Intervista Tiziano Ferro racconta L'amore è una cosa semplice Tour

Tiziano Ferro Tour 2012L’ultimo disco di Tiziano Ferro, L’amore è una cosa semplice, è andato benissimo: la critica ne ha parlato bene (anche noi di Onstage) e, soprattutto, tanta gente l’ha comprato. Il cerchio si chiude con il tour, se possibile ancora più grande e ricco di soddisfazioni per l’artista laziale. Un sold out dietro l’altro, un palco bellissimo, una grande band, pubblico entusiasta. Il massimo a cui Tiziano potesse aspirare in questo momento. E il futuro? Si vedrà.

Tiziano è contento. «Va tutto bene, lo spettacolo è eccitante, la scaletta funziona e la band è incredibile». E c’è un sacco di gente. « Non so cosa sia successo in questi ultimi anni, ma sono passato da una data per città alle due/tre di questo tour». L’entusiasmo con cui divertito – non lo vedo ma sono sicuro che sorrida – racconta l’esperienza che sta vivendo è contagioso, merito di quella voce che persino al telefono, col pessimo filtro del vivavoce, riesce a essere estremamente rassicurante, una via di mezzo tra una carezza e una pacca sulla spalla. «Vedere il calendario che si moltiplicava per i sold out ci ha dato grande morale, dal sottoscritto ai tecnici, passando per i musicisti. Tutto l’entourage era molto carico fin dall’inizio». Non ne dubito, nonostante prima di intervistarlo, del suo spettacolo, abbia visto solo qualche video amatoriale caricato su YouTube dal pubblico che ha assistito ai primi show.

Il nuovo tour di Tiziano Ferro è un progetto su cui l’artista laziale ha cominciato a lavorare già nell’estate del 2011 – quando l’uscita di L’amore è una cosa semplice non era stata nemmeno annunciata – e che pian piano si è trasformato in qualcosa di molto importante, con un crescendo di ottimismo dovuto alle numerose date aggiunte strade facendo, perché «lavorare con il privilegio di sapere che il pubblico aspetta quello che fai aumenta gli stimoli». Insomma, l’atmosfera è idilliaca e Tiziano proprio non poteva chiedere di più, nonostante un problemino tecnico abbia rischiato di compromettere la prima data, a Torino. La nostra chiacchierata comincia proprio da quell’episodio.

A giudicare dai video del concerto di Torino (su Internet ne circolano centinaia), mi sembrava che fossi teso. Forse la grande attesa ha generato un po’ di tensione? Ad essere onesti sono sempre stato molto tranquillo. Però hai ragione, all’inizio del concerto di Torino ero molto teso, ma solo per colpa di un problema tecnico: non funzionava la tecnologia del cubo con cui dovevo entrare, si era inceppata la catapulta che a un certo punto mi spara fuori, e rischiavo di “bucare” l’entrata della prima. Per almeno sei brani ho avuto un’ansia tremenda. Sono entrato col fiatone, temevo per la mia incolumità! Ma tolto quell’episodio sono sempre stato sereno e a mio agio. A volte ci sono dei momenti delicati, perché magari sei meno in forma a livello vocale o c’è qualche piccolo problema tecnico. Ma è normale. Con il tempo ho imparato a gestire lo spazio del palco, a godermelo, evitando che l’emozione bruci tutto. Non godersi lo show è il crimine peggiore che un artista possa commettere. (continua, clicca in alto a destra)