Interviste

Chi è James Bay e di cosa parla il suo album Chaos And The Calm

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Considerato come una delle promesse di questo 2015, James Bay sta scalando le classifiche di mezzo mondo con il singolo Hold Back The River. A fine marzo è attesa l’uscita dell’album Chaos And The CalmFoto di Stefano Galli

Classe 1990, inglese, capelli lunghi che incorniciano il viso da bravo ragazzo e un amore viscerale per la sua chitarra. Questo è James Bay, una delle promesse musicali del 2015. Il suo singolo di debutto Hold Back The River sta riscuotendo successo di pubblico e critica: oltre ad aver scalato le classifiche di mezzo mondo, è reduce dalla vittoria del prestigioso Best Critics’ Choice Award (premio in precedenza assegnato ad artisti come Adele e Sam Smith). Il 24 marzo è prevista l’uscita del suo primo vero album Chaos And The Calm. L’abbiamo incontrato a qualche giorno di distanza dal suo concerto di Milano. E per farvi capire chi sia abbiamo scelto cinque punti.

Dalla chitarra arrugginita… 
Il suo amore (o forse ossessione) per la musica inizia quando era bambino. Scopre l’esistenza della chitarra intorno agli 11 anni, quando ne trova una impolverata e con le corde arrugginite nell’armadio del padre. «L’avevo vista due o tre volte nella mia vita, ma è stato in quel momento che ho deciso di prenderla», racconta James. Con l’aiuto del padre incomincia a imparare a suonarla, fino a quando a 18 anni decide di trasferirsi a Brighton per approfondire gli studi musicali.

…ai Rolling Stone
È a Londra che la sua carriera incomincia a prendere definitivamente il via, carriera che nell’estate del 2013 lo porterà sul palco del concerto evento dei Rolling Stone ad Hyde Park. «È stato incredibile. Quando mi hanno detto che avrei dovuto aprire lo show sono caduto dalla sedia dallo stupore. Londra era tappezzata da giganteschi cartelloni che pubblicizzavano l’evento, ricordo ancora lo shock di quando ho letto il mio nome scritto in piccolo sotto a quello dei Rolling Stone, non ci potevo credere. È stato un giorno memorabile, non tanto perché ho suonato io, piuttosto perché finalmente ho avuto l’occasione di vederli dal vivo. Mi sono detto o adesso o mai più».

Influenze musicali (e non solo)
Forse una delle cose più difficili per un musicista è riassumere quali sono le proprie influenze musicali, e James Bay non è un’eccezione. «L’arte in generale è la mia fonte di ispirazione. Io stesso dipingo e questo mi aiuta molto nel processo creativo che sta dietro alla nascita delle mie canzoni. Anche leggere i libri di James Baldwin mi ha aiutato molto a scrivere i miei testi. Musicalmente parlando è come se avessi due anime. Una più legata al soul e ai suoni tipici della Motown: penso ad artisti come Aretha Franklin, Marvin Gaye, Ray Charles. L’altra più rock and roll: Bruce Springsteen e Rolling Stones per citare due mostri sacri. Per quanto riguarda la storia recente mi piacciono molto i Kings Of Leon».

L’album
Il 24 marzo è attesa l’uscita del suo primo vero album, quello che una volta si chiamava Long Playing. Dodici sono le tracce che danno vita a Chaos And The Calm, disco dalla duplice anima. «Il titolo è la rappresentazione perfetta della quotidianità. Ogni giornata racchiude questi due momenti. Per settimane, mesi ho pensato a come si potesse chiamare questo disco, quando a un certo punto mi è venuta in mente una conversazione che avevo avuto con qualcuno qualche giorno prima sulle relazioni e sulla vita di tutti i giorni. Ho pensato “è fatta, si chiamerà così”».

L’amore per l’Italia
Domenica 25 gennaio il Biko di Milano ha ospitato il debutto live del cantautore. Un’ora circa di concerto che James non scorderà tanto facilmente. «La mia prima volta in Italia è stato quando avevo 17 anni, ma questa volta è stato diverso. Questa volta sono venuto qui con la mia chitarra. Il concerto di Milano è andato alla grande, vedere tutte quelle persone cantare le mie canzoni è stato fantastico, non mi sarei mai aspettato un’accoglienza del genere. Nelle ultime settimane ho avuto modo di suonare in Germania, Francia, Belgio, tutti pubblici fantastici ma la passione e l’energia dei fan italiani sono uniche. Per me quello che rende un concerto ben riuscito è lo scambio e l’interazione tra me e chi mi sta davanti, e questo a Milano è successo. Spero di tornare presto a suonare in Italia».

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