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Jovanotti presenta Backup: «Archivio il passato per fare spazio al futuro»

Jovanotti ha incontrato la stampa, a Milano, per presentare il suo nuovo progetto discografico Backup Lorenzo 1987-2012, raccolta di successi (con rarità e nuove canzoni) che festeggia i primi 25 anni della sua carriera. Ha parlato di tutto, dal suo primo tour negli stadi – quello del 2013 – alle primarie del centrosinistra.

Jovanotti Backup LorenzoA furia di pensare positivo, il ragazzo fortunato è arrivato a festeggiare 25 anni di carriera. Uno dietro l’altro. Più di metà della sua vita, visto che di anni ne ha 46. Lorenzo Cherubini, Jovanotti. Quello che negli anni ’80, ancora senza barba, si esibiva in performance incomprese con la visiera del cappellino girata al contrario. Autentico antesignano del rap all’italiana, il quarto di secolo della sua onoratissima carriera lo festeggia dando alla luce Backup Lorenzo 1987-2012, raccolta (uscita il 27 novembre) ricca di novità. Che non è un paradosso: insieme alla raccolta di tutti i suoi brani propone canzoni nuove, rarità, remix, versioni alternative. Poi si butterà in un tour di concerti negli stadi. Che per Lorenzo è la prima volta. Ce n’è sempre una, anche per lui. Prima data ad Ancona, il 7 giugno 2013, poi il ragazzo fortunato riscalderà la nostra estate percorrendo tutto lo Stivale.

Nemmeno a dirlo, è un Lorenzo strepitosamente energico quello che compare davanti ai giornalisti. È appena atterrato a Milano da New York (dove sta momentaneamente vivendo con la famiglia) per presentare l’uscita del suo nuovo amore discografico. Pare strano per un artista del suo calibro, ma sembra che a parlare con la stampa ci stia volentieri: disponibile, loquace, senza censure. «Ho voglia di ricominciare, ripartire – racconta – e per questo ho voluto chiamare questa particolare raccolta Backup, che significa archiviare, ma non nell’accezione nostalgica del termine. Anzi, nella sua accezione più viva: si libera spazio nell’hard disk perché poi gira meglio. Ma non si butta via niente». Ma proprio niente. Da Gimme Five a Bella, passando per L’ombelico del mondo, fino alla sua ultima creatura, Tensione evolutiva, primo inedito di Backup arrivato al grande pubblico, questo ragazzo bravo, oltre che fortunato ammette: «Le mie cose migliori non sono quelle dell’inizio, ma anche quelle avevano un’energia che si è mantenuta. Sono diventato un po’ più bravo, ma senza perdere entusiasmo. Che poi è quello che speravo».

Non una considerazione fuori posto, nulla che tradisca la sua tensione evolutiva. Racconta un anno di lavoro intenso in cui, giorno per giorno, ha preso forma l’avventura che si appresta ad affrontare. Parla delle nuove canzoni. Estate, «fatta di niente, chitarra e ukulele, giusta per quando inizia a scaldarsi la temperatura».Terra degli uomini, a cui è particolarmente affezionato, «vive di vita propria, non mi sembrava fosse un pezzo da album. Qui mi emoziona. In più salto di un’ottava con la voce e non l’avevo mai fatto». Ti porto via con me nata dalla collaborazione con Benny Benassi. Rimbalza, racconto in chiave hip hop, che «si chiama così perché io mi sento un po’ una palla che rimbalza, ma contro un muro irregolare. Non mi interessa prevedere cosa accade dopo». Tensione evolutiva, primo inedito del lavoro, scritto a otto mani con SaturninoRiccardo Onori, Michele Canova: «Servivano pezzi per gli stadi, con un linguaggio diretto. Perché lì funzionano schiaffi e pugni, oppure dolcissime carezze. I dettagli li dimentichi, servono i grandi contrasti», spiega Lorenzo. «Tensione evolutiva è una moto da corsa più che una canzone, perfetta per il sound da stadio che avevo in mente». Nata in una sola notte, come Jovanotti stesso aveva confidato dalla sua pagina Facebook subito dopo la gestazione. «Ma come tutti i pezzi nati in una notte anche questo ha dentro tutte le albe della mia vita concentrate in 4 minuti». Il risultato è un originale meticciato di generi che vanno dal dubstep alla dance, passando per la musica d’autore.

«Sono carico, il futuro non è mai stato così gerundio, il passato non è mai stato così presente e il punto non è mai stato così esclamativo come ora che stiamo per partire per questo viaggio. Vengo in pace, ma non in tranquillità, scombussolare è sempre d’obbligo. Ci siamo». Scriveva così qualche giorno fa, il ragazzo, ormai uomo, di Cortona, pregustando il futuro che lo aspetta. Si prepara per i grandi numeri da stadio, ma intanto sta in America. Con moglie e figlia. Assicura che la permanenza a stelle e striscie è provvisoria perché «amo stare in Italia, è qui la mia storia». Anche se, ammette che gli piacerebbe scrivere qualcosa in inglese perché «se non lo faccio le mie rimarranno cose di nicchia. E poi, ormai, anche la pronuncia esotica è diventata un plus». Gli Stati Uniti lo appassionano perché gli offrono la possibilità di «osservare senza essere osservato» e poi perchè «lì gli artisti fanno un tipo di sound che portano avanti tutta la vita. Pensate che io che qui sono il più pop di tutti, in America sono il più indie e alternativo di tutti», racconta divertito.

Jovanotti è un fiume in piena anche parlando di politica: «Ho votato Renzi alle primarie del centrosinistra, l’ho fatto on-line e domenica rivoterò. Per me la cosa importante è cambiare». E Battiato Assessore in Sicilia? «Non può che fare un lavoro fatto bene una persona preparata come lui. Se ha accettato è perché ha trovato degli interlocutori. È questa la buona notizia». Ma lui in politica proprio non ci si vede. È troppo concentrato su sé stesso, ammette. E a chi gli chiede se anche per lui, dopo 25 anni, non sia il caso di rottamarsi, risponde: «Io l’ho fatto dopo ogni mia “legislatura”, ho sempre cambiato gli ingredienti della zuppa, solo il cuoco è rimasto lo stesso». E che cuoco.

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