Interviste

Lo Stato Sociale sono un risultato superiore alla somma delle singole parti

Lo Stato Sociale
di Daniele Salomone
Foto di Cristina Checchetto

Bologna, cioè casa loro, 21 novembre 2015. «Ultimo concerto prima di una lunga pausa». Lo ripetono in continuazione, da settimane, sui loro profili social. È promozione, certo, ma è anche un annuncio simbolico. Perché non si sono praticamente mai fermati da quando sono partiti e se hanno deciso di farlo ora è perche sono giunti ad un momento cruciale della loro carriera, dopo decine di concerti, numeri importanti online, il palco del Concertone, eccetera. «Doveva capitare prima o poi. Faremo un disco nuovo e ci prenderemo tutto il tempo necessario, senza scadenze». Siamo a Medimex 2015, la fiera-evento di Bari che da 5 anni accoglie artisti, operatori e pubblico con una grande scritta che recita “La musica è lavoro”. E il lavoro che Lo Stato Sociale faranno dal 22 novembre in poi sarà inevitabilmente diverso da quello fatto fino a quel giorno.

«Oltre ai pregi e difetti di ogni Autogrill italiano e all’enogastronomia delle singole regioni, in questi anni abbiamo imparato a gestire meglio le relazioni. Con le persone che lavorano con noi abitualmente, dai tecnici ai promoter, ma soprattutto all’interno del gruppo: ci diciamo le cose in faccia senza litigare, anche se ogni tanto qualche scazzo c’è ancora. Probabilmente siamo più sereni, perché non stiamo discutendo di musica che conosciamo solo noi e dal quale dipende il nostro futuro nei prossimi due anni». E da cosa dipenderà il futuro ? «Dalla capacità di reinventarci». Nel senso di reinventarsi musicalmente o dal fare altro rispetto alla musica? «Entrambe le cose».

Faccio notare loro che ormai hanno un seguito di fan piuttosto numeroso e i fan sono quelli che si spaventano di fronte ai cambiamenti. Che vogliono essere rassicurati. Siete sicuri di volervi reinventare, proprio adesso? «Ai fan che vogliono essere rassicurati possiamo fare delle carezze, delle coccole». Si vabbe’ ma è una cosa seria questa. «E allora seriamente ti dico che accontentarli è scorretto proprio nei loro confronti, significa mancargli di rispetto. Noi siamo noi se continuiamo a fare come abbiamo sempre fatto, e cioè quello che ci viene spontaneo». Ok ma lo dicono tutti, prima. Poi finisce in un altro modo. «Ma noi siamo diversi, siamo onesti». Lo dicono ridendo, e probabilmente mi stanno prendendo per il culo.

Sono rare le band come Lo Stato Sociale, capaci di prendersi poco sul serio anche quando potrebbero menarsela un po’. «Certo che ci siano montati la testa! Anzi, no. Il successo in realtà ci ha ridimensionato. Pensavamo di affacciarci dalla finestra come il Papa e invece abbiamo solo riempito l’Alcatraz a Milano. Gli stadi non ci bastano, vogliamo di più, vogliamo il culto, vogliamo il potere spirituale e anche quello temporale». Allora è la politica quel “altro” rispetto alla musica di cui sopra! «No perché è un potere troppo poco spirituale. Ed è più temporaneo che temporale». Di solito è chi fa le domande a condurre un’intervista. Con Lo Stato Sociale è il contrario, sono loro che ti portano nel cazzeggio e sono sempre loro che stimolano riflessioni serie. Te ne accorgi solo un attimo dopo che l’hanno fatto e riesce benissimo proprio per questo.

È un po’ come con le canzoni. Ti arrivano e non sai bene perché. Loro stessi non si ritengano bravi musicisti, anche se ormai hanno accumulato una discreta esperienza. Mi domando se si siano mai interrogati sul perché del successo avuto in questi anni. «L’abbiamo fatto e pensiamo sia merito di un po’ di cose. Per esempio che si riconosce veramente un collettivo. Che non sai mai esattamente se stiamo facendo rock’n’roll, commedia, villaggio turistico, politica o cos’altro. E il fatto che ci siano cinque personalità forti. È la sintesi di tutte queste e altre cose che arriva alla gente». La sintesi sono le canzoni. Canzoni che funzionano proprio perché sono come quel famoso teorema. Superiori alla somma delle singole parti.

(P.S. Non ho mai citato chi dei quattro presenti durante l’intervista abbia pronunciato quali parole. Semplicemente perché lo scambio di battute è stato talmente veloce che riascoltando la registrazione non sono riuscito a distinguere le voci. Me la cavo così: Lo Stato Sociale hanno un’unica voce. Funziona, no?)

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