Interviste

Jack Savoretti al Medimex: «La musica italiana deve essere presa sul serio»

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Continua l’ascesa italiana di Jack Savoretti. Il cantautore in meno di un anno si è imposto nel nostro paese all’attenzione generale di pubblico e media.

Dopo averlo conosciuto a Sanremo, avevamo da subito immaginato che Jack Savoretti sarebbe riuscito in breve tempo a sfondare anche in Italia, facendosi apprezzare da pubblico e critica. Ritrovarlo nuovamente al Medimex 2014 è un piacere e anche l’ennesima testimonianza del suo periodo d’oro che sta vivendo all’interno di quelle che sono le sue mura domestiche. Sabato 8 novembre Jack si esibirà dal vivo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in una serata che procede spedita verso il tutto esaurito. La sera dopo inoltre, l’artista sarà ancora in televisione, precisamente su Raitre, all’interno della trasmissione Gazebo (ora d’inizio 23:30). Savoretti, nonostante le origini inglesi, si conferma molto legato all’Italia, forse anche più di chi qui c’è nato e vissuto. Vediamo perchè.

Diciamoci la verità, nemmeno tu ti saresti aspettato un’evoluzione così positiva e tanto rapida in Italia per la tua musica…
No è vero. Non avevo tuttavia grosse aspettative. Per me l’Italia è personale, sono di origini italiane, ci tenevo tantissimo a venire qui ma sono stato molto cauto. Sono arrivato al momento giusto, sia perché volevo inserirmi io nel mercato italiano, sia perché lo stesso mercato era interessato alla mia musica. Il mio jolly è stato non essere italiano, quindi non avevo e non ho bisogno dell’industria italiana. Mi rende un po’ triste questa cosa a dire il vero…

Perché?
Perché per un’artista italiano al 100% è difficilissimo entrare nel business del proprio paese. Le porte sono chiuse e anche se hai molte cose da dire non è affatto scontato trovare qualcuno che possa aiutarti a portare la tua musica al grande pubblico. Per me non era un problema riuscire o meno a ritagliarmi il mio piccolo spazio in Italia, avevo fatto due dischi in Inghilterra che erano andati bene, non era una questione di vita o di morte. E’ andata bene, sono stato fortunato, per me venire qui è il massimo perché amo davvero l’Italia. A me dà fastidio vedere in paese con così tanto talento e passione, che molte cose siano fatte male e non ci siano spazi per chi vuole emergere. Il Medimex è testimonianza di come fare le cose bene, mi piacerebbe ce ne fossero quattro o cinque di queste fiere in Italia, la musica italiana deve essere presa sul serio e deve essere sentita molto di più dal pubblico stesso.

Intanto stasera ci sarà la sala piena per te qui a Bari
Si sta creando una bella fanbase, la gente mi conosce e si diverte a venire ai miei concerti. Per me e la mia band questo è motivo di gioia e una spinta a venire sempre più spesso in Italia. Fosse per me sarei sempre qui, ora tuttavia dovremo lavorare su altri territori, specialmente vista l’uscita del prossimo album. Credo torneremo a febbraio da queste parti.

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo disco?
Sicuramente un Jack diverso da prima, meno bastonato e depresso, molto più convinto di prima. Si sono alzati i ritmi e questo da suonare è veramente un lavoro divertente per noi, lo sarà anche per chi verrà a vederci dal vivo. Written In Scars (questo il titolo) uscirà in Inghilterra il 18 febbraio 2015, spero che la data sarà la stessa anche per l’Italia.

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