Interviste

Giuda: «Siamo un gruppo rock n’roll, stop»

Sono una delle rivelazioni italiane maggiormente apprezzate all’estero. I Giuda si raccontano a Onstage in quest’intervista.

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Quali sono le principali differenze tra Racey Roller e Let’s Do It Again?
Per il nostro primo disco, Racey Roller, siamo partiti da zero, non avevamo idea di come poter “creare” quel sound che ormai ci contraddistingue. Abbiamo fatto diverse prove e parecchi “esperimenti” prima di giungere al risultato finale. In Let’s Do It Again tutto è stato più semplice avendo ormai le idee molto più chiare rispetto agli inizi. Ci siamo spinti oltre, abbiamo esagerato alcuni aspetti che in Racey Roller erano appena pronunciati. Alcune chitarre, ad esempio, sono state registrate in maniera davvero “bizzarra”: stravolte e distorte al massimo con l’aiuto di vecchi registratori a cassetta.

Quali sono state le tempistiche per la realizzazione (songwriting e recording process) del nuovo album?
Le canzoni sono state scritte durante il tour di Racey Roller, avendo registrato un solo album la nostra scaletta live non era abbastanza ricca e così siamo stati costretti a suonare parecchi dei pezzi che hanno poi composto Let’s Do It Again per aggiungere minuti al concerto. Il nuovo album è stato poi registrato e mixato in circa 6 mesi.
Avete parlato di chiari riferimenti al glam rock inglese dei Seventies. Obbligatorio chiedervi quali siano le principali influenze della band e se, oltre a queste, avete altri nomi che vi hanno ispirato…
Gruppi glam rock inglesi dei primi anni 70 come Slade, Sweet o Mud, il pub rock più classico di gruppi come Count Bishops, Little Bob Story ed Eddie And The Hot Rods, il punk inglese degli Slaughter And The Dogs e l’Aussie rock pre AC/DC di Marcus Hook, Ted Mulry, Stevie Wright. Queste sono alcuni tra i nostri principali riferimenti.
Qual è il vostro obiettivo artistico? Cosa volete comunicare a un ascoltatore?
“Il Medium è il messaggio”. Siamo un gruppo rock’n’roll, stop.
Tornando indietro a fine 2007, avreste creduto che qualche anno dopo il vostro nome sarebbe circolato su riviste internazionali come Mojo e Rolling Stone o che il vostro videoclip sarebbe passato su repubblica.it?
Beh, quando abbiamo cominciato non pensavamo che avremmo ottenuto tutti questi riscontri positivi. Ci ha fatto ovviamente molto piacere ricevere le attenzioni di Mojo, Classic Rock, The  Guardian o NME. Nel 2007 ci siamo ritrovati in studio dopo lo scioglimento dei Taxi, nostro precedente gruppo, e abbiamo cominciato a suonare e a scrivere nuovi pezzi come avevamo fatto sino a quel momento, senza nessuna pretesa. Oggi raccogliamo i frutti del nostro impegno e del nostro lavoro.
Quali sono i vostri prossimi programmi?
Un tour europeo che partirà nei prossimi giorni, un nuovo tour USA a settembre e poi chiuderci in studio per cominciare a scrivere i pezzi per il prossimo anno.

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