Interviste

George Ezra racconta Budapest: «C’è una nuova onda musicale, e ci sta travolgendo»

George Ezra Budapest

George Ezra, che suonerà a Milano il 13 marzo, è uno dei nomi caldi del 2014. Lo abbiamo intervistato in occasione dell’uscita del suo singolo Budapest.

George Ezra è sicuramente uno degli artisti da tenere d’occhio. A dirlo è la BBC che lo ha inserito nella top 5 della classifica Sounds Of 2014, compilata interrogando personaggi influenti della musica su quali saranno i nomi da chart nell’anno venturo. Ha appena vent’anni, eppure ha una voce matura e profonda in grado di lasciar sbigottiti al primo ascolto. Budapest, il suo primo singolo, ha spopolato a Londra e come un’onda sonora ha raggiunto l’intera Europa in attesa del suo album d’esordio, previsto per l’estate, e della data d’anteprima in Italia il 13 marzo al Rocket di Milano, lo abbiamo raggiunto per un intenso botta e risposta, sempre con il sorriso sulle labbra.

Chi è George? Sono un cantautore di 20 anni. Nato e cresciuto a Bristol.

Qual è stata la tua prima esperienza con la musica? In casa mia c’erano molti strumenti musicali. Ho suonato la mia prima chitarra all’età di tredici anni. Era una canzone adolescenziale in cui nella parte centrale c’era un coro di ragazze. Ecco, io cantavo quella parte.

Zane Lane della BBC Raio 1 ti ha definito “One of the most compelling and powerful new vocalists around”, cosa ne pensi di questa descrizione? È brillante. L’ho apprezzata moltissimo perché è bello sapere che ci sono persone a cui piace ciò che stai facendo. Io amo ciò che faccio, è il mio suono, ma è fantastico quando qualcun altro trova interessante la tua musica.

Qual è stata la prima canzone che hai scritto per questo Ep, Did You hear the rain? Angry Hill, l’ho scritta quando avevo 16 anni. Poco tempo fa sono arrivate Did You hear the rain? Budapest e Benjamin Twine. Tutte e tre sono state scritte e incise in un tempo molto più ravvicinato.

Come descriveresti questi quattro brani? Il punto focale è che ognuna di queste quattro canzoni è differente dalle altre. Budapest è una canzone brit pop, Did you hear the rain? ha un’atmosfera musicale differente, Benjamin Twine e Angry Hill hanno un beat e un impatto ancora diverso rispetto agli altri due brani.

Qual è la canzone che ascolti di più durante il giorno? Budapest. La ascolto di più perché è quella in cui devo suonare molto. Tutte comportano un impegno costante e assiduo, in fondo.

E invece quali altri artisti stai ascoltando? Al momento i Vampire Weekend. Li adoro e amo molto il loro ultimo album.

In molte interviste d’oltremanica ti paragonano spesso a Bob Dylan. Lo ascolti spesso per caso? Si, abbastanza ma molto meno di quanto avrei potuto.

Perché pensi di essere spesso paragonato a quel l’icona? Probabilmente perché ho ammesso di ascoltare Bob Dylan. Sai come funziona con la stampa, se dici che ascolti un determinato artista inevitabilmente trovano uno spunto per paragonarti. Probabilmente, ascoltando i dischi, non è neanche così vero.

Quando é stata la prima volta che hai pensato “voglio diventare un cantante”? Non ho mai davvero pensato in quel modo. Ad un certo punto ho capito che, se avessi lavorato sodo, avrei ottenuto dei risultati per me stesso e per la mia musica.

Quando ho ascoltato per la prima volta Did you hear the rain?,  la cosa che mi ha incuriosito è questa mescolanza tra il folk più datato e le sonorità 2.0. È una cosa molto semplice in realtà. Registro solitamente suonando la chitarra acustica e in seconda battuta aggiungiamo le parti elettroniche cercando di creare un suono che rispecchi il mio immaginario del momento.

Come si chiama il tuo migliore amico? Benjamin? Sì, Benjamin Twine

Perché scrivere una canzone dedicata al proprio migliore amico? Il brano narra della perdita di qualcuno. Quel testo rappresenta l’unione di diverse storie, non è un’ unica storia reale o autobiografica.

Perché Budapest è il posto dove risiede la tua casa, come dici nel testo della canzone, essendo tu inglese al cento per cento? Ho viaggiato molto da solo, in treno, lungo tutta l’Europa e mi ero fatto un piano preciso delle città che avrei voluto visitare. Non sono mai andato a Budapest, forse perché mi ero divertito troppo nelle città precedenti e ho perso il treno. L’intera canzone parla delle cose che in realtà non ho e di quelle che mi mancano.

Tu e Tom Odell siete in qualche modo i nuovi artisti di questo 2014. Pensi che sia una nuova corrente musicale? Penso che sia dettato dalla proiezione del momento in cui viviamo. Si può diventare popolare in differenti attimi e le cose cambiano. Fondamentalmente se ci sta accadendo questa cosa è perché c’è una nuova onda musicale, che ci sta travolgendo.

Quale pensi sia la ragione del tuo successo? Perché sono carino. Sto scherzando, non ho idea del perché alle persone piaccia ciò che sto creando al momento. Molte persone si stupiscono della profondità della mia voce rispetto a come sono esteticamente o anagraficamente. Spero che alla persone piacciano le mie canzoni e come scrivo.

Lo sai di avere una voce adulta considerando invece la tua giovane età? Si, è il mio suono. Mi sono ascoltato molto durante le sessioni di registrazione per capire il suono della mia voce e non mi stupisco più molto. Apprezzo che le persone lo notino o rimangano scioccate da questa discrepanza tra voce ed età.

Quando è stata la prima volta che hai visto un tuo fan cantare una tua canzone? Londra, giovedì scorso. Era il mio primo concerto come headliner, per cui la gente accorsa aveva comprato il mio biglietto. Cantavano le mie canzoni e questo per me é stato particolarmente e strano.

Ora hai il tuo primo tour Europeo, hai paura? No non ho paura, sarà divertente. Sono nervoso ma non voglio che ciò influenzi il mio lavoro.

Come ti stai preparando? Faccio le scale vocali, suono molto, non bevo prima di salire sul palco e cerco di ridurre le sigarette.

E sarai a Milano a marzo, cosa pensi dei fan italiani? Sarà la prima volta che li incontro. Gli italiani generalmente sono brillanti e divertenti.

Questo Ep é una sorta di preview di ciò che sarà contenuto nel tuo primo album? Si, farò un altro Ep prima dell’uscita del disco. Sto registrando 19 canzoni. Il suono é quello che si sentirà in questi due Ep. Non voglio arrivare all’album e stordire la gente che lo ascolterà, vorrei preparare le persone gradualmente.

Cosa stimola la tua scrittura? Vado spesso nei pub o caffè e capto qualcosa all’interno delle conversazioni tra le persone che mi fornisce l’input o lo stimolo creativo giusto. Le persone inconsapevolmente, mi regalano il punto focale della storia, quello da cui partire per poi scrivere cosa accade prima e dopo.

Com’è cambiata la tua vita? Gradualmente. Se penso a sei mesi fa forse la mia vita é cambiata  molto, ma se penso alla scorsa settimana mica tanto. Sono sempre vicino alla mia famiglia e ai miei amici per cui non é ancora un cambiamento drastico.

Cosa pensi del tuo futuro? Non ne ho idea. Non ho mai pensato al futuro, non avrei mai pensato neanche di venire a suonare a Milano ma accadrà. Vedremo ciò che succederà passo dopo  passo.

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