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La musica dei Linea 77 non è finita «I cambiamenti erano inevitabili»

Moltissimi i cambiamenti che accompagnano il nuovo corso dei Linea 77. Dall’indipendenza discografica al cambio di formazine, passando per il tour 2013 e gli altri progetti live. Dade, fondatore del gruppo e fresco cantante, ci ha parlato di tutto.

Linea 77 tour 2013

La musica sarà anche finita, come asserisce (scherzosamente) la band, in uno dei pezzi migliori del nuovo EP, La speranza è una trappola, ma i Linea 77 non hanno nessuna intenzione di gettare la spugna, neppure dopo il recente assestamento che li ha visti perdere lo storico cantante Emiliano e aggiungere due nuovi elementi alla formazione. Ci siamo fatti raccontare tutto quanto da Dade, passato dalle quattro corde al microfono proprio in sostituzione di Emo, poco prima del loro show milanese, il secondo in assoluto dei nuovi Linea.

Al di là del nuovo assetto e della separazione da Emiliano, ci sono parecchie altre novità: un EP “a puntate” e la totale indipendenza discografica.
Cominciamo da questo allora. Terminato il contratto con Universal, l’idea era di sondare il terreno con qualcun altro, ma senza troppa convinzione. Ti dirò di più, abbiamo usato un provino inciso alla buona, tanto per capire quale fosse il reale interesse, e ricevuto in cambio anche commenti interessanti e interessati, ma più per la nostra storia che per una reale voglia di collaborazione. Nel frattempo, lavorando a stretto contatto con una band di amici, gli LNRipley, abbiamo anche cominciato ad apprezzare un punto di vista differente, ragionando come un gruppo elettronico o come un dj. Quindi un pezzo alla volta, da mettere su Internet in streaming, senza lasciarsi ingabbiare per forza dalla formula classica “un album=dieci canzoni”. Con un po’ di malinconia, tocca constatare come la disaffezione nei confronti del prodotto disco sia ormai quasi definitiva da parte dei ragazzi. Addirittura nemmeno si scaricano più i pezzi, molti preferiscono ascoltarli online in streaming. A quel punto, il passo verso La speranza è una trappola come un EP da distribuire prima in rete era quasi obbligato, così come l’utilizzo del marchio INRI, piccola etichetta/collettivo indipendente mio e di mio fratello Paolo (Chinaski, nda), con cui stiamo pubblicando artisti e amici torinesi che ci interessano come Bianco, Titor, The Cyborgs e molti altri.

Un cerchio che si chiude in pratica.
Esatto, è come all’inizio degli anni Novanta, quando facevamo tutto da soli. Ora i mezzi sono decisamente migliori, sappiamo lavorare con professionalità, abbiamo un nostro studio di registrazione, ci possiamo permettere di stampare un CD digipak da vendere ai nostri concerti a un prezzo politico, ma lo spirito è proprio quello di una totale indipendenza. E sta pagando, devo dire, visto che già al primo appuntamento dal vivo i ragazzi sapevano i pezzi nuovi a memoria esattamente come i vecchi.

In pratica avete sei potenziali singoli, no?
Ci interessava soprattutto quello, evitare il concetto di album – magari ne faremo uno più in là, mai dire mai – e concentrarci su un pezzo alla volta, lasciandolo in rete per due o tre settimane in modo da regalargli la giusta attenzione ed esposizione. Tra questi sei ha vinto Il veleno, direi, ma come interesse Un uomo in meno ha riscosso più attenzione e ne sono felice visto che è il mio brano preferito e uno dei top 5 dei Linea 77.

Veniamo al cambiamento più evidente. Ti sei trasformato da bassista a cantante.
È una cosa di cui forse mi sto rendendo bene conto ora, dopo tanti mesi di prove e aggiustamenti. Prima si era pensato di prendere un altro cantante e mantenere l’assetto strumentale originale, sebbene avessimo già cambiato qualcosa con l’ingresso di Maggio al basso e il mio spostamento alla chitarra, ma poi non ci convinceva l’idea di un frontman nuovo e inedito. Non ci sono mai stati leader nei Linea 77, ma è vero che il cantante è quello che immediatamente riscuote più attenzione e allora tanto valeva farlo con uno di noi che già era membro storico. Un giorno ho detto agli altri che mi sarebbe piaciuto provare a cantare, l’ho fatto e, alla fine del pezzo, siamo rimasti tutti quanti stupefatti di come fosse filato tutto liscio. Lì abbiamo capito quale fosse la nuova strada per i Linea, completata poi dall’arrivo di Paolino alla seconda chitarra.

Non ti manca suonare?
Mi manca molto, ogni tanto mi capita di cercare il basso con le mani, ma mi sto abituando in fretta. E poi ci sono così tante cose che bollono in pentola che non riesco nemmeno a trovare il tempo di pensarci troppo. Coi Linea stiamo facendo una manciata di date, poi dobbiamo organizzare una serie di concerti assieme agli LNRipley, che hanno collaborato con noi su La caduta, e sarà una cosa inedita e interessante. Suoneremo nei centri sociali e proporremo uno spettacolo a metà tra il loro sound elettronico e il nostro, rock e potente, trovandoci spesso in undici sul palco. Poi ci sono altri brani nuovi da registrare, ma se ne parlerà dopo settembre sicuramente, il tour estivo e molto altro.

E gli AntiAnti?
Per quanto riguarda questo progetto, mi è venuta un’idea piuttosto divertente anche se difficile da realizzare: siccome ora sono un cantante, vorrei fare la versione “in negativo” del disco precedente, in cui io suonavo tutto e gli ospiti cantavano. Sarebbe bello che una serie di band amiche suonasse con la mia voce su tutti i pezzi. Staremo a vedere.

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