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Kasabian e Italia amore tra concerti e calcio: Al cuore non si comanda

Kasabian Italia concerti amore calcioAl di là delle radici genovesi di Sergio Pizzorno, il legame dei Kasabian con l’Italia evidenzia un’empatia davvero rara. Le loro visite sono sempre caratterizzate da eccellenti concerti davanti a una platea attenta e numerosissima. Sarà così anche a luglio, quando gli inglesi saranno da noi per cinque date – Ferrara (guarda le foto del concerto), Lucca, Roma, Milano e Tarvisio (Udine). Ne abbiamo parlato proprio con Sergio, quando gli Azzurri – grande passione del chitarrista – ancora non avevano incontrato l’Inghilterra nei quarti di Euro 2012. Indovinate per chi ha poi tifato Pizzorno?

Hanno un nome classicamente rock’n’roll – bello ma senza un significato particolare, se non quello di evocare Linda Kasabian, una delle ragazze della Family di Charlie Manson – e pur senza troppo clamore hanno rapidamente conquistato il cuore della Gran Bretagna, finendo per diventare il più importante fenomeno uscito dalla terra d’Albione dopo Blur, Oasis e Radiohead. Pur mantenendo un legame ben saldo con la tradizione rock che da sempre caratterizza i gruppi che provengono da quelle latitudini, il grande merito dei Kasabian, le cui due anime sono ben rappresentate dal chitarrista Pizzorno e dal cantante Tom Meighan, è quello di aver rinverdito una formula tanto cara agli amatissimi Stone Roses: musica pop e rock abbinata a scintillanti influenze da dancefloor e alla psichedelia più drogata dei Sixties. Una miscela estremamente contagiosa e che è servita a rendere il quartetto uno dei più amati degli ultimi anni.

Partiti un po’ in sordina con l’omonimo album di debutto nel 2004 (ma la formazione, anche con un altro nome era in giro fin dal 1997), i Kasabian hanno incontrato il successo con il terzo singolo estratto da quel disco, Club Foot, ancora oggi uno dei brani più amati dai fan. E non solo, visto che proprio qualche mese fa è stato incluso nella colonna sonora di un nuovissimo videogame, Alan Wake: An American Nightmare. La parabola targata Kasabian ha inizio.

DRITTI ALL’OSPEDALE (PSICHIATRICO)

Se l’uscita del secondo album, Empire, è ricordata anche e soprattutto per l’abbandono dell’altro chitarrista e compositore Christopher Karloff, bisogna ammettere che la fama live del quartetto comincia a valicare i confini del Regno Unito e a spargersi a macchia d’olio anche nel resto d’Europa. Ma sarà il difficile terzo disco West Ryder Pauper Lunatic Asylum, prodotto da Dan The Automator e uscito nel 2009, che segnerà definitivamente il decollo dei Kasabian. La formula della band comincia davvero a farsi personale e i singoli Fire, Where Did Our Love Go? e Underdog si guadagnano pubblico e critica in egual misura. (clicca la fraccia qui sotto a destra per continuare a leggere)

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