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I Ministri presentano il nuovo album: «Siamo fuori da ogni contesto»

I Ministri tornano a deliziarci con un nuovo disco, Per un passato migliore (esce oggi, 12 marzo) che punta sulla semplicità e sull’impatto delle canzoni. Ce ne parla il chitarrista Federico Dragogna nell’intervista che ci ha concesso durante le prove del tour.

I Ministri intervistaNon fatevi trarre in inganno dal titolo dell’album, qui di “retromania” c’è solo quella che riguarda certe influenze, ma per il resto il lavoro è una riflessione sulle proprie radici e su quanto siano importanti. «Hai centrato il punto, noi siamo molto felici e orgogliosi del nostro passato, è ciò che ha creato i Ministri di oggi e vogliamo celebrarlo con un disco che ci riporta ad atmosfere dirette e semplici come quelle dei nostri inizi. Dopo alcuni esperimenti, anche molto interessanti, penso per esempio a quelli del precedente disco, Fuori, ci siamo imposti un capitolo che si basasse solamente su chitarra, basso e batteria, senza altre aggiunte. Ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione di un amico, Tommaso Colliva – produttore eccellente, tecnico del suono e membro dei Calibro 35 – e chiusi in sala prove per mesi interi a provare i pezzi fino allo sfinimento. La registrazione è filata via liscia, senza intoppi, e ora siamo anche prontissimi per i concerti (clicca qui per il calendario del tour 2013). Per la prima volta in vita nostra sappiamo i pezzi a memoria ancora prima di iniziare».

Inizialmente il disco si sarebbe dovuto chiamare La pista anarchica, come uno dei brani migliori della tracklist. «Ci abbiamo ripensato all’ultimo, non volevamo che si potesse pensare al titolo senza prima aver sentito un pezzo che spiega la nostra posizione, ovvero quella di una band che si è sempre sentita fuori da qualunque contesto, sia a livello musicale che personale. Ci sono riferimenti anche politici, ma la nostra pista anarchica è quella che ci consente di esistere al di fuori delle regole e delle convenzioni». E se i testi restano uno dei punti di forza dei Ministri, mai come questa volta la musica ci pare così perfetta. «Non abbiamo mai sopportato la musica rock italiana, quindi abbiamo sempre ragionato in maniera differente. Vogliamo che la nostra band possa avere un sound internazionale e valido al di là dei testi in lingua madre e proprio per questo abbiamo puntato su un lavoro diretto e potente».

Clicca qui per la recensione del nuovo album dei Ministri, Per un passato migliore.

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