Interviste

Levante in tour con Le Feste di Alfonso: «Dimostrerò il mio valore»

Levante Tour 2013

Dopo essersi imposta con il primo singolo Alfonso, Levante chiude il 2013 con il suo primo tour. In attesa del disco, e di Sanremo. Leggi l’intervista. (Foto di Marco Cremascoli)

Partiamo con il tema caldo degli ultimi giorni: Sanremo. Recentemente hai dichiarato di vederlo ancora come una vetrina importante, soprattutto per chi, come te, non arriva dalla tv. Nessun timore?
No, perché sono assolutamente convinta che Sanremo abbia ancora molto senso per la musica italiana, soprattutto per i giovani che, come dicevi, non hanno altri canali per imporsi al grande pubblico. Se parliamo dei talent show, la prima cosa a saltare all’occhio è che questi ragazzi in pratica passano tre mesi a casa tua. Per una come me, invece, ormai restano solo vetrine come quella del Festival. Sul livello generale delle canzoni non è compito mio pronunciarmi, io posso prendermi responsabilità solo per quanto riguarda la mia musica (ride, ndr). In ogni caso, a fine ottobre abbiamo passato una settimana di full immersion per registrare il pezzo che abbiamo proposto, ora non resta che aspettare la risposta della giuria.

Che poi il problema è che dai talent show possono pure uscire dei talenti, ma negli ultimi anni ci si è convinti che possano uscire solo da lì…
Ma infatti non mi permetto assolutamente di giudicare chi vi partecipa, perché alla fine io sono proprio come loro, abbiamo esattamente lo stesso sogno. Se penso a una voce come quella di Mengoni mi vengono i brividi e magari senza X Factor, che per altro è quello che apprezzo maggiormente, non sarebbe mai emerso. Il problema è che quando stringi la mano a un vincitore di X Factor, la stringi a una major e quando la stringi a una major la stringi a 30 persone: mi riesce difficile pensare che dietro a quel progetto ci sia il volere dell’artista. Per questo pubblicherò Manuale Distruzione con un’indipendente: ho scelto Inri perché sono interessati solo al lato musicale della questione e la pensano come me su tutte le altre sfaccettature di questa avventura.

Be’ diciamo che in questo senso anche tu, forse tuo malgrado, hai già beneficiato in qualche modo della macchina mediatica che ha definito Alfonso tormentone estivo e, di fatto, ha contribuito a farlo diventare tale.
Guarda, non sto a spiegarti i brividi del momento in cui ho letto che il Corriere Della Sera ne parlava in quei termini! La cosa mi ha stupito non poco, proprio perché niente di questa operazione, né tanto meno quella canzone in particolare, era stata pensata in qualche modo a tavolino. Inizialmente la cosa mi ha infastidito un po’, ma ho capito in fretta che si trattava semplicemente di un’accezione giornalistica, che serve al cronista per inquadrare meglio la cosa di cui si sta parlando. Ecco, se volevi sapere se l’avessi presa come un’offesa, ti dico di no. E poi sarei ipocrita a dirlo, visto che è stata una spinta notevole per la mia musica, che mi ha permesso di poter suonare subito dal vivo davanti a platee importanti.

In effetti credo tu sia una delle poche artiste in circolazione a potersi permettere un tour da headliner senza aver ancora pubblicato un disco. Onestamente, hai già superato la paura di rimanere “quella di Alfonso”?
Penso che quel rischio sia definitivamente scongiurato, o meglio ho superato la paura di poter rimanere vincolata ad una canzone e ad una stagione. Ti confesso però che, inizialmente, la paura di essere vista come una nuova Valeria Rossi o qualcosa di simile mi è passata per la mente più volte, preoccupandomi. Io arrivo da un percorso particolare, dove ho detto no a chi mi voleva far diventare una pop star proprio per potermi occupare di ogni aspetto della mia musica, quindi l’idea di diventarlo mio malgrado mi terrorizzava e suonava come una beffa tremenda! Ma quando sai che dietro c’è un progetto diverso, lasci passare il momento sapendo che la cosa verrà fuori in ogni caso.

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