Interviste

Marracash in concerto all'Alcatraz: il King del rap arriva a Milano

Non bastasse l’enorme successo del suo ultimo album, King del rap, e del tour che ne è seguito, ecco di nuovo Marracash alle prese con una manciata di date in tutta Italia. Giusto un giro tour, come l’ha voluto chiamare, per evidenziare la brevità di questo appuntamento. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Marra alla vigilia dei primi appuntamenti.

Marracash tour 2012Peccato non vedersi di persona come accaduto in passato, ma Fabio Rizzo, in arte Marracash, è in tour e quindi tocca accontentarsi del telefono. Mi pare in ottima forma e col morale altissimo, merito anche di un’accoglienza calorosa da parte del suo pubblico, del successo che pare accompagnarlo un po’ ovunque (doppia data sold out a Roma e a Milano) e della consapevolezza di avere i mezzi – tecnici ma anche d’immagine – per poter sfondare definitivamente, come solo Fabri Fibra e Club Dogo prima di lui. Non per nulla, due nomi con cui spesso Marra collabora, quelli che possiamo definire senza ombra di dubbio le scommesse vinte del rap italiano. La scena nazionale sta vivendo un momento di grande vitalità e fermento – fomentato anche da fenomeni come Emis Killa o Fedez, che stanno raccogliendo consensi soprattutto fra i giovanissimi – e sarà interessante capire se si tratta solamente di una bolla speculativa oppure dell’inizio di una storia credibile. Nel frattempo, tanto per non smentire una tradizione ereditata dagli States, c’è stato un piccolo scontro, in Rete, fra tradizionalisti e nuove leve, uno spunto per iniziare la nostra chiacchierata telefonica.

Prima di parlare del tour vero e proprio, ci tocca almeno spendere due parole sulla recente polemica che ha coinvolto il mondo hip hop italiano. La serata del Forum di Assago – sold out e di grande successo – ha dato adito a critiche e pettegolezzi, tra chi si è schierato a favore della vecchia scuola e chi invece supporta i nuovi artisti e riconosce come questo sia un momento d’oro e quasi inedito della scena italiana. Senza voler entrare troppo nel merito, che idea ti sei fatto della faccenda?
Mah, alla fin fine penso che sia stata una polemica un po’ inutile, dettata più da invidie personali che da una reale voglia di confronto. Insomma, è bello che ci sia gente che critica e motiva gli artisti a migliorare e ad andare avanti, ma qui il livello era proprio basso e, come spesso succede, molti si sono buttati a capofitto solo per il gusto di poter criticare un rapper piuttosto che un altro. Mi piacerebbe molto che tutto questo attaccamento all’hip hop ci fosse anche quando si tratta di dimostrare e di manifestare in senso positivo e non solo quando si litiga. La partecipazione deve esserci in ogni caso, è quella che rende la scena unita e che la fa crescere. Ma se un’occasione per discutere si trasforma in una bagarre sterile, allora credo che ci sia poco da imparare e da andarne fieri. In ogni caso, come spesso capita, la faccenda si è sgonfiata nel giro di qualche settimana e ognuno è tornato a occuparsi dei fatti suoi, il che non è poi un male. Meglio concentrarsi su altro.

Commenti

Commenti

Condivisioni