Interviste

Emma si gode il primo tour nei palazzetti: «Me lo sono guadagnato»

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Emma è pronta per lo Schiena Tour 2013. L’abbiamo raggiunta, felice ed emozionata per il grande evento, alla vigilia della sua tournée più importante, la prima nei palazzetti. Intervista tratta da Onstage Magazine, numero di novembre 2013. (foto di Flavio&Frank)

Un segno della croce, un bacio al palco e via, Emma Marrone è pronta ad affrontare lo Schiena Tour. Un mese di concerti, dal 13 novembre al 10 dicembre, lungo tutta l’Italia, in palazzetti importanti e con una band rinnovata che presenta musicisti di valore internazionale. Con un album di successo come Schiena, stabilmente nella top ten italiana dalla sua uscita ad aprile e ripubblicato poche settimane fa in una nuova edizione ampliata, Emma si trova ora ad affrontare per la prima volta un tour interamente concepito per platee così ampie.

Dopo le vittorie ad Amici e a Sanremo, un Ep e tre album con altrettanti tour, arriva così un ulteriore passo nel percorso nella tua carriera.
Qualcuno lo definisce salto di qualità ma a me sembra più un salto nel vuoto! Suoneremo in posti che ho sempre frequentato da fan di altri artisti, come il Forum, il Palalottomatica… E peraltro sembra che saranno pieni.

Paura?
Mi è capitato anche in passato di suonare in palazzetti, ma sempre più piccoli. Quindi, dico la verità, mi prende un po’ male… Mi sono chiesta tante volte “chissà se mai suonerò al Forum” e adesso eccomi qui. Insomma, per questo tour ci sono un’ansia e una preparazione particolari.

Eppure non è la prima volta che ti esibisci davanti a migliaia di persone. Per esempio hai cantato all’Arena di Verona.
Non è la stessa cosa, perché questa volta c’è in ballo un progetto interamente mio, c’è la mia band. Il problema non è la quantità di gente, ma il significato che hanno certi luoghi: io al Forum ho sempre visto i gruppi rock, quelli che piacciono a me. E a quelli corre subito il mio pensiero.

In generale cosa significa per te affrontare un nuovo tour?
Ogni volta è un piccolo psico-dramma. Ma adesso sono felice. Quest’anno poi l’adrenalina è a mille anche perché ho una nuova band e l’approccio con questi musicisti è davvero pazzesco.

Se parliamo di adrenalina, la tua esibizione della scorsa estate alla Notte della Taranta non è passata inosservata.
So che a volte rischio di apparire un po’ sopra le righe ma sono convinta che alla gente si debba dare la verità. Anche in quell’occasione c’è stato sia chi ha apprezzato sia chi mi ha criticata, e non poco. Ma io sono fatta così e sono abituata a mostrare sempre quello che sono.

A un certo punto è sembrato fossi veramente in trance, come posseduta dalla musica.
Quello è un evento particolare, c’è una grande atmosfera e un ritmo molto incalzante. Poi con il maestro Sollima e l’orchestra si è instaurato grande feeling da subito. È stata una specie di liberazione da tutto: venivo da un periodo un po’ così, la prima estate in cui sono stata ferma senza un tour. Su quel palco ho esorcizzato un sacco di pensieri, proprio come facevano le donne che venivano punte dalla tarantola.

Che tipo di rapporto ti piace avere con il pubblico quando sei sul palco?
Il pubblico è una componente fondamentale, la tua carica è direttamente proporzionale alla sua. Io tendo a non risparmiarmi mai però è chiaro che non è la stessa cosa cantare davanti a cento persone che saltano come pazzi o a cento tranquille. Per fortuna i miei fan sono decisamente caldi e non mi è mai capitato di esibirmi davanti a platee che non recepissero la mia energia. C’è sempre uno scambio equo, sarà per questo che alla fine di un concerto sono così carica che potrei iniziarne un altro.

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