Interviste

Cypress Hill: il grande ritorno delle leggende dell'Hip Hop

Attivi sin dai primi anni 90, B-Real, Sen Dog e DJ Muggs sono considerati una delle migliori crew hip hop di sempre. Capaci di conquistare appassionati anche all’interno della cerchia rock, li rivedremo a luglio a Milano, per una data esclusiva all’interno del Jazzin’ Festival. Ne parliamo con il leader, B-Real.

Prima di tutto una domanda sullo spettacolo che terrete il prossimo 12 luglio qui a Milano. Cosa si devono aspettare i fan?

Come al solito metteremo molta passione ed energia nel nostro show, come d’altronde abbiamo sempre fatto. Suoneremo molti dei pezzi più noti del nostro repertorio, ma aspettatevi anche qualche brano inedito per l’occasione… Non vediamo l’ora di essere lì da voi!

Siete stati diverse volte dalle nostre parti. Qui in Italia avete un gran numero di sostenitori. Cosa conosci e cosa ti piace del nostro Paese?

L’Italia è un gran bel posto, un Paese con un grande passato storico e la gente è simpatica. Ma soprattutto penso che la scena hip hop italiana sia cresciuta parecchio rispetto alla prima volta che abbiamo suonato dalle vostre parti. Molti dei nostri fan sono diventati loro stessi degli artisti, hanno inciso il loro disco e sono diventati più o meno famosi. Quando assisti a queste cose e ti rendi conto che hai contribuito alla loro crescita artistica, alla maturazione della scena, ti senti orgoglioso e motivato ad andare avanti.

Il 12 luglio suonerete insieme a Public Enemy e House Of Pain. Voi e loro siete considerati le migliori crew hip hop di sempre…

Gli House Of Pain sono da sempre nostri fratelli, in passato abbiamo condiviso molte volte il palco. Sono sicuro che la gente, rivedendoli insieme dopo tanto tempo, sarà entusiasta: hanno la stessa energia di sempre! Riguardo ai Public Enemy, beh, sono un loro grande fan e penso siano delle vere e proprie leggende dell’hip hop. Sarà veramente un bello spettacolo!

Everlast si unirà a voi per eseguire “Take my pain”, il brano che lo vede ospite sul vostro ultimo album?

È probabile che sarà così. Ogni volta che suoniamo insieme cerchiamo di mettere in piedi qualcosa che veda unire le nostre forze.

Magari assisteremo anche a una jam session con i Public Enemy…

E chi può dirlo? (ride) Mi piacerebbe! Come ho già detto considero i PE dei grandi e, insieme ai Run-DMC credo che siano i pilastri dell’hip hop. Senza di loro molte cose che si ascoltano oggi non ci sarebbero.Hanno influenzato ogni artista di ogni genere. Noi stessi abbiamo iniziato a suonare prendendo i Run-DMC ad esempio, ma ritengo che i Public Enemy abbiano portato il “gioco” su altri livelli, cambiando totalmente le carte in tavola e usando elementi come il messaggio, lo stile, la produzione e l’immagine in maniera intelligente. Ah, includo nella lista anche KRS-One come mio artista solista preferito di sempre.

Cypress Hill, Run-DMC e Public Enemy hanno spesso flirtato con il rock. Continuerete su questa strada anche in futuro?

Si, lo facciamo anche ora. Ci viene naturale, è qualcosa che nasce spontaneo quando scriviamo le canzoni. Nessuna forzatura a riguardo. Il mischiare vari generi piace al nostro pubblico, ma soprattutto ci ha permesso – e ci permette – di guadagnare molti sostenitori, soprattutto in ambito rock.

Ritenete che i rapper di oggi abbiano lo stesso impatto che avete avuto voi sul pubblico in passato? Quali sono le differenze?

Ci sono delle differenze sostanziali. Ai tempi noi eravamo come degli studenti, ci applicavamo, studiavamo l’hip hop, la cultura. Sapevamo chi ci aveva preceduto e soprattutto come fare musica, approcciare il pubblico e le etichette discografiche mantenendo sempre il rispetto per i nostri predecessori. Oggi quel tipo di attitudine si è persa. Si bada molto di più a come si appare nei video e non si conosce nulla del passato. C’è una visione molto più materialistica dell’hip hop, che non bada alla sostanza. Ecco perché credo che molti dei nuovi artisti non abbiano lo stesso impatto che abbiamo avuto noi quando abbiamo iniziato.

Sono più di vent’anni che suonate insieme: esiste sempre la stessa alchimia tra di voi?

Siamo cresciuti insieme e tutti questi anni trascorsi on the road hanno consolidato i nostri rapporti. Anche se molte cose sono cambiate, esiste sempre la stessa intesa, perché ci piace quello che facciamo. Con questo non voglio dire che non abbiamo mai avuto i nostri “periodi bui”: succede nelle migliori famiglie! Tutto comunque fila liscio, basta solo un piccolo periodo di separazione, per poi ritrovarsi più uniti che mai!

Il vostro ultimo album, Rise Up, è del 2010. Qualche anticipazione rispetto a un nuovo disco?

Stiamo preparando un EP insieme a Roscoe, un produttore dubstep molto noto. Mi piace quel genere di musica e credo che quello che ascolterete vi stupirà. Rimanga tra noi, ascolto spesso drum’n’bass, electro e dubstep, ma è comunque roba che non gira sempre nel mio stereo: alla lunga diventa pesante!

Siete diventati famosi anche per il vostro amore per la marijuana. Cosa ne pensi del fallimento della Preposition 19, una legge che l’anno scorso proponeva la legalizzazione delle droghe leggere per uso personale in California?

Era un’ottima legge. Purtroppo è fallita a causa dell’ipocrisia e dell’ignoranza di certa gente. Nel 2012 però le cose potranno cambiare e finalmente si arriverà alla legalizzazione. Noi Cypress Hill ci siamo sempre battuti per sensibilizzare la gente, per questo ci riteniamo dei progressisti. Una cosa del genere non potrà che portare dei benefici, togliendo profitti alle gang. Esiste un falso credo riguardo alla marijuana: non è così dannosa. Sono più deleterie sostanza come la cocaina, la metamfetamina e l’alcol e forse il nostro governo lo ha capito.


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