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J-Ax e Fedez, il bello di esser ricchi

Tra fine 2014 e inizio 2015 uscivano Pop-Hoolista e Il bello d’esser brutti. I dischi della svolta per Fedez e J-Ax, abili a unirsi nel 2013 in Newtopia, la loro etichetta, e a creare un nuovo modo di fare musica, usare i social network, scovare talent e massimizzare i ricavi. È l’evoluzione dell’artista, che nell’era moderna è imprenditore multitasking, artefice del proprio successo ben oltre i pezzi che scrive (o interpreta), dotato di una visione globale che nel passato era totalmente inimmaginabile. Slegato da logiche prettamente commerciali o dai diktat imposti dalle major, major che a loro volta continuano a lavorare con chi migliora il proprio business, adattando il rapporto per ottenere un fine comune insieme a quelli che non sono più semplici artisti (seppur di punta) del proprio roster.

Ed è impossibile dimenticarsi di queste cose quando si approccia Comunisti col Rolex, il nuovo e attesissimo lavoro di due delle figure più di tendenza degli ultimi anni. Da rapper a giudici, da MC a creatori di tormentoni, da decostruzionisti di genere (dal “rap’n’roll e mi piace” alle ballad rap coi featuring giusti) a codificatori del nuovo pop giovane che piace anche ai genitori. Innovatori anche nel modo di presentare un nuovo cd: si invita la stampa nell’attico di lusso di Fedez (con tutto il condominio marchiato CityLife agghindato a tema con bandiere, vessilli e inservienti vestiti da soldati), e la si riunisce in un soggiorno pieno di oggetti di culto per nerd, appassionati di cinema e videogame. Ci sono anche i tapiri di Striscia la notizia, oltre ai Dischi d’Oro e di Platino collezionati negli ultimi tempi. Servirà fare spazio sulla credenza, dato che Comunisti col Rolex di riconoscimenti simili ne riceverà probabilmente parecchi nel corso del 2017…

NESSUNA VERGOGNA
Il percorso di J-Ax e Fedez degli ultimi quattro anni è costellato di successi, scelte indovinate e innovazione costante: «Mi considero un povero arricchito più che un ricco – dice Fedez – ma volevamo dire senza tanti giri di parole che non c’è nulla di cui vergognarsi se si diventa ricchi grazie al proprio duro lavoro. Siamo orgogliosi di questo disco, per noi è il coronamento di quattro anni vissuti fianco a fianco, un modo per sperimentare mondi diversi e lasciare spazio alla nostra parte creativa».

IL MELTING POP
J-Ax ci tiene a puntualizzare come Assenzio, una delle hit del 2016 appena trascorso e traccia d’apertura del nuovo album, sia tutto tranne che una canzone pop banale: «Non seguiamo alcuna formula prestabilita. Una canzone pop standard dura tre minuti e mezzo, il ritornello deve essere ripetuto tre volte, una strofa dura tra le otto e le sedici barre. In Assenzio io e Fedez rappiamo 24 barre, sfido chiunque a fare di meglio. Il ritornello c’è due volte, dopo tre minuti la canzone cambia e il finale non è quello che uno si aspetta. Poi può piacere o meno, ma è tutto tranne che scontato. È un pezzo difficile! La musica pop di oggi è esattamente questo, sciogliamo i canoni del pop tradizionale e ci mischiamo l’elettronica, il rap, il punk e creiamo qualcosa di attuale e che piace eccome».

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I PEZZI FORTI
Fedez e J-Ax hanno pochi dubbi: i loro pezzi forti sono, oltre ai singoli – domani verrà lanciato Piccole cose, con featuring di Alessandra Amoroso – Allergia con Loredana Bertè e il “punk” di Musica del cazzo (Fedez: «Non vedo l’ora di suonare la chitarra su questa canzone dal vivo»). Non va dimenticato il loro omaggio al nostro Paese in L’Italia per me (con Sergio Sylvestre che secondo Ax «è più italiano lui di molti altri, non conta se ci nasci ma conta se la ami») e la hit della prossima estate Entriamo senza pagare. Su questo i due precisano di non voler essere fraintesi quando parlano di crimine: «In Italia il lusso supremo è farsi offrire e scroccare. Riesci a farlo in base a quanto sei popolare. La canzone racconta di un amico laureato che non ha trovato lavoro e che viene insieme a noi a fare serata. Gli offriamo tutto, visto che veniamo trattati come un giocatore di Serie A, come una bella gnocca oppure come un criminale». In fondo, a chiudere l’album, c’è anche un riadattamento di un brano dei Reel Big Fish.

TIZIANO E LORENZO
Nel pezzo che dà il titolo all’album vengono chiamati in causa anche Tiziano Ferro e Jovanotti. “Tiziano Ferro si è comprato l’attico di fianco a Fedez/Con i soldi risparmiati, a cena con il fisco inglese” e “Dovrei fare come Jova, miliardario sottocosto/A fare il vegano e poi mangiare la bresaola di nascosto” sono i passaggi che li riguardano. Fedez chiarisce: «Non ho niente contro di loro, anzi stimo molto il percorso artistico che hanno fatto. A Jova voglio bene, lui forse non vuole così bene a me ma fa lo stesso. Su Tiziano faccio solo notare che lui ha comprato la casa di fianco alla mia. La stampa ha utilizzato due pesi e due misure in questo caso, e la cosa mi ha infastidito. Io sono stato massacrato per aver pubblicato sui social alcune foto di quella che, tra l’altro, all’epoca nemmeno si sapeva fosse casa mia. In molti hanno detto che sputavo in faccia alla miseria e cose del genere. Nessuno invece ha fatto nemmeno un articolo su uno che, quanto meno, ha un passato fiscale torbido. Forse all’epoca per generare traffico sui siti web era più facile parlare del mio attico che, sottolineo, costa molto più dei due milioni di Euro di cui parlava Novella2000».

IL TOUR
Fedez racconta con orgoglio i risultati notevoli che i due stanno totalizzando in termini di biglietti venduti in prevendita: «Siamo oltre i 107mila tagliandi venduti nel complesso, a breve apriremo la quarta data a Milano, faremo sicuramente l’Arena di Verona e poi in estate ci dedicheremo ai festival». Il concept scenografico che i due porteranno in scena rappresenterà la piramide sociale e il concetto di riscatto e rivalsa raccontato nel disco. Sul palco ci sarà ovviamente spazio per i nuovi brani e per una selezione delle hit già pubblicate in passato dai due.

Jacopo Casati

Foto di Byron Mollinedo Winkler

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