Interviste

Giuliano Sangiorgi pubblica il suo primo libro: «Scrivere è un'esigenza»

libro giuliano sangiorgiIl 6 novembre arriva nei negozi di dischi Una storia semplice, best of che raccoglie i successi dei Negramaro. Ma questa volta abbiamo incontrato il frontman dei salentini Giuliano Sangiorgi nell’inedita veste di scrittore, a pochi giorni dall’uscita (2 ottobre) suo primo libro Lo Spacciatore di carne (Einaudi).

Mancano pochi giorni al debutto nelle librerie della tua opera prima, come ti senti? 
Già solo quando sono andato in Einaudi ad autografare un po’ di copie per la promozione, sentire l’odore della carta, tenerlo in mano, pensare di averlo scritto io mi ha dato un’emozione fortissima. Una situazione del genere l’ho sempre attribuita a chi lo fa di mestiere e pensare che stia accadendo a me, be’ mi sembra incredibile.

Com’è nata l’idea di pubblicare un romanzo?
Scrivo sempre molto, per dare sfogo all’esigenza di mettere nero su bianco quello che provo. È un momento per me irrinunciabile, così intimo e particolare! Deriva da una scintilla piccola che in un attimo incendia e divampa, comincia a battermi forte il cuore e mi sento il sangue nelle mani. È una sensazione che quando sono in tour mi manca sempre molto. Quando ho iniziato non ho capito cosa stavo facendo. Mi sono ritrovato a provare un’emozione molto forte che mi spingeva a scrivere e più la seguivo e più si ingigantiva. Ho scritto seguendo un flusso continuo, non solo in momenti particolarmente felici o tristi delle mie giornate. Quando scrivo, che si tratti di una canzone, un bigliettino da attaccare al frigo o un pensiero su internet, mi succede sempre di sentirmi così pervaso che vorrei non finisse mai e questa volta realizzare di avere dei orizzonti diversi, più ampi, mi ha galvanizzato. E nel frattempo mi sono accorto che le parole seguivano comunque una certa musicalità.

E quando è iniziato tutto?
Tre anni fa, poi sono subentrati la promozione e il tour di Casa 69, oltre alla scrittura per Mina. Così mi sono preso una pausa. L’occasione per riprendere è arrivata con il riposo a cui sono stato costretto dopo l’intervento alle corde vocali del 2011. Non potendo usare la voce per un mese, è stato naturale ritrovarmi a scrivere.

Passando dalle canzoni a un romanzo, hai dovuto cambiare metodo di scrittura?
Per me scrivere non è un fattore estetico, ma la risposta a un’urgenza interiore e quindi l’unica regola che seguo è l’istinto, per la musica così come per questo libro. Chiaramente non è totalmente lasciato a se stesso, nel senso che ha le sue radici nel mio background, dagli studi classici che ho seguito alle mie esperienze di vita. In qualche modo cerco di mediare questo istinto, anche se lo lascio sgorgare. Una delle mie prerogative è non avere regole che lo imprigionino. (clicca in basso a destra per continuare a leggere).

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