Interviste

Emma, in partenza il Limited Edition tour: «Quando salgo sul palco mi trasformo»

emma-limited-edition

Per la cantante pugliese è il momento di tornare sul palco con l’Emma Limited Edition Tour. La nuova stella della musica italiana si racconta in questa lunga intervista (tratta da Onstage Magazine, numero di luglio). Foto di Flavio&Frank.

Quasi nessuno avrebbe scommesso su di lei all’indomani del 28 marzo 2010, giorno in cui Emma vinceva Amici di Maria De Filippi. Troppo convinta di sé, per alcuni ai limiti dell’arroganza. Un’urlatrice, aggressiva e senza umiltà si diceva. Quattro anni dopo Emma è una delle realtà più affermate nel panorama nazionale. Schiena, terzo disco di inediti uscito lo scorso anno, ha venduto a oggi più di 180.000 copie e il tour autunnale che ne portava il nome ha registrato un sold-out dopo l’altro. Ed è facile immaginare che i concerti di luglio confermeranno l’ascesa della cantante pugliese: si comincia con la data zero il 4 a Campione d’Italia, quindi il 7 sarà la volta dell’Arena di Verona; si continuerà l’11 al Lucca Summer Festival, il 19 all’Hydrogen di Piazzola sul Brenta (PD), il 22 al Parco Gondar di Gallipoli (LE), il 26 al Teatro Antico di Taormina e il 28 all’Arena Flegrea di Napoli. Certo, il 2014 le ha portato anche la delusione dell’Eurovision Song Contest con annesse (e spesso esagerate) critiche, ma anche diversi attestati di stima da colleghe che l’hanno invitata ai propri show come ospite speciale. Oltre ovviamente al supporto incondizionato di una fanbase che è tra le più numerose d’Italia, come dimostrano bene i numeri sui social network – sono oltre 2,7 milioni i fan della sua pagina Facebook. A 30 anni appena compiuti, Emma attraversa un momento davvero positivo.

Siamo un po’ in ritardo, ma comunque auguri!
Grazie mille, ma non facciamo falsa informazione… sono solo 22 gli anni! (ride, ndr)

Hai avuto modo di festeggiarli partecipando a eventi importanti come il concerto di Laura Pausini e di Alessandra Amoroso.
E’ stato un piacere. Con Alessandra siamo amiche da una vita ed esserci alla sua prima volta all’Arena di Verona è stato favoloso. Con Laura a Taormina invece è stato come trascorrere una vacanza premio: ero insieme con lei, Paola Turci, Fiorella Mannoia e tutte le altre, bellissimo.

A luglio toccherà a te invitare qualcuno?
Chissà? Questo tour a dire il vero è abbastanza blindato, ho in programma degli eventi con Rufus Wainwright, sarò sua ospite il 3 a Roma e lui verrà da me l’11 a Lucca. Mi piace fare sorprese al mio pubblico, quindi non escludo colpi di scena.

E’ già tutto pronto per l’Emma Limited Edition Tour?
No. Stiamo ancora definendo diverse cose. Personalmente sono piena di adrenalina e non vedo veramente l’ora di tornare sul palco per fare un concerto mio. Sono tutte date importanti quelle che mi aspettano, suonare all’aperto in luoghi tanto significativi è un grosso stimolo. Lo spettacolo sarà molto intenso e anche complesso in alcuni passaggi, ma sono pronta a ricominciare!

A proposito di intensità, quanti punti in comune avranno questi nuovi eventi con il tour nei palazzetti dell’autunno 2013?
Spero molte cose! E’ stato il tour più importante della mia carriera.

Nell’intervista che abbiamo pubblicato sul numero di novembre 2013, ci avevi confidato di essere parecchio in ansia per quelle date. Il successo è stato tale da farti passare ogni paura?
Ti dirò la verità, l’ansia c’è sempre. Ricordo benissimo quel periodo, era la prova del nove per me ma anche un momento che sentivo di essermi guadagnata con pieno merito. Fortunatamente quando salgo sul palco mi trasformo, divento fredda e concentratissima.

CyberEmma?
Una specie! Penso di essere una grande professionista e di saper controllare bene le paure. Chi mi ha visto, chi mi segue in tour e nei concerti da tempo, mi dice sempre che si rimane spiazzati da questo mio atteggiamento: non appena metto piede sul palco divento una scheggia. Suonare al Forum di Assago, ad esempio, per me rappresentava un punto d’arrivo assoluto, quella sera ero nervosa e certamente spaventata. Ma una volta arrivato il momento dello show non ho avuto alcun problema, ho aggredito il palco e sono rimasta lucidissima!

Molti hanno detto che nonostante le tue sonorità melodiche, l’impatto live dei tuoi concerti è molto vicino al rock.
Credo sia vero. Io sono legata alla cultura musicale degli anni Settanta e Ottanta, mi sono sempre piaciuti i poser, fenomeni come David Bowie o Iggy Pop, che vidi in concerto quando ero ragazzina e mi sconvolse! Ho sempre adorato chi era in grado di saper usare il proprio corpo, il volto, l’espressività per aumentare il coinvolgimento dello spettacolo. Non sono mai stata una cantante pulitina e immobile sul palco, anche per questo sono legata a un certo tipo di sonorità, che ho sempre cercato di incastrare all’interno della mia proposta musicale.

Questa tua fisicità è uno degli argomenti preferiti di chi ti attacca. Provi ancora fastidio a essere criticata?
Anche qui sarò schietta: se le critiche servono a farmi fare un tour nei palazzetti sold-out o a farmi vendere 180.000 copie a disco ben vengano! È il pubblico che sceglie, non i critici e chi non mi sopporta perché secondo lui sono poco elegante o non ho talento. Io stessa credo che in Italia ci siano tanti cantanti migliori di me. Se però la gente viene a vedere i miei show è perché viene a cercare qualcosa di diverso, di meno prevedibile, viene a divertirsi, a saltare e a scatenarsi insieme a me, senza pensare a come sono vestita o se canto perfettamente. Mi ricordo benissimo un pezzo uscito su Il Fatto Quotidiano un po’ di tempo fa, in cui si diceva “Emma è brava ma non si può dire”: spiegava come fosse sconveniente per certa stampa schierarsi a mio favore, semplicemente perché mi impegno e ho successo.

In effetti per molte persone là fuori tu sei un mito. Come vivi tutta questa popolarità?
Oddio, “mito” è una parola grossa. Io sono cresciuta in un’epoca in cui i miti c’erano davvero e sono sopravvissuti negli anni, penso ad esempio a Madonna, lei è ed era un mito, un’icona! Io sono semplicemente una ragazza normale che si fa il mazzo e ha raggiunto degli obiettivi. Sono assolutamente grata ai miei fan, io ricevo l’affetto e le emozioni che mi comunicano e cerco di restituire loro tutto ciò che posso. Bisogna credere in se stessi, serve lottare, lavorare sodo e non fermarsi mai, solo così si ottengono dei risultati importanti. Io l’ho fatto e lo faccio ogni giorno, questo è il messaggio che cerco sempre di comunicare a chi mi segue: credete in voi stessi, siate felici e impegnatevi perché ce la potete fare.

A proposito di impegni, con La mia città hai inserito nuove sonorità nel tuo registro: il pezzo funziona e, nonostante le polemiche successive all’Eurovision, ha decisamente un sound internazionale. Oltre alla versione spagnola di Schiena che dovrebbe arrivare prossimamente, stai preparando qualcosa per il mercato estero?
A me piacerebbe moltissimo uscire dall’Italia e non è detto che ciò avvenga in tempi rapidi. La mia città è un brano che rappresenta una crescita personale importante, ma quelle sonorità non sono una novità per me, già in passato le avevo utilizzate.

Racconta.
Quando avevo poco più di vent’anni ho pubblicato un disco di musica elettronica con la Dracma Records di Torino. Poter riproporre certe soluzioni adesso è per me una gioia, nonché una soddisfazione, un modo per arricchire il mio sound.

E allargare il tuo già notevole seguito.
Questa è la cosa più bella degli ultimi due anni. Il pubblico è aumentato esponenzialmente, è sempre più variegato ed è molto bello vedere persone che hanno cambiato idea sul mio conto, altre che mi seguono da sempre e che ora hanno trent’anni come me.

Da qui a dieci anni cosa succede a Emma?
È difficile dirlo. Vivo giorno dopo giorno, credo che le cose nella vita arrivino nel modo giusto e al momento giusto, quindi chissà! Spero di essere davvero felice come sono adesso, determinata e consapevole di quanto sono riuscita a ottenere col duro lavoro. Se tra dieci anni sarò ancora una cantante, magari potremmo essere qui a discutere del prossimo tour nei palazzetti piuttosto che nei piccoli club. Per ora voglio godermi il presente e tra breve il prossimo tour.

Commenti

Commenti

Condivisioni