Interviste

Lali, la JLo latina che sta conquistando anche l’Italia

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È considerata la JLo latina. Canta, balla, recita ed è anche una delle star più seguite sui social nel mondo. Lali, vero nome Mariana Esposito, è un’artista completa, sempre pronta a sfidare se stessa e a buttarsi in nuove avventure. Dopo aver raggiunto il successo grazie ad alcune serie serie tv teen, dopo aver recitato al cinema e scalato le classifiche con il suo primo album solista, A Bailar, ora per la bella argentina è tempo di fare il grande passo e di raccontarsi a tutto tondo in Soy, nuovo disco di inediti. Abbiamo incontrato la giovane pop star in occasione del suo ultimo passaggio in Italia. Ecco cosa ci ha raccontato.

Il tuo cognome, Esposito, è di origine italiana. I miei bisnonni erano di Ancona. Purtroppo ora non ho più parenti che vivono qui. Però è successa una cosa buffa: mio fratello, che gioca a calcio, è stato ingaggiato da una squadra italiana, il Numana. Il mio di legame con il vostro Paese invece è rinsaldato dai miei fan italiani, che sono fantastici. Ricevo un affetto incredibile e un grande supporto.

Hai mai pensato di cantare un brano in italiano o di fare un duetto con un artista di casa nostra?
Sì. Ci sarà presto una collaborazione con Baby K per realizzare una versione speciale di Roma Bangkok. Ma non posso dirti altro!

Parliamo del nuovo album Soy, che significa “io sono”. Perché un titolo così diretto? Perché volevo raccontare quello che sono realmente. Il disco parla della mia infanzia, del luogo dove sono nata, del quartiere dove sono cresciuta, che si trova a sud di Buenos Aires, quindi una zona popolare, dove vive gente che lavora duramente, di certo non benestante. Soy è un album vero, racconta le mie storie, sono io nel bene e nel male. Non tutto deve essere make up e lustrini, questo è un disco del cuore. A 24 anni mi sento di dire che sono veramente onesta.

Qual è la canzone che più ti emoziona e ti rispecchia?
Amor es presente. Perché è diversa, nel suono, negli arrangiamenti e nelle parole. E perché parla di me, è autobiografica al cento per cento. Quando l’ho scritta stavo vivendo una fase particolare della mia vita, è stato anche il momento in cui ho capito quanto sia importante per un artista mettere i propri sentimenti in una canzone, senza filtri.

Questo disco mostra una certa evoluzione, sia dal punto di vista musicale che nella scrittura. Come hai lavorato negli ultimi anni? In Soy ho voluto una fusione di tanti suoni e di diversi stili. Mi sono affidata ad alcuni ingegneri del suono, come Tito Vasquez (già produttore di Jason Derulo, Pitbull ed Enrique Iglesias, ndr) e Chris Gehringer (Rihanna, Madonna, The 1975, ndr). Certo, la colonna vertebrale resta sempre il pop, ma ho inserito tanti altri elementi, tra cui l’elettronica, qui più forte e travolgente. Anche gli arrangiamenti sono molto più complessi e ricercati rispetto al progetto di tre anni fa. Sono molto orgogliosa del lavoro che ho svolto.

Cosa si prova ad essere più popolare di Lady Gaga sui social? Mi pare una pazzia! Certo, i social sono sempre stati il mio appoggio. Ma non capisco tutto questo mio successo. Vedo crescere ogni minuto i miei followers. In realtà mi sento una nonna perché non so bene come funzionano, non comprendo certi numeri e certe dinamiche del web. Forse piaccio perché in America Latina non c’è un’artista che faccia il mio stesso stile musicale, che dia così tanta importanza anche allo show, alle coreografie e all’allestimento del palco.

Quali sono gli artisti e i generi che più ti hanno influenzata? Amo Beyoncé. Amo tutto di lei. Per me è fantastica. Però ascolto un po’ di tutto. Anche il tango. Questo grazie a mia madre: a casa, quando ero bambina, si passava tranquillamente da un disco heavy metal a un brano soul. Mi fanno stare bene entrambi. E poi ho sempre ascoltato i Beatles e i Queen, gruppi intramontabili.

Quanto ha influito, invece, il successo televisivo sulla tua carriera musicale? Tantissimo. Ho cominciato a recitare all’età di 6 anni. La televisione argentina è una televisione di qualità. Pensa a quanti format argentini vengono acquistati da anni in tutto il mondo. I programmi per teenagers sono popolarissimi. Il mio primo viaggio in Europa è stato organizzato proprio per promuovere una delle telenovelas prodotte da Cris Morena, che hanno da sempre un alto contenuto musicale. La tv è per me un materasso, un sottosuolo che mi ha preparato alla carriera artistica. Ora la grande sfida è dimostrare che anche la mia musica vale.

Hai studiato tanto per arrivare così in alto? La scuola di Cris Morena mi ha insegnato tutto, a livello professionale e umano. Ho imparato a cantare, ballare, recitare. È stata dura. Se non hai un carattere adatto, sei non sei forte e disposto a fare sacrifici, esci subito dai giochi.

E ora cosa altro vuole fare Lali Esposito? Ho appena terminato le riprese di un film. Ma, in questo periodo, voglio dedicarmi completamente alla musica e al tour. Mi son esibita di recente nella mia Buenos Aires, con quattro sold out all’Arena Teatro Opera. Il prossimo anno farò sicuramente una serie di concerti in Europa, Italia compresa. Aspettatevi tanta energia sul palco, luci, effetti speciali, ballerini e molte altre sorprese.

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