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Intervista video ai Marlene Kuntz: Sanremo? Perchè non avremmo dovuto andarci?

Quando i Marlene Kuntz hanno annunciato la partecipazione all’edizione 2012 del Festival di Sanremo si è scatenato un putiferio. Il solito tornado di giudizi negativi che si abbatte sulle band della scena cosiddetta alternativa – ne sanno qualcosa gli Afterhours – quando decidono di varcare il confine incuriositi dall’esistenza di altri territori. È proprio la curiosità, insieme alla voglia di nuove esperienze, ad aver spinto i piemontesi a partecipare alla 62esima edizione del festival della canzone italiana.

Del resto, come ci spiega Cristiano Godano, se i Sonic Youth promuovono la loro musica al David Letterman Show, perchè i Marlene Kuntz non possono farlo a Sanremo? Di questo si tratta: promuovere la propria musica. La band, che giovedì 16 ospita Patti Smith, porta sul palco dell’Ariston Canzone per un figlio, brano che ha ispirato l’omonimo disco – in uscita il 15 febbraio. Un progetto in cui sono confluiti 12 pezzi del repertorio (completamente riarrangiati) e 2 inediti, tra cui proprio il brano di Sanremo.

«Ciascuna canzone contiene valori o immagini trasmissibili a un figlio, immaginato intorno alla sua fase di ingresso nell’adolescenza o poco dopo – ci ha detto Cristiano a proposito del nuovo album quando la telecamera era spenta – Sanremo ha cannibalizzato l’attenzione di tutti e il tempo è scivolato via veloce. «Ci siamo resi conto che alcune canzoni erano perfette per questo progetto e quindi non è stato difficile scegliere». Ecco cosa ci hanno raccontato Godano e Riccardo Tesio.

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