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Deproducers in tour con Planetario: «La scienza è una rivoluzione politica»

Un progetto particolare che mette insieme quattro importanti musicisti italiani e un astrofisico in nome della scienza. I Deproducers portano in tour Planetario, il primo disco dello “strano” gruppo. In attesa del secondo capitolo, dedicato alla botanica.

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«Io sono il Kofi Annan del gruppo, faccio in modo che le parti in causa collaborino senza problemi». Tra il serio e il faceto, Vittorio Cosma, mente dietro al progetto Deproducers – sorta di supergruppo formato con Max Casacci (Subsonica), Gianni Maroccolo (CSI, Litfiba) e Riccardo Sinigallia, a cui si aggiunge la voce narrante dell’astrofisico Fabio Peri – ci racconta la genesi di un disco affascinante come Planetario (che il gruppo porterà in tour tra la fine di gennaio e i primi di febbraio) uno dei migliori album del 2012 per il sottoscritto, il cui sottotitolo spiega già molto: musica per conferenze scientifiche. In questi anni di usa e getta, concorsi televisivi e star adolescenziali, è bello prendersi il tempo necessario per ascoltare con calma un album, gustandosi la splendida confezione e ascoltando le parole di uno scienziato che ci spiega, con molta semplicità, da dove veniamo tutti quanti.

Tanto per cominciare, partiamo dallo spettacolo dal vivo che porterete in giro nei prossimi giorni. So che avete lavorato molto su scenografie ed effetti, per creare uno show coinvolgente sotto tutti i punti di vista.
Abbiamo tentato in tutti i modi di ricostruire un planetario, come idea di partenza, ma poi abbiamo optato per una soluzione differente. Ci siamo premurati di chiamare dei professionisti, a cominciare da Peter Bottazzi, scenografo di Bob Wilson e Peter Greenaway, che ha creato una struttura difficile da spiegare a parole: asimmetrica, composta da tre schermi, con un quarto che è in realtà un piano inclinato con dei fori da cui sbuchiamo noi a differenti altezze. Ci saranno, ovviamente delle proiezioni video, sia di tipo emotivo – stelle, pianeti, immagini del telescopio Hubble – che di natura più scientifica.  Lo scienziato Fabio Peri sarà su una passerella al nostro livello oppure più in alto di noi, a seconda dei momenti e delle necessità. Marino Capitanio, colui che si occupa delle proiezioni, è riuscito a coniugare il concetto di infografica del disco con la parte video, in modo che le spiegazioni di Peri siano di facile assimilazione. Come ultima cosa, ma non meno importante, le videoproiezioni saranno anche di natura artistica, in modo da abbinarsi alla perfezione con la musica che suoneremo noi.

Prima ancora dell’uscita del disco, avevate fatto una specie di presentazione al planetario di Milano, quindi con un’ambientazione suggestiva, e proprio Fabio Peri era stata una sorpresa incredibile.
Hai ragione e ti confesso che capita ancora anche a noi di starlo a sentire a bocca aperta quando parla e racconta cose difficilissime in maniera così semplice e immediata. È davvero un grande frontman, siamo felici di averlo conosciuto e impiegato in questo progetto divulgativo. Tra l’altro, faremo anche delle matinée didattiche – veri e propri concerto pomeridiani – appositamente per le scuole, un’altra idea che ci affascina molto. Avremo l’aiuto di alcuni media partner fantastici, che si sono prestati a qualunque nostra richiesta. La Stampa, il quotidiano di Torino, ha ristampato per noi la storica prima pagina del primo uomo sulla luna, inserendo all’interno la finta pubblicità dei nostri concerti: in una in particolare c’è un omino stile anni 60 che dice “acquistate il nuovo disco compatto digitale dei Deproducers, richiede il lettore laser!” (risate, ndr). Poi, l’ESE (Ente Spaziale Europeo) ci ha dato accesso al loro archivio mentre noi faremo dei piccoli documentari sul prossimo astronauta italiano che andrà nello spazio: suoneremo nella base, prima della sua partenza, e poi faremo dei collegamenti direttamente con lui quando sarà in orbita!

Quante date saranno in tutto, dunque?
Poche, una manciata soltanto, ma ci stiamo già preparando per alcuni viaggi all’estero, il planetario di Kiev ci ha già chiesto di andare a suonare lì e stiamo organizzando per visitarne altri in giro per l’Europa. Per nostra fortuna, Planetario è un prodotto che si presta molto bene a qualunque soluzione e poi Peri parla anche abbastanza bene l’inglese, per cui sarebbe perfetto.

È anche e soprattutto un disco che “dice” qualcosa, in tempi in cui si tende a raccontare poco o nulla.
Volevamo partire da un dato che fosse incontrovertibile e, a mio parere, la scienza può essere anche una rivoluzione a livello politico. Oggi tutto è discutibile e opinabile, ma la scienza è quella, c’è poco da fare; il nostro frontman, mi piace chiamarlo così, è un personaggio normalissimo, certo non una figura pubblica, ma è capace di affascinare chiunque solo con le parole. Credo fortemente che Fabio sia un eroe dei nostri giorni, uno che guadagna poco e porta avanti la ricerca in Italia senza lamentarsi, con una passione incredibile.

Uno dei punti di forza del progetto, a mio parere, è proprio questa sua forza divulgativa. Il prossimo passo, dopo il viaggio spaziale, sarà dedicato all’argomento opposto o quasi, vero?
Esatto, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, dall’intangibile al “qui-e-adesso”. Il prossimo lavoro sarà dedicato alla botanica, lo suoneremo all’interno dei giardini, in compagnia di un altro scienziato, e sarà prevalentemente acustico, con suoni derivanti dalla materia organica. Ma ci sarà ovviamente tempo per riparlarne quando sarà ora, per adesso siamo ancora in partenza per il nostro viaggio ai confini del cosmo.

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