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Cosmo racconta "Disordine": «Non c'è un solo modo di fare il cantautore»

Disordine è il disco indipendente di cui in Italia tutti parlano. Abbiamo incontrato Cosmo, alias Marco Bianchi, che ci ha detto la sua su come è nato il progetto.

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Alle volte succede anche in Italia che salti fuori qualche proposta fresca, originale e ben prodotta. E subito si grida al miracolo. È il caso di Disordine, esordio discografico di Cosmo, che unisce sample e loop elettronici ad una sensibilità tutta cantautoriale. Ma di miracoloso non c’è proprio nulla. Piuttosto c’è l’impegno di Marco Jacopo Bianchi (classe 1982, da Ivrea), già frontman del trio piemontese Drink To Me , deus ex machina del progetto: «Prima sono nate le canzoni, non avevo deciso di fare un disco solista a priori. I campionatori e i beat elettronici mi facevano letteralmente “viaggiare” per giornate intere. Provare l’italiano su queste strutture mi sembrava un esperimento interessante. L’idea di intrecciare M.I.A., Toro Y Moi e Battisti (tanto per dirne alcuni) mi esaltava. Poi ho capito che stava venendo fuori un disco». Il riferimento a Battisti non è casuale. Cosmo si reputa a tutti gli effetti un cantautore, ma con una sfumatura diversa, lontana dai clichè del genere «Mi piace l’idea di mettermi accanto a un cantautore più classico e dire: “Anche io scrivo le mie canzoni, parlo di me e del mondo che mi circonda”. Non esiste un solo modo di fare il cantautore. Dobbiamo aprirci e contaminarci sempre di più».

Questa voglia di tentare vie alternative, ma con un occhio sempre ben attento alla scena internazionale, salta fuori anche dal tipo di concerti che tra giugno e luglio Cosmo porterà in giro per l’Italia: «Avevo due possibilità: investire sui musicisti o sullo spettacolo. Ho scelto la seconda perchè volevo fare qualcosa che attualmente in Italia fanno in pochi. Presentarsi come unico musicista sul palco è una sfida stimolante. Oltre a me, ci saranno due ballerine e dei visual. Credo che l’incontro tra più forme d’arte sia interessantissimo».

Il tour estivo debutterà il 9 giugno al MIAMI festival, perchè Cosmo piace molto allo zoccolo duro della musica indie. Ma la volontà non è quella di fermarsi: «La base indipendente è il pubblico più sveglio e ricettivo, quello con cui “costruire” la fanbase. Le cose si fanno interessanti, però, quando si riesce ad espandersi. Il MIAMI è un esempio. Agli inizi era davvero più di nicchia. Ora si stanno muovendo più trasversalmente. L’indipendenza non interessa più a nessuno».

Disordine, già disponibile in download e streaming, dal 4 giugno sarà anche nei negozi: «Qualcosa di fisico ci vuole, la smaterializzazione totale del supporto mi fa ancora un po’ paura. Probabilmente invece mio figlio la vivrà senza problemi. Oltre che su CD uscirà anche in musicassetta (edizione limitatissima grazie alla collaborazione tra La Barberia e 42 Records). E forse in vinile, ma vedremo più avanti».

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