Interviste

Il nuovo disco dei Dear Jack: «Studiamo per imparare a scrivere da soli i nostri brani»

Dear Jack Il mondo esplode tranne noi

In vista del loro esordio sul palco di Sanremo nella prima serata del Festival, abbiamo incontrato i Dear Jack, tra i favoriti per la vittoria finale.

Giovani, sicuri del proprio valore e del lavoro che svolgono ogni giorno per migliorarsi. Un’identità definita, ma un suono che vogliono definire ancora meglio. I Dear Jack stano programmando la loro crescita professionale e hanno le idee molto chiare a proposito.

Come descrivereste il suono de Il mondo esplode tranne noi, il brano che presentate a Sanremo, ma anche del disco che lo racchiude?
Cerchiamo un suono internazionale e pian piano lo stiamo raggiungendo con delle chitarre belle serrate e belle sfumature. Sappiamo che il nostro sound è in evoluzione visto che siamo una band emergente e stiamo ancora cercando di darci una forma. Domani è un altro film (parte seconda) racchiude dei brani con un sound nettamente differente tra di loro. Per registrare le chitarre abbiamo impiegato molto tempo. Cercando di ritagliarci dello spazio per studiare il suono adatto per ogni canzone e che ci rispecchiasse. Siamo in due a suonare la chitarra nel gruppo e abbiamo due modi diversi di approcciarci allo strumento: nel disco ci siamo incastrati perfettamente.

Avete stravolto Io che amo solo te, il brano di Sergio Endrigo che porterete nella serata di giovedì.
L’abbiamo riarrangiato, ma neanche poi troppo. Abbiamo preso spunto da un suono alla Queen per approcciarci al brano di Endrigo che abbiamo scelto. L’originale aveva un sound alla crooner e intimo, noi l’abbiamo stravolto seguendo la scia dei Ramones su What a Wonderful World, per intenderci. Ciò che per noi conta è il rispetto e la conoscenza dell’artista, cosa che indubbiamente proviamo nei confronti di Sergio Endrigo. Nella musica non ci sono delle regole e la musica in quanto forma artistica, non è di proprietà di nessuno. Si può rielaborare un brano e farlo proprio. È come il sesso: non ci sono regole. La figlia di Sergio ci ha ringraziati perché un gruppo giovane porta la musica di suo padre facendola conoscere a un pubblico più giovane. In maniera molto onesta, questo pezzo ce lo sentiamo addosso.

Alessio firma qualche brano in Domani è un altro film (parte seconda), ma avete anche scelto autori non noti. Come è stato approcciarsi e collaborare con ragazzi coetani?
Abbiamo scelto Piero Romitelli perché un autore che ha iniziato da poco. Lui ha scritto Domani è un altro film, il brano che ci ha lanciati. Piero si incastra perfettamente con il nostro suono. Un autore deve farlo. Abbiamo messo molti dei suoi brani nell’album. Diamo maggiore valore al brano, piuttosto che alla firma che porta. Come gruppo, stiamo lavorando per fare quel passo che manca per scrivere da soli le nostre canzoni.

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