante si chiami Logico, lascio aperte molte porte ed interrogativi. Ecco perché ci troverete più domande che risposte».

Logico è davvero diverso da tutti i lavori precedenti di Cesare: «Ogni anno ho una reazione allergica a quello precedente», spiega: «Sono alla ricerca costante di nuovi stimoli. E ho bisogno di credere e far credere a chi segue la musica che un album è sempre qualcosa da scoprire. Viviamo un momento minimalista, in cui sembra che farsi conoscere del tutto sia difficile: penso a Twitter con i suoi 140 caratteri o agli articoli sempre più brevi che si leggono. Invece un disco propone un contenuto ampio. Per me è come fosse un invito per venire a casa mia, conoscermi. e poi questa volta ho abbattuto qualche tabù, sono state smantellate tante barriere e finalmente i generi si mischiano», racconta soddisfatto.

E così lui che ha sempre detto che «le canzoni si scrivono ad occhi chiusi» in questo album ha scelto di aprirli un po’ «per dare uno sguardo alle cose del mondo con un fare un po’ meno adolescenziale. Questo è un album solido”», dice.

Nella lunga e gradevole chiacchierata con i giornalisti, Cesare parla volentieri anche di cinema: «Quella di attore è una carriera che spero possa compiersi, anche se l’urgenza di recitare non è pari a quella di cantare. Mi capita spesso di ricevere proposte. C’è chi mi cerca perché ho un nome che può portare pubblico e chi invece ha davvero un progetto cinematografico. E quello che interessa a me è il progetto. E’ nelle mie intenzioni tornare al cinema, anche perché una sola volta (Cesare ha recitato per Pupi Avati nel 2011 ne Il cuore grande delle ragazze, ndr) non basta a dimostrare che sei una cosa. Per adesso sono un cantautore, ma mi ci sento ora che sono al sesto disco».

Meno entusiasta della televisione, invece: «Non sono uno da cinque minuti e non è una provocazione erotica», scherza Cremonini. «La tv, anche per motivi tecnici, spesso mi nega il tempo necessario per esprimermi», racconta. «Io sono un animale da palcoscenico, lì sì che posso sfogare ogni centimetro della mia anima di intrattenitore. Dunque mi sento molto grato per il tour che mi aspetta: il live e il palco, avendo avuto Freddie Mercury come riferimento fin da bambino, sono sempre stati la mia dimensione ideale. E per questo tour ho l’entusiasmo di un ragazzino di 20 anni».

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