Interviste

Intervista ai Litfiba: Se non ci ribelliamo non possiamo aspettarci nulla

Un paio d’anni fa Piero Pelù e Ghigo Renzulli avevano giurato di essere tornati per durare. Un tour lunghissimo, un live con due inediti e un disco interamente nuovo hanno spazzato via anche gli ultimi dubbi. I Litfiba sono ripartiti puntando sugli elementi che ne delineavano i connotati nei momenti migliori: integrità, istinto e anticonformismo. In una parola, rock. A cinquant’anni non è troppo tardi per ricominciare a sognare (ad aprile la seconda parte).

Qualche giorno prima di Natale, in un albergo di Milano addobbato e scintillante come da copione, ho appuntamento con Piero e Ghigo. Convinto di riprendere l’intervista, sto per portare a casa un doppio risultato: video per il web e pezzo scritto per il magazine. Perfetto. E invece un’incomprensione con l’ufficio stampa (che ci sta) mi “costringe” a fissare un secondo incontro a gennaio, quando la band ha in programma di concedersi per le riprese. Così in totale, tra prima e seconda intervista, (con annessa conferenza stampa) passo diverse ore con i Litfiba. Ironia della sorte, siccome in entrambe le occasioni hanno poche indicazioni da darmi sul tour, li risentirò una terza volta – dopo aver scritto questo pezzo però – per farmi dire quello che leggerete sul numero di aprile, quando Onstage parlerà ancora della band toscana.

Il bello di averli visti due volte a così poca distanza di tempo l’una dall’altra è che ho potuto confrontare le esperienze. In sostanza, Piero e Ghigo sono due persone totalmente complementari – e questo credo spieghi bene l’alchimia artistica: quando uno è brillante l’altro si limita a bofonchiare, quando uno sembra annoiarsi l’altro pare divertirsi da matti. Se uno cazzeggia l’altro è serio, e così via. Un esempio? Mi siedo davanti a loro, accendo il microfono del mio telefono e, mentre scherzo con Piero (che mi ringrazia per averli chiamati “ragazzi”), Ghigo preoccupato mi chiede di alzare il livello d’ingresso. Rispondo che non si può e lui «Ma sei sicuro?». Fidati Ghigo, funziona bene così. Quando li vedo la seconda volta, Renzulli sorride mentre mi racconta di quanto è soddisfatto del nuovo disco, con Pelù che sembra assorto in chissà quale pensiero cupo. Il fatto è che quei due sono estremamente genuini nel modo in cui si pongono. Non è scontato, ma è molto rock. E allora che rock sia. (continua, clicca in alto a destra)

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