Interviste

LP a Sanremo: «In Lost On You c’è tutta la mia italianità»

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Dopo lo straordinario successo dell’album Lost On You e dell’omonimo singolo, LP (nome d’arte di Laura Pergolizzi) arriva sul palco dell’Ariston, dove si esibirà nel corso della terza serata. L’occasione è più che ghiotta per scambiare due chiacchiere con la cantautrice che, dopo anni di scrittura e di lavoro “dietro le quinte”, si riscatta con un lavoro originalissimo, fresco e orecchiabile.

Iniziamo dalle domande scontate, conoscevi il Festival di Sanremo? Ammetto che non avevo mai sentito parlare di Sanremo, ma tutte le persone che collaborano con me mi hanno detto che è in assoluto il festival più prestigioso del mondo e che è molto ambito anche dagli artisti internazionali. Quando ho raccontato ai miei amici di Los Angeles di essere stata invitata, la loro reazione mi ha fatto capire quanto è particolare questo evento. Sono molto onorata di essere qui.

Da autrice a cantautrice, come hai vissuto questa fase di trasformazione “artistica”?Amo cantare e mi sento molto a mio agio a farlo, per cui per me non è mai stato un grande cambiamento. Non è stato un passo impegnativo, al contrario penso che sia un vero onore esibirmi cantando i miei brani. Con le canzoni ho sempre cercato un rapporto con i miei fan, che si consolida ogni volta che canto loro qualcosa di mio.

Posso chiederti a cosa è dovuta la tua decisione di interpretare i tuoi stessi brani? Il fatto è che, quando si lavora nel mondo della musica, vanno prima compresi i vari meccanismi. Più volte sono stata vicina a questa svolta. Anche se le cose sono cambiate, sono sempre grata per questa mia carriera da autrice che continua ormai da 10 anni. Trovo che sia straordinario il modo in cui le cose accadono, forse Lost On You era il brano giusto in quel particolare momento.

Era destino, quindi… La vita è piena di momenti di incognita, non sappiamo quando moriremo e non possiamo neanche sapere se e quando verremo scoperti.

A proposito di Lost On You, com’è nato questo brano? Le canzoni funzionano in modo curioso: le componi senza rifletterci più di tanto e poi prosegui con il tuo lavoro. C’è un momento in cui ti guardi indietro e ti rendi conto di aver dato vita a una marea di brani. Lost On You, in particolare, è stato scritto in un momento di svolta.

In che senso? Era un momento di confusione, di timore e di scombussolamento, sia a livello personale che professionale. Quando ho scritto il brano ero a stretto contatto con le mie emozioni. Pensa che il pezzo vocale l’ho inciso proprio quando l’ho scritto, nello stesso giorno, tanto erano forti le emozioni che stavo vivendo.

Ci spieghi, senza mentire, da dove nasce invece quel tuo fischio così particolare?Quando ero piccola, a scuola, c’era un tipo che lavorava lì che fischiava in continuazione. A me piaceva tanto questo suo modo di fare, cercavo di imitarlo e, nel tempo, provavo a migliorare il mio fischio. In Lost On You però il fischio è stato più “sperimentale”, ho scoperto proprio incidendo il brano quanto fossi in grado di fischiare bene.

Una bella sorpresa… Sì, io passo tutta la giornata a fischiettare più che cantare. So che può essere molto fastidioso, ma mi diverte questo suono inconsueto e, in un certo senso, contraddistingue questo mio ultimo lavoro.

Sei di origine italiana, ma conosci la nostra musica e ti piacerebbe collaborare con qualche artista nostrano? Mi piacerebbe tantissimo collaborare con un artista italiano. Sai, questa domanda in un certo senso è divertente, perché sono convinta che Lost On You faccia emergere la parte italiana di me. Sono stata ampiamente influenzata dalla vostra musica, soprattutto quella classica che ascolto sin da piccola. Trovo curioso che il brano abbia avuto successo proprio qui.

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