Interviste

Il significato del Tetralogia degli elementi tour 2015 spiegato dai Litfiba

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I Litfiba ci spiegano perché il tour dedicato alla Tetralogia degli elementi non è la solita serie di concerti celebrativa dei loro più grandi successi. Foto di Francesco Prandoni.

I Litfiba hanno inaugurato a Milano il Tetralogia degli elementi tour 2015. Piero Pelù e Ghigo Renzulli torneranno ad aprile con nuove date, ma l’anteprima dell’Alcatraz è servita per capire qualcosa in più su questa che, a molti, sembra l’ennesima operazione nostalgia. Legittima per certi versi: i quattro dischi pubblicati tra il 1990 e il 1997 contenevano bellissime canzoni e portarono la band toscana a un livello di popolarità mai raggiunto prima di allora da un gruppo rock italiano.

Per loro tuttavia, i motivi sono altri. «La nostra non è una band che ha suonato sempre e solo un tipo di musica: siamo variegati e siamo stati anche molto profondi e diversi», spiega Ghigo. «Tutti conoscono El Diablo o Spirito, ma abbiamo anche scritto pezzi come Ragazzo e Dinosauro, abbiamo tantissime canzoni che negli anni Novanta non sono state comunicate e trasmesse nel modo giusto alla gente. Certo, c’erano esigenze commerciali più grandi di noi, ma non vogliamo che questi brani si perdano. Per questo abbiamo deciso di fare un tour dove suoneremo pochissimi singoli e daremo priorità alle b-side e alle tracce meno conosciute. È un modo per riscoprire alcuni lati che sono stati nascosti per troppo tempo. I Litfiba non sono solo pop, ma hanno anche tante varianti hard rock, funk africano, blues e metal».

E per quanto possa sembrare strano, le similitudini tra ieri e oggi sono (purtroppo) anche troppe. «Io ci ho solo visto lungo, anche se dicevano tutti che ero un catastrofista negli anni Novanta», esordisce Pelù. «Oggi però il nostro punto di vista si ripropone, la situazione è se possibile ancora peggiore di quella di 25 anni fa: era l’epoca di Tangentopoli, c’era grande voglia di cambiamento e credevamo che la mafia potesse scomparire davvero. Nel 2015 non abbiamo forse nemmeno più la speranza. Per questo riparliamo di Tetralogia degli elementi, un periodo e delle canzoni che suonano molto attuali ancora oggi».

Gli album che celebravano i quattro elementi naturali dei quali parlava il filosofo Anassimandro (El Diablo – fuoco, Terremoto – terra, Spirito – aria, Mondi Sommersi – acqua), rivivono oggi in veste rinnovata, spesso riarrangiata e talvolta indurita. Tuttavia qualcosa è cambiato. Nei Novanta i Litfiba stipavano il Forum di Assago, oggi suonano tre date all’Alcatraz (due già sold-out a onor del vero). «Noi siamo una band nata in una cantina», ricordano i due artisti. «I palazzetti danno grande emozioni, ma il contatto coi fan e l’intimità che si crea nei club non ha eguali. Fare tre date in un club come l’Alcatraz comunque corrisponde a fare una data unica al Forum, in questo caso però suoniamo tre concerti anziché uno solo. È una dimensione che ci appassiona e che abbiamo pienamente riscoperto col tour precedente. Dobbiamo solo ringraziare il nostro pubblico, che dopo tutti questi anni ci sostiene ancora con tanta energia».

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