Interviste

Laura Pausini chiude il 2013 in tour: «Punto tutto sull’eleganza»

Laura Pausini Tour 2013

Il 2013 di Laura Pausini finisce con il tour che segue la pubblicazione di 20 – The Greatest Hits. Album che chiude idealmente un cerchio, quello che ha portato Laura Pausini dalla periferia dell’Impero al centro del mondo, grazie a canzoni dall’irresistibile appeal popolare. E, anche, a un manipolo di amici che hanno diviso il proprio talento con quello della cantante faentina. (Intervista tratta da Onstage Magazine, numero di dicembre)

Un’intervista con Laura Pausini non è una cosa da poco, se contate che la più famosa artista italiana è anche una delle donne più occupate del mondo, roba da far invidia a Madonna, Miley Cyrus e Michelle Obama. Difficile quindi intercettarla anche solo per pochi minuti e, così, tra i suoi continui spostamenti e impegni, ci siamo accordati per un corposo colloquio via mail. L’occasione ghiotta è doppia: un greatest hits che raccoglie inediti, successi e pezzi che, magari, erano sfuggiti all’attenzione generale, e il tour mondiale che parte a dicembre proprio dall’Italia.

Laura, come sempre, non ha lasciato nulla al caso, dimostrando come l’attenta pianificazione sia una delle armi segrete per la dominazione mondiale. Se non ci credete, basta dare un’occhiata, anche veloce e distratta, ai numeri impressionanti, della cantante romagnola, capace di monopolizzare non solo il mercato italiano, ma pure quello decisamente più corposo dell’America Latina, dove è considerata una delle regine indiscusse della musica pop. Una macchina da successi inarrestabile, lontana anni luce da quell’idea d’Italia che vuole le nostre stelle da esportazione attente solo ai cachet pagati dagli oligarchi russi per reunion posticce. Qui siamo ai livelli delle stelle della musica mondiale, con decine di milioni di dischi venduti e Grammy in bella mostra nel salotto di casa.

Ecco perchè scambiare qualche mail con la Pausini sia un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Oltre alle domande istituzionali, m’interessava parlare con lei di un tema ben preciso, quello dei duetti. Una consuetudine allo scambio che accompagna la carriera di Laura, capace di adattare la propria voce e la propria presenza a quella di altri big della musica, più o meno lontani da un mondo fatto a sua immagine e somiglianza.

Come spesso accade, anche nel tuo personale Greatest Hits ci sono degli inediti, tre per la precisione. Due di questi sono co-firmati da Virginio Simonelli, star di Amici e solista di buon successo. Parlami di questa collaborazione? Io ascolto tutte le canzoni che mi arrivano, a partire da quelle di amici di amici, fino a quelle di persone che non conosco e che mandano i pezzi al mio ufficio, alla mia casa discografica, ai miei produttori. Virginio, come molti altri, mi ha spedito quattro canzoni e, alla fine, ne ho scelte due perché in quelle m’identifico pienamente. Quando l’ho incontrato a casa mia a Roma, abbiamo prima parlato di noi, per conoscerci, e poi gli ho detto di come mi sentivo cantandole, chiedendogli, seduti al tavolo da pranzo, di rivedere alcune frasi che non mi convincevano.

Il primo singolo, scritto con lui, ospita Kylie Minogue, grandissimo esempio di popstar mondiale, ma anche simbolo di “female empowerment”. So che vi siete incontrate per inciderla. Amo cantare con chiunque possa insegnarmi qualcosa. Normalmente i miei migliori duetti, grazie ai quali ho scoperto qualcosa di nuovo a livello artistico, li ho realizzati con chi è musicalmente opposto a me. È stato bello capire cosa ci potesse unire nella diversità. Nel caso di Kylie, l’ho voluta fortemente al mio fianco e mi ha dimostrato la sua dolcezza e la sua purezza, concetti che riflettono il significato della canzone: mostriamoci per come siamo, limpidi su tutto, senza paura.

Se non te, altro inedito, racconta la storia d’amore dei tuoi genitori, che hai convolto anche nel videoclip. È stato difficile parlare di una cosa così intima e personale? È stato facilissimo e molto emozionante. Da sempre non riesco a scrivere di altro argomento che non sia la mia vita e, per fortuna, ho anche persone di grande talento che mi aiutano: in questo caso Niccolò Agliardi mi ha aiutata a migliorare il pezzo con la sua poesia, tirando fuori il significato più importante di questa canzone.

Veniamo dunque ai duetti: intanto m’incuriosisce la loro genesi. Come funziona, nel tuo caso? Fai una lista di chi ti piacerebbe ospitare oppure un brano in particolare ti fa venire in mente una voce e un artista ben precisi? Prima di tutto faccio una lista dei brani: seleziono quelli che mi suggeriscono qualcosa di nuovo e scrivo appunti su una loro possibile evoluzione. A volte sono idee di arrangiamento, in altri casi si tratta di nomi di cantanti, le cui voci vorrei incrociassero la mia. Quest’anno è andata cosi. Tutti quelli che ho invitato hanno accettato, l’unica che mi ha chiesto di rimandare è stata Celine Dion, spiegandomi che il suo nuovo album d’inediti sarebbe uscito nel mio stesso periodo. Rimane un sogno, con lei avrei voluto interpretare It’s Not Goodbye, versione inglese di In assenza di te. Speriamo davvero di recuperare in futuro.

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