Interviste

Mark Tremonti: «L’anno prossimo con gli Alter Bridge ci giochiamo tutto»

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di Jacopo Casati
Foto di Roberto Panucci

In dieci anni ho avuto la possibilità di incontrare Mark Tremonti diverse volte. Prima del concerto all’Alcatraz di Milano dove si esibiva con il suo progetto solista, mi è parso se possibile ancora più determinato e concentrato del solito. Tra il terzo album dei Tremonti e il ritorno degli Alter Bridge per il 2016, Mark ha già la schedule ipoteticamente piena fino al 2017. Giudicato più volte il chitarrista hard rock più influente del nuovo millennio, a 41 anni è rimasto disponibile e umile come agli esordi, consapevole però di avere gli occhi addosso di mezzo mondo. In quella che è stata una chiacchierata tra amici, abbiamo affrontato diversi temi, tra cui come si fa, dopo aver venduto 50 milioni di dischi con i Creed, a rimanere costantemente affamati e continuare a migliorarsi. Partiamo proprio da qui.

STUDIARE
Non mi sono mai seduto sui successi o su quanto ottenuto. Per me l’approccio è lo stesso da sempre. Devo imparare, migliorare, superare ogni volta quanto già fatto. Non ho ancora scritto la canzone perfetta e tanto meno il disco perfetto, continuerò a suonare fin quando sarà possibile. Come chitarrista devo ancora studiare, ho un sacco di lavoro da fare. Quando incontro altri musicisti e li vedo all’opera trovo sempre nuovi stimoli. Qualche tempo fa ho visto Joe Bonamassa a Orlando, sono rimasto sbalordito. Mi ha chiesto di sedermi con lui a suonare nel backstage ma gli ho detto “Ehi amico, io guardo e tu suoni”. È un fuoriclasse assoluto.

CAUTERIZE E DUST
Abbiamo deciso di dividere il materiale che avevamo a disposizione perchè proporre un doppio disco sarebbe stato folle. Non avrei la concentrazione giusta per godermi 20 canzoni nemmeno se le pubblicasse la mia band preferita. Sono soddisfatto di quanto ottenuto con Cauterize, ma ad aprile 2016 uscirà Dust, terzo disco dei Tremonti e proseguimento dell’evoluzione mostrata fino a ora. Sarà simile al precedente, tuttavia ci saranno delle sorprese. Dust a livello chitarristico è più complesso, gli assoli sono migliori qui. Ci sarà anche un pezzo molto più pop rispetto a tutto quanto pubblicato fino a ora. Penso sarà inserito a fine tracklist, volevo far vedere a tutti che questo lato mi appartiene ancora. Il focus sarà come sempre sulla melodia, la mia vera ossessione nonché l’obiettivo artistico che ho da sempre, ovvero far convivere riff, velocità e impatto con una melodia che rimanga impressa e che conquisti chi ascolta la canzone.

ALTER BRIDGE
Sto già lavorando al nuovo disco. Da gennaio ad aprile 2016 mi troverò con Myles (Kennedy, ndr) e faremo del nostro meglio per comporre e registrare. Dopo un paio di mesi di tour coi Tremonti, partiremo indicativamente a metà luglio con il tour degli Alter negli States per provare a tornare in Europa prima di fine anno. La pubblicazione del successore di Fortress dovrebbe avvenire in estate, con il primo singolo indicativamente fuori a giugno. Ovviamente è tutto in divenire ma siamo determinatissimi. Sappiamo che ci giochiamo tanto, abbiamo portato questa band a un livello che non pensavamo di raggiungere. Avvertiamo la pressione, Fortress è stato un successo e forse potrebbe convenire fare un lavoro simile, ma vogliamo anche mantenere fede all’impegno che ci siamo presi quando l’abbiamo creata: superarci sempre, andare oltre i nostri limiti e non ripetersi mai. E ti dirò la verità, non è per nulla facile, ho pubblicato più di dieci dischi in studio nella mia carriera, ed evitare di riproporre qualcosa di già fatto è un’impresa…

CREED
Non so se ci riuniremo ancora. In questo momento non ho tempo, le priorità sono evidentemente altre e come hai visto ho già impegni fissati per tutto il prossimo anno, e anche per il 2017, se come spero il nuovo disco degli Alter Bridge andrà bene. Di sicuro è un periodo della mia carriera a cui sono rimasto legato. A quei tempi i brani che scrivevo erano molto più semplici e lineari di ora, ma credo che alcuni fossero davvero belli. Anche se per molti sono canzonette, in quei tre dischi c’è stata un’evoluzione e un miglioramento costante, nella costruzione e nella strutture delle stesse.

I FAN
Per me è fondamentale mantenere un rapporto con chi mi ha permesso di essere ciò che sono oggi. I fan sono eccezionali, non hanno mai abbandonato me e tanto meno i gruppi in cui suono. Anche quando il momento non era dei migliori, ho sempre avvertito il loro supporto, il loro affetto. Quindi per me è inevitabile ogni volta che posso salutarli dopo i concerti, incontrarli e cercare di essere il più disponibile possibile. Quando sono in tour con i Tremonti suoniamo in piccoli club e adoro il contatto visivo ed emotivo che si crea con il pubblico.

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