Interviste

Francesco Renga: «Sono i fan i veri protagonisti dei miei concerti»

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di Silvia Marchetti
Foto di Francesco Prandoni

Il tour 2016 di Francesco Renga è partito ufficialmente sabato 15 ottobre con un meritato sold out a Milano. Abbiamo incontrato l’autore di Scriverò il tuo nome proprio al Mediolanum Forum di Assago per parlare di questa nuova avventura live che lo porterà ad esibirsi, nei prossimi giorni, nei palazzetti di Brescia, Padova, Roma e Bari. Ecco cosa ci ha raccontato.

LA PROVA DEL NOVE
«Il live è il momento della gratificazione per un artista. Perché ti permette di avere la percezione fisica e reale di quello che hai fatto in un disco. È la prova del nove. Avevo già fatto dei concerti nei palazzetti anni fa e per questo ritorno ho voluto creare uno spettacolo su misura. La vera novità per me è aver trovato oggi maggior consapevolezza, essere arrivato a questo punto della mia carriera nel momento giusto. Penso che le cose debbano essere meritate, guadagnate. Il motore di tutto è sempre il pubblico. So che è un momento difficile, la gente fa sacrifici per venire a vedermi. Restituire loro la sensazione di non essere dei semplici invitati ma protagonisti di questa festa, è l’obiettivo che spero di aver raggiunto».

UN LIVE RIVOLUZIONARIO
«Durante il concerto ho cercato di legare due mondi diversi in maniera teatrale: un momento più intimo e discreto, di vicinanza fisica con la gente, per toccarci e guardarci negli occhi, e la cornice immensa dei palazzetti. Questa è la vera rivoluzione del mio nuovo tour. Una scommessa per tutti. Una cerimonia, una messa, in cui ognuno dona e riceve. Le mie non sono solo canzonette sulla coppia, ma brani che descrivono l’amore a 360 gradi, da esplorare, da declinare in tutti i suoi percorsi. Perché siamo tutti figli di un atto d’amore».

DA ASCOLTARE E DA VEDERE
«Oggi è impensabile non offrire suggestioni visive durante un live. Ormai il pubblico è abituato bene, vuole uno spettacolo completo, non solo musica dal vivo di qualità ma anche belle immagini da vedere, magari con effetti speciali e giochi di luce. C’è una cura quasi maniacale di tutto ciò che accade sul palco. Anche la scaletta è stata studiata nel dettaglio. Perché è così lunga? Venti canzoni dovevo per forza inserirle, sono quei pezzi storici obbligatori che i fan vogliono sentire a tutti i costi. E poi ho voluto riproporre Senza vento, non l’avevo mai fatta e concepita fuori dai Timoria. Portarla ad Assago mi ha restituito tutto quello che ho vissuto ai tempi della band». E nel 2017 potrebbero aggiungersi nuove date allo Scriverò il tuo nome live, come lo stesso Renga confessa: «Al momento sono molto concentrato su queste cinque date speciali nei palazzetti. Ma ho una gran voglia di portare lo spettacolo in tutta Italia, anche in quei posti dove non ci possiamo permettere il palasport. Magari sceglieremo una nuova location, vorrei cantare anche nella mia amata Sardegna».

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